Covid: in 24 ore 3.099 positivi, 44 le vittime

Anelli: 'La terza dose a tutti i medici, ognuno è a rischio'. La richiesta in vista della formalizzazione del Cts

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Sono 3.099 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 3.525. Sono invece 44 le vittime in un giorno (ieri erano state 50). Dall'inizio della pandemia i casi sono 4.660.314, i morti 130.697. I dimessi e i guariti sono invece 4.427.373, con un incremento di 3.385 rispetto a ieri, mentre gli attualmente positivi sono 102.244, con un calo di 330 casi nelle ultime 24 ore.

Sono 276.221 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 357.491. Il tasso di positività è del 1,1 %, in leggero aumento rispetto al dato di ieri. Sono 483 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, in aumento di 2 rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 22 (ieri erano 26). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.435, ovvero 62 meno di ieri.

"I sanitari a rischio per noi sono tutti. Ognuno ne ha uno proprio". E' il presidente dell'Ordine dei Medici Fnomceo, Filippo Anelli, a spiegarlo, in vista della formalizzazione delle indicazioni del Cts sul richiamo, chiedendo che la terza dose venga fatta a tutto il personale sanitario anche se, precisa, "puo' avere un senso partire da quelli piu' esposti come quelli che lavorano nei reparti Covid".

Difficile quantificare quanti possano essere i medici a rischio. "L'apertura e la chiusura dei reparti Covid dipende dall'andamento dell'epidemia" spiega Anelli e quindi c'e' una variabilita' anche dell'organico impegnato. "E' giusto assicurare la terza dose prima agli immunodepressi, nelle Rsa e agli anziani ma la terza dose garantisce la riduzione del rischio marginale al personale sanitario e medico esposto nelle strutture, a contatto con i pazienti. Inoltre aiuterebbe la categoria a continuare a lavorare in serenita'", ha detto concludendo che comunque il "vaccino ha gia' dimostrato sul campo la sua capacita' di protezione".

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La cameretta dei ragazzi, idee utili per crearla perfetta

I consigli dei pro per sfruttare le nicchie e trovare soluzioni per l'ordine

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Chiudi Upland Development, Inc courtesy Houzz (ANSA) Upland Development, Inc courtesy Houzz

Spesso stracolma di oggetti e difficile da riordinare in mancanza di spazi proporzionati e mobili adatti, l’organizzazione della cameretta per i ragazzi sembra essere il cruccio di molti genitori. Ecco alcune idee utili per creare la cameretta perfetta. 

Come nel sottosopra, su due livelli
Il sistema con letto posizionato sull’armadio o con cosiddetto “letto a pedana”, seppur per un po’ anni 90, è ancora un classico per ogni cameretta ed è la soluzione che più di tutte permette di sfruttare i centimetri in verticale e ottenere due aree separate per le diverse attività. Avere il letto su un piano rialzato, permette di recuperare molto spazio da arredare con ordine per lo studio o per il gioco e la creatività. “Al piano di sotto” si verrà a creare un ambiente ben definito, da sistemare con tutto il necessario: scrivania, armadi, mensole, scaffali per i giochi e anche un’area TV per l’intrattenimento e il gaming. “In generale, vediamo una sempre maggiore attenzione alle soluzioni su misura al centimetro che permettono di valorizzare anche gli spazi più piccoli o difficili. Alcuni progetti di falegnami, architetti o interior designer italiani trovano soluzioni molto creative che stupiscono e aiutano a mantenere l'amatissimo ordine!” dice Leonora Sartori, Editor di Houzz, la piattaforma di ristrutturazione e design. Gli esperti consigliano anche di fare attenzione all’illuminazione della scrivania, inserendo una lampada con calotta orientabile per evitare fastidiose ombre e generare una luce fredda che aiuta a leggere senza affaticare gli occhi.

Concentrazione mode-on, la nicchia-scrivania
Valido l’utilizzo di vani inutilizzati e nicchie per ricreare angoli studio intimi e accoglienti. Grazie alla profondità, è infatti possibile posizionare il piano di lavoro internamente, creando una zona riservata. In più, se si sceglie la stessa tinta per mobili e le pareti, si può rendere la nicchia perfettamente integrata con l’ambiente circostante, attrezzato e funzionale come ogni cameretta dovrebbe essere. Per risolvere l’ingombro di una lampada in una nicchia non sempre di grandi dimensioni, gli esperti consigliano dei faretti incassati, mentre pensili e scaffali posizionati al di sopra del piano lavoro saranno utili per riporre i materiali scolastici, favorendo l’ordine e la concentrazione. Inoltre, una parete magnetica o con pittura a effetto lavagna servirà per prendere appunti e promemoria, un buon metodo per imparare ad essere organizzati sin da bambini.

L’armadio di Narnia, elementi che scompaiono
L’idea di sfruttare una nicchia può diventare ancora più interessante se si sceglie di chiuderla con ante che nascondono la scrivania o degli scaffali porta-tutto quando non serve. Le librerie a tutta altezza chiuse da ante scorrevoli o ad apertura sono un trend, con esse si può usare ogni centimetro di spazio e inserire anche utili ceste e contenitori. Se non si è in possesso della giusta profondità, è possibile fare uso di armadi o scaffali estensibili così da ottimizzare gli spazi e ottenere una superficie extra. In più, tenere separate le aree gioco e quelle del relax dall’area studio aiuta a evitare facili tentazioni. Qui i professionisti consigliano di optare quindi per un’unica struttura che occupi una sola parete della stanza e che contenga un letto a soppalco e una scrivania a scomparsa, ciascun elemento da tirare fuori e da eliminare quando serve. In questi casi l'intervento di un professionista fa la differenza perché la personalizzazione è indispensabile.

Rintanarsi in mansarda
Per chi può riprogettare completamente, è bene sapere che anche la mansarda può essere trasformata in una piccola ma graziosa cameretta, proprio come quelle dei film americani. “Mansarda” è  una stanza che per molti è la soluzione per trovare spazio senza cambiare casa. Rendere abitabile un sottotetto è un investimento per molti proprietari di casa che con l’aiuto di un professionista possono aggiungere valore e metri quadri. Nelle ultime foto pubblicate sulla piattaforma vediamo in mansarda soluzioni studio che implicano la presenza di una scrivania con cassettiera ad incasso dotata di rotelle, da spostare quando si studia, in modo da non intralciare una corretta postura. 

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Il sapore della memoria, tutto sulla neurogastronomia

All'origine del gusto con chef Mammoliti che prepara piatti emozionali che evocano ricordi

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Chiudi Una creazione di Michelangelo Mammoliti  chef 2 stelle Michelin del Ristorante La Madernassa di Guarene (ANSA) Una creazione di Michelangelo Mammoliti chef 2 stelle Michelin del Ristorante La Madernassa di Guarene

La Memoria è  il processo di codifica, immagazzinamento, consolidamento e recupero di informazioni ed esperienze derivate dall’ambiente e dall’attività di pensiero. Parliamo di capacità che si acquisiscono fin dalla nascita e che vanno costantemente rinforzate nel corso del tempo e in caso di età avanzata anche ri-abilitate. Intorno a questo concetto hanno iniziato il loro dialogo Michelangelo Mammoliti e Francesca Collevasone, il primo chef 2 stelle Michelin del Ristorante La Madernassa di Guarene, al confine tra le Langhe e il Roero, la seconda psicoterapeuta e docente all'Università di Torino. Con il tempo quello che era un semplice confronto tra professionisti si è fatto progetto condiviso, per capire come fare a creare dei piatti che fossero capaci attraverso alcuni dei sensi stimolati (olfatto e tatto) di innescare dei ricordi precisi. Ricette che fanno rivivere il ricordo lontano di un pranzo in famiglia, il profumo della cucina di nonna, o una suggestione passata. Uno spunto personale che trova conferma scientifica in tutta una serie di ricerche della Neurogastronomia, la scienza interdisciplinare che esplora il comportamento del cervello in relazione al contesto gastronomico, il cui nome è stato coniato (insieme alla disciplina stessa) dal neuroscienziato americano Gordon M. Shepherd.
L’obiettivo della neurogastronomia, come si legge nel libro manifesto di Shepherd All’origine del Gusto (Codice Edizioni), è proprio «comprendere come il cervello crea i sapori che sperimentiamo». Il tutto non per una pura sete di conoscenza, ma piuttosto per «fornire all’alimentazione sana una nuova base». Qui si studia come il cervello crei la percezione del gusto, e come questo si inserisce nella cultura dell'uomo e tutto è importante, l’olfatto, l’immagine del piatto, la composizione dello stesso, parliamo di estetica, di colori, è una vera e propria cassa di risonanza capace di stimolare un ricordo, una emozione, qualcosa che va ben oltre la consapevolezza di chi è convinto di mangiare solo un piatto.
L’obiettivo per lo chef è stato cercare nel “bagaglio gustativo” dei sapori che fossero in grado di suscitare emozioni uniche e personali o perlomeno che potessero dare degli input alle persone, partendo da una semplice affermazione: “Quel piatto mi ha fatto ricordare un preciso momento della mia vita“. Cambia l’approccio, completamente. Cambia il punto di vista di chi è in cucina e in questo caso si prova ad andare ben oltre la riuscita o meno di un piatto che per quanto bello, buono e tecnico è sempre giudicato alla soggettività umana.

Come applicare un simile concetto alla realtà di una cucina? Creando semplicemente delle ricette che fossero in qualche modo legate, in primis, alla memoria di chi le stava mettendo a punto, passo dopo passo. Ne è un chiaro esempio BBQ, spaghetti cotti in estrazione di prosciutto crudo di Cuneo, piatto manifesto del menù estivo che ricorda le grigliate della domenica quando lo chef era ancora “solo” un bambino. “L’odore che vi arriva dal piatto, una volta servito è quello della costina di maiale caramellizzata, o meglio dire abbrustolita sulla griglia di papà. Ho usato il prosciutto di Cuneo per arricchire il piatto del sapore della parte proteica del maiale che nella pasta altrimenti non ci sarebbe stato. Parliamo di un piatto che ho scelto di inserire in carta per continuare ad essere legato alla mia famiglia, ai miei genitori. È una fuga nel ricordo la mia, è tornare a casa quando non sono a casa”: è questo il racconto che lo chef, ospite di Identità Milano 2021 domenica 26 settembre, fa del suo piatto.
Altro esempio tangibile del nuovo approccio messo a punto dallo chef in cucina è l’inserimento in carta del pre-dessert “L’essenziale per essere felici”. Un piatto che racconta di quei pomeriggi passati a falciare il fieno nei campi dello zio. Al ritorno in casa, la ricompensa era pane, burro e cioccolato, il tutto leggermente intiepidito, dalla zia, nel forno a legna. A farla da padrone la semplicità degli ingredienti e un rito che sa di casa: “Per ricreare quel momento preciso, legato a doppia mandata al profumo del fieno – spiega Michelangelo - ho elaborato un bisquit al cacao e nocciola, con l’aggiunta di fava di Tonka, ricca di un enzima chiamato Cumarina, presente in molte piante in natura come il Melilotus Alba, l’Aspeurla odorosa, l’erba medica e via dicendo, utile a darmi il supporto necessario per legarmi alla mia infanzia. Il profumo è la base di questo dessert, fatto con una crema di nocciola tonda gentile delle Langhe, capace di ricreare il sapore del pane, grazie ad una crema di pane fermentato cotto in forno a legna”.

Nonostante la giovane età Michelangelo Mammoliti, classe 1985, in cima alle sue esperienze Gualtiero Marchesi, dal 2014 a La Madernassa, è appena stato riconosciuto tra i top 100 chef del mondo da The best Chef awards (Amsterdam) e fondamentale nella proposta dei suoi piatti è anche l'attenzione alla ricerca sul vegetale, che ha permesso al ristorante e resort La Madernassa di essere riconosciuto tra i migliori top 30 ristoranti al mondo dalla We’re Smart Green Guide, la guida internazionale che premia i migliori ristoranti di tutto il mondo per l’uso creativo degli ingredienti di stagione e per la quantità di piatti a base frutta e verdura. Non a caso L'orto della Madernassa è l’elemento indispensabile per la sua cucina che definisce "Naturale, della memoria e minimale".

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Il mare di dolcezza di Giorgio Armani

Dopo 20 anni è tornato a sfilare nel teatrino di via Borgonuovo

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Chiudi Giorgio Armani - Runway - Milano Moda Donna S/S 2022 (ANSA) Giorgio Armani - Runway - Milano Moda Donna S/S 2022

È un mare di dolcezza la collezione per la prossima estate di Giorgio Armani, che dopo 20 anni è tornato a sfilare nel teatrino di via Borgonuovo, trasformato in un fondale acquatico illuminato dalle luci del tramonto. Una magia che accomuna la scelta del luogo e gli abiti, e che ha lasciato più di un ospite con gli occhi lucidi.
"Oggi si ha voglia di dolcezza, di essere innamorati e che qualcuno si innamori di noi - dice Giorgio Armani al termine della sfilata - abbiamo voglia di recuperare dei rapporti persi a causa del mondo, che sta andando verso una situazione discutibile. Teniamo quello che abbiamo con i denti, abbiamo la terra: cerchiamo di salvare lei e noi stessi". E lo si può fare partendo da un sorriso, lo stesso che, inaspettatamente, sfoggiano le modelle in passerella: "è stata una bella guerra - scherza Armani - le ragazze quando sono fuori sono abituate a essere dure e severe, secondo una scuola di questi ultimi anni, drastica nel dire che sorridere è una cosa vecchia, invece sorridere fa piacere a tutti". E strappano più di un sorriso le canzoni che, dopo 'L'infinito' di Leopardi, accompagnano la passerella, da Lucio Dalla a Loredana Bertè, tutti i classici della canzone italiana che parlano di mare e d'estate. "Finalmente la canzone italiana, io adoro questi pezzi e dovevate vedere - racconta alla stampa - come si muovevano le ragazze ascoltando questi brani, con amore e non con isterismo". Una scelta che è anche "un omaggio all'Italia, ma non vorrei - minimizza lui - ergermi a salvatore della patria. Mi ricordano 40 anni fa, quando ho iniziato e queste canzoni accompagnavano il mio lavoro: questo insieme di cose mi ha convinto a calcare un po' la mano". Certo, trasformare il teatrino di via Borgonuovo in un fondale marino "è stata una bella fatica, ma il risultato c'è: scendere in questo sotterraneo e trovare un'atmosfera del genere mi sembrava una cosa inaspettata e magica".


E sono pura magia gli abiti per la prossima estate: mentre tutti scoprono le gambe e la pancia, Armani manda in scena una collezione che è un tripudio di dolcezza e leggerezza.
Il giorno è una sinfonia marina di bianchi e di blu, accesa da toni di rosso corallo, con le giacche senza collo chiuse da spille-gioiello in smalto o morbide e allungate abbinate a pantaloni sempre fluidi, quasi fluttuanti, come echi di viaggi in paesi lontani. Ma sono giusto memorie rivisitate in chiave metropolitana, abbinate a cuffie crochet o foulard a coprire il capo e sandali bassi e stringati. "Mescolare suggestioni - spiega Armani - è da sempre parte del mio linguaggio: colgo segni e colori ovunque, per poi lavorare in sottrazione, purificare, mantenendone l'eco. Questa collezione è un métissage: una mescolanza di influenze, di ricordi di viaggio. I colori si accendono, il rigore si ammorbidisce. I tempi, a mio avviso, richiedono questo".
Tutto diventa impalpabile nella sequenza di grigi pallidi, di azzurri e verdi tenui, per giacche essenziali e lunghe gonne vaporose. E poi di sera si entra nella dimensione del sogno, con abiti luminosi e senza peso, strati di tulle nei toni del rosa o dell'azzurro, che sfiorano appena il corpo e si accendono di bagliori di cristalli.
E pensare che solo l'altro giorno, quando gli è stato chiesto se era felice di tornare a sfilare in presenza di pubblico, Armani aveva risposto che "il rischio è che non arrivi l'applauso, vedere la gente che va via". Questa volta, l'applauso è arrivato forte e chiaro, insieme a qualche lacrimone.

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Philosophy, gioia e libertà come negli anni '90

Sottovesti rosso lacca, pantaloni plissé e micro top romantici

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"Ho ripensato al sentimento di gioia e libertà che provavo negli anni 90, periodo di crescita ed esplorazione sul mondo e su me stesso. La positività e la gioia che ricordo in modo nitido sono la chiave di questa collezione": così Lorenzo Serafini presenta la proposta Philosophy per la prossima estate, all'insegna di una ritrovata spensieratezza.
    L'ispirazione sono le immagini scattate da Steven Meisel e Mark Borthwick per le campagne pubblicitarie Philosophy negli anni 90, allora sotto la direzione creativa di Alberta Ferretti.
    Oggi quella voglia di libertà è tradotta in sottovesti rosso lacca, pantaloni plissé dal fondo svasato, micro-top romantici e abiti neri grafici che sul finale lasciano il posto a lunghi vestiti di pizzo bianco. Ai piedi plateau altissimi in pelle lucida, in mano shopping bag con lo slogan "thanks for shopping with us". (ANSA).
   

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E' un picnic party sull'erba il ritorno in passerella di MSGM

Ritorno alla natura e alla metropoli come negli '80

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 E' un picnic party sull'erba il ritorno in passerella di MSGM, che sfila alla "Biblioteca degli Alberi", mettendo insieme la voglia di natura e la rinascita della metropoli con un occhio alla Milano degli anni '80 e alle sue atmosfere febbrili e spensierate, tradotte in un concentrato vitaminico di colori.
   

C'è la stessa energia di quel decennio nella collezione per la prossima estate, dove i prati fioriti si imprimono su abiti morbidi e completi pigiama, denim e felpe over in cotone plissé, o in versione preziosa su paillettes effetto 3D. Le margherite sbocciano su top con scolli a cuore e maniche a sbuffo, tute leggere o pantaloni cargo, mentre le stampe micro-frutta colorano leggings e top stretch e le ciliegie, così amate negli '80, diventano ricami e micro-beads con frange. Il classico motivo Vichy da picnic è declinato in colori acidi sulla maglieria o sul tweed sfrangiato mentre le stampe graffiti ricordano gli scarabocchi dei bambini sulle tovaglie di carta. (ANSA).
   

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Gucci lancia Vault, il vintage diventa mainstream

Oggetti d'archivio rimessi a nuovo insieme a talenti emergenti

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 "Il vintage è sempre stato un mondo Underground, per fissati ossessivi, invece è interessante che diventi mainstream": così Alessandro Michele spiega perché è nato Vault, lo store on-line dove Gucci venderà capi del passato del marchio personalizzati dallo stesso direttore creativo insieme a proposte di giovani talenti. "È un contenitore concepito come un multibrand che quasi non esiste più - spiega Michele nello spazio allestito all'arco della pace durante la fashion week milanese - Ho pensato di farlo online in modo che tutti ci possano andare, era bello creare un territorio completamente aperto. Il progetto è nato dalla ricerca di cose belle che pratico nella mia vita privata e che forse ha reso Interessante il mio lavoro". "Passo la vita cercando - racconta ancora il direttore creativo di Gucci - e Vault è nato per cercare di espandere un laboratorio, per creare qualcosa dalla passione per il vintage che caratterizza il mio percorso: per me è un regalo e sono contento che l'azienda ne sia entusiasta". Per cercare i pezzi vintage sono stati usati vari canali, dalle aste ai venditori privati: "è un lavoro infinito perché il passato è infinito".
Fin dall'inizio dell'impegno come direttore creativo della griffe della doppia G, Michele ha esplorato e recuperato il passato alla luce del presente: "tengo tutto insieme, sembra la mia specialità ma è condivisa, solo che io la manipolo: le cose presenti - riflette Michele - sono appartenute al passato e forse prefigurano il futuro. Per quanto mi riguarda fingo di non avere l'orologio per lavorare bene. Viviamo un pezzo di passato anche camminando per le strade, è l'unica passerella che abbiamo e oggi abbiamo capito che non è una colpa". In questo senso la riflessione di Michele è che "la moda ha paura di dire che esiste e ha uno spessore, invece ha un un grande potere. Il peccato originale della moda è che non è arte, ha una dignità limitata perché la vendi, ma io non sono d'accordo, per me è una manipolazione che produce una relazione con la vita, ha una grande capacità di narrazione insita nel suo DNA e per questa sua capacità mi piacerebbe che non fosse declassata. Forse per altri ambienti è frivola invece per me è leggera ma seria".
Se per molti Il passato è in contraddizione con il presente "per una sorta di attitudine post-bellica di ricostruzione, io vivo il presente e il passato insieme" dice ancora Michele che durante la pandemia aveva lanciato un invito a cambiare i tempi della moda che lui ha rispettato per primo. Ora dice che "la verità è che le cose ti succedono davanti e mi è tornata voglia.
Quando torneremo, e ho pensato che lo faremo presto, credo che comunque le cose saranno diverse, come quando una relazione finisce male e poi la riprendi sapendo che non avrai voglia di rifare gli stessi sbagli". "Ho voglia - conclude - di rivedere lo show e le persone". (ANSA).

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Ford Mustang March-E, prima elettrica promossa dalla Polizia

Ha superato severi test organizzati dalla Michigan State Police

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L'auto della Polizia Ford Pro derivata dal suv Ford Mustang March-E model year 2021 è il primo veicolo totalmente elettrico ad aver superato i rigorosi test di valutazione della State Police del Michigan. I test includevano accelerazione, l velocità massima, frenata e inseguimento ad alta velocità, nonché le caratteristiche di gestione della risposta alle emergenze.
    La Polizia di Stato del Michigan è una delle due forze dell'ordine che ogni anno negli Usa testano i nuovi veicoli con specifiche per questo praticole impiego polizia dell'anno modello e pubblicano i risultati per l'uso da parte delle agenzie a livello nazionale.
    "Il fatto che la Mustang Mach-E abbia superato con successo l'estenuante test della Polizia di Stato del Michigan - ha affermato Ted Cannis, CEO di Ford Pro - dimostra che Ford è in grado di costruire veicoli elettrici capaci, resistenti e affidabili anche per i lavori più impegnativi. Comprendiamo le esigenze dei nostri clienti commerciali e ci impegniamo a sbloccare nuove opportunità di elettrificazione per loro".
    Ford Pro ha presentato la Police Car completamente elettrica per i test nella valutazione dell'anno modello 2022 della Polizia di Stato del Michigan gli scorsi 18 e 20 settembre, ma il dettaglio dei risultati per i veicoli testati saranno pubblicati sul sto web più avanti in autunno.
   

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Vaccini: da Cts via libera a terza dose per over 80, le Rsa e i sanitari più a rischio

'Massima precauzione, si parte da over80, Rsa e sanitari a rischio'

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Chiudi Un centro di vaccinazioni (ANSA) Un centro di vaccinazioni

Per la terza di vaccino Covid "non sono previsti rinvii per gli operatori sanitari": e' quanto dichiara Silvio Brusaferro, portavoce del Cts. "Nel costante perseguimento di un'ottica di massima precauzione, la somministrazione di un'ulteriore dose di vaccino viene indicata progressivamente per gli ultraottantenni, i residenti nelle RSA, persone ultrafragili e operatori sanitari a partire da quelli più a rischio", si legge in una nota.

Terza dose a over 80 e Rsa. Su capienze nuovo intervento

I limiti di capienza in cinema e teatri, il nodo delle discoteche, la gestione delle quarantene nelle scuole in caso di positività di uno studente, il rifinanziamento della quarantena dei lavoratori per continuare ad equipararla alla malattia fino alla fine dell'anno. Il governo lavora ad un nuovo provvedimento che potrebbe essere operativo già dal 15 ottobre, giorno in cui scatterà l'obbligo del green pass in tutti i luoghi di lavoro, o al massino entro la fine del mese. Arriva intanto il via libera dal Comitato tecnico scientifico alla terza dose per gli over 80 e gli ospiti delle Rsa, in totale circa 4,5 milioni di italiani, e per il personale sanitario più a rischio. Il parere favorevole all'estensione anche a queste categorie della dose aggiuntiva, come già aveva fatto la Commissione tecnico scientifica dell'Aifa, è arrivato dagli esperti del governo al termine della riunione di oggi.

Dopo i circa 3 milioni di immunocompromessi - pazienti trapiantati, oncologici e con patologie autoimmuni, per i quali la somministrazione è scattata il 20 settembre scorso - si partirà dunque anche con over 80, soggetti ricoverati nelle Rsa e operatori sanitari più a rischio. Il Commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo ha già fatto sapere che una volta definita la popolazione target verranno "aggiornati i sistemi informatici e comunicata la data dalla quale sarà possibile avviare per tutto il territorio nazionale la somministrazione delle dosi aggiuntive". Il Comitato ha invece rinviato la decisione se estendere o meno la terza dose anche a tutto il resto del personale sanitario: una scelta motivata, secondo quanto si apprende, dal fatto che non ci sarebbe urgenza e che non si tratta di soggetti fragili. Ora gli scienziati si vedranno nuovamente lunedì, anche se hanno tempo fino al 30 settembre per esprimere un parere "sulle misure di distanziamento, capienza e protezione nei luoghi nei quali si svolgono attività culturali, sportive, sociali e ricreative" in vista "dell'adozione di successivi provvedimenti normativi", come è scritto nell'articolo 8 del decreto che ha introdotto il green pass in tutti i luoghi di lavoro. Il governo non ha ancora predisposto un testo completo, proprio in attesa del parere tecnico, ma i ministeri sono già al lavoro. Anche perché, sottolinea una fonte di governo, l'accordo politico raggiunto per stemperare le tensioni tra le forze di maggioranza era proprio questo: prima si introduce l'obbligo del green pass, per spingere più possibile la campagna vaccinale, e subito dopo si interviene sulle attività per le quali sono ancora previste restrizioni, sempre avendo come bussola di riferimento i dati epidemiologici e scientifici. Draghi dovrebbe convocare i ministri su questi aspetti il primo ottobre ma sul tavolo degli esperti c'è già la richiesta del ministro della Cultura Dario Franceschini di superare gli attuali limiti e portare la capienza al 100%, mantenendo l'obbligo del pass e di indossare la mascherina. Anche le Regioni sono su questa linea, con il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga che ha chiesto di portare le capienze all'80% entro ottobre per poi arrivare, "in un breve arco temporale", al 100%.

L'orientamento del Cts sarebbe quello di alleggerire le misure, seppur con gradualità e autorizzando capienze diverse a seconda dei contesti. Possibile che arrivi un primo via libera per la capienza dell'80% per cinema e teatri mentre per concerti dal vivo o stadi, che richiamano migliaia di persone, la percentuale potrebbe essere più bassa. C'è poi il nodo discoteche, con Lega e Forza Italia che premono per una riapertura. Su questo le posizioni tra gli esperti sono diverse ma in molti ribadiscono che si tratta dei luoghi in cui è più alto il rischio del contagio. Un altro tema che dovrà essere affrontato è quello delle quarantene nella scuola, anche se al momento al Cts non è arrivata alcuna richiesta. Oggi regna il caos: in caso di positività, c'è chi mette in quarantena tutta la classe (Toscana), chi isola solo i contatti stretti, cioè i vicini di banco (Emilia Romagna) e chi il solo positivo (Veneto). Nella maggior parte dei casi ad essere messa in quarantena è tutta la classe ma con un ulteriore differenziazione: 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati, cosa che non piace affatto al garante della privacy. Serve dunque uniformare la norma e una delle ipotesi sul tavolo è la quarantena per i soli contatti stretti del positivo. Infine, c'è il tema del rifinanziamento per la quarantena dei lavoratori che hanno avuto un contatto con un contagiato. Sarà equiparata alla malattia anche per il 2021, ha confermato il presidente dell'Inps Pasquale Tridico, e finanziata con circa 900 milioni.

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Auto: martedì al via prenotazioni Ecobonus per l'acquisto dell'usato

Incentivi con rottamazione fino a 2.000 euro. Fondi per 40 milioni

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Chiudi Una fila di automobili in un parcheggio a Roma (ANSA) Una fila di automobili in un parcheggio a Roma

Parte la corsa all'ecobonus anche per le auto usate. Martedì si apre infatti la procedura per prenotare gli incentivi per l'acquisto di una vettura usata a basse emissioni previa la rottamazione di una vecchia automobile. A disposizione ci sono complessivamente 40 milioni di fondi e l'incentivo varia da 750 a 2mila euro. A partire dalle ore 10 di martedì 28 settembre, spiega il Ministero dello sviluppo economico, i concessionari potranno accedere sulla piattaforma ecobonus.mise.gov.it per inserire le prenotazioni degli incentivi per l'acquisto di veicoli di categoria M1 usati a basse emissioni. L'incentivo è legato all'acquisto di un veicolo usato di classe non inferiore a Euro 6, con un prezzo risultante dalle quotazioni medie di mercato non superiore a 25.000 euro e con emissioni comprese tra 0-160 g/km CO2. Il contributo viene però riconosciuto solo con rottamazione e si differenzia a seconda della fascia di emissioni del veicolo usato che si acquista: 0-60: 2.000 euro; 61-90: 1.000 euro; 91-160: 750 euro. Il veicolo rottamato dovrà essere della medesima categoria di quello acquistato, immatricolato da almeno 10 anni e intestato da almeno 12 mesi all'acquirente o ad un familiare convivente. Per l'ecobonus automotive, una misura promossa del Mise per offrire contributi per l'acquisto di veicoli a ridotte emissioni e prorogata al 31 dicembre, sono stati stanziati complessivamente - dalla legge di conversione del decreto Sostegni bis - 350 milioni. Una prima tranche del bonus per l'acquisto di auto elettriche o ibride, attivato all'inizio dell'estate si è esaurito a fine agosto, facendo scattare l'allarme dei produttori, secondo i quali l'impatto della fine degli eco-incentivi per auto elettriche e ibride plug-in avrebbe potuto mettere a rischio fino a 40mila mancate immatricolazioni. Il Mise ad inizio settembre ha comunque riattivato la possibilità di accedere anche ad ulteriori 57 milioni di euro di risorse, prima previsti nel fondo principale dell'ecobonus. Ma anche in questo caso il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 settembre e il 16 settembre nel pomeriggio le risorse erano già finite, a dimostrazione della forte richiesta di autovetture ecologiche anche a fronte di un'offerta di prodotti che, pur crescendo, rimane sempre limitata. La possibilità di un rifinanziamento passa ora attraverso la prossima legge di Bilancio, ma l'ipotesi dell'arrivo di un nuovo bonus elettriche non appare scontata.

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Ricostruito il Dna degli Etruschi

Erano cugini degli Italici, ma la loro lingua resta un mistero

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Chiudi Ricostruito il Dna degli Etruschi (fonti: in primo piano particolare di un affresco etrusco del 510 a.C, diDave & Margie Hill/Kleerup; sullo sfondo la doppia elica del Dna, di Christoph Bock, Max Planck Institute (ANSA) Ricostruito il Dna degli Etruschi (fonti: in primo piano particolare di un affresco etrusco del 510 a.C, diDave & Margie Hill/Kleerup; sullo sfondo la doppia elica del Dna, di Christoph Bock, Max Planck Institute

Etruschi cugini degli Italici, lo svela il Dna antico, ma la lingua parlata da questo popolo rimane un mistero. A provare la stretta parentela uno studio genomico definito il più grande mai realizzato sugli Etruschi, condotto da un team di studiosi internazionali, coordinato da Cosimo Posth, del dipartimento di Archeogenetica dell'Istituto tedesco Max Planck per la storia delle Scienze umane a Jena e condotto con le università di Firenze, Tubinga e Jena. Per l'Italia hanno contribuito anche le università di Siena, Napoli Federico II, Ferrara e Padova. Pubblicata sulla rivista Science Advances, la ricerca ha esaminato il Dna di 82 individui vissuti in Italia nell'arco di quasi 2000 anni, dall'800 a.C. al 1.000 d.C, in dodici siti, tra Toscana e Alto Lazio.

I risultati? Gli Etruschi "condividono il profilo genetico dei Latini della vicina Roma e gran parte del loro genoma derivi da antenati provenienti dalla steppa Eurasiatica durante l'età del bronzo". Lo studio, a cui hanno preso parte ricercatori degli Atenei di Firenze, Siena, Ferrara e del Museo della Civiltà di Roma, di Germania, Stati Uniti, Danimarca e Regno Unito, risolve così, si spiega, "l'enigma sulle origini di questa cultura altamente avanzata e ancora poco conosciuta", fiorita durante l'età del ferro nell'Italia centrale, e che ha incuriosito gli studiosi per millenni, coivolgendo storici illustri già dai tempi del greco Erodoto.

Per quest'ultimo discendevano da gruppi migratori anatolici o egei. Per gli archeologici invece hanno avuto un'origine locale, ipotesi suffragata in passato da alcune ricerche su Dna antico. E ora confermata da questa ricerca che fornisce "risposte definitive" sulle origini degli Etruschi. Resta però il mistero della loro lingua, non indoeuropea, estinta, solo in parte compresa. Se "i gruppi legati alla steppa Eurasiatica furono probabilmente responsabili della diffusione delle lingue indoeuropee, ora parlate in tutto il mondo da milioni di persone, la persistenza di una lingua etrusca non indoeuropea in Etruria è un fenomeno intrigante - si spiega - che richiederà un'ulteriore indagine".

"Questa persistenza linguistica, combinata con un ricambio genetico, sfida la tesi che i geni siano uguali alle lingue - afferma David Caramelli, docente di antropologia all'Università di Firenze - e suggerisce uno scenario più complesso che potrebbe aver coinvolto l'assimilazione dei primi popoli italici da parte della comunità linguistica etrusca, forse durante un periodo prolungato di mescolanza nel secondo millennio a.C."

Lo studio ha anche rivelato "importanti trasformazioni genetiche associate a successivi eventi storici" con riferimento sempre all'Italia centrale: una, durante il periodo imperiale romano, legata alla commistione con le popolazioni del Mediterraneo orientale che probabilmente includevano schiavi e soldati trasferiti attraverso l'Impero Romano; l'altra nell'Alto medioevo, identificata con la diffusione di antenati dell'Europa settentrionale nella penisola in seguito al crollo dell'Impero romano d'Occidente.

"Questo cambiamento genetico - afferma Johannes Krause, direttore del Max Planck Institute per l'evoluzione antropologica - descrive chiaramente il ruolo dell'Impero Romano nello spostamento delle persone su larga scala in un momento di maggiore mobilità socioeconomica e geografica". "L'Impero Romano - afferma Cosimo Posth, docente all'Università di Tubinga e Centro Senckenberg per l'evoluzione umana e il paleoambiente - sembra aver lasciato un contributo duraturo al profilo genetico degli europei meridionali, colmando il divario tra le popolazioni europee e del Mediterraneo orientale sulla mappa genetica dell'Eurasia occidentale"

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Mondo yogurt e latte vegetale, è boom colazione healthy per gli italiani

In Italia +50%. Dal latte di piselli allo skyr, nuovi trend. E ai giovani piace la bowl per il breakfast

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Chiudi Le bowl di yogurt con cereali e frutta e semi foto Unsplash (ANSA) Le bowl di yogurt con cereali e frutta e semi foto Unsplash

C’erano una volta il latte e lo yogurt a colazione. Il primo obbligatorio almeno fino all’adolescenza inoltrata, il secondo per merenda. Altri tempi. Ora la colazione è ben altro e si assiste ad un boom degli yogurt e dei ‘latti’ alternativi, a base vegetale, vegani, light o iperproteici. Dopo la moda del latte di soia, il mondo yogurt-latte alternativi ai derivati a quelli vaccini si affolla. E questo già da qualche tempo, la novità però riguarda la generazione Y e soprattutto Z. Tra i teenagers impazza la moda delle ciotole ricche di yogurt vari, mescolati con granola e frutta in nome del benessere. Le ricette delle colazioni sane ora impazzano nel web dove gli YouTuber mostrano piatti che riempiono di cibi 'instagrammabili', belli a vedere realizzati con un mix di golosità in cui la quota di food buono fresco e salutare è fortunatamente alta con cereali, frutta fresca, frutta secca. L'aspetto somiglia infatti alla moda del pokè, ma tutto è coniugato con la prima colazione, magari vegana e  sana.
Secondo la società di ricerche di mercato globale Euromonitor International i sostituti del latte sono la categoria in più rapida crescita nel settore dei prodotti lattiero-caseari, con un valore di 10 miliardi di dollari a livello mondiale ed un aumento del 16% nel biennio 2020-2021. Secondo gli analisti le bevande alla soia stanno perdendo terreno a causa della scarsa percezione dell'ingrediente da parte dei consumatori, tuttavia altre bevande senza latte ma che gli somigliano come quello di mandorle, avena, noci di cocco e perfino piselli, hanno stimolato l'innovazione con il mercato. Il fenomeno in Italia cresce in modo sorprendente del 50% e latti non a base di soia sono in aumento del 172% negli ultimi cinque anni.
“I consumatori hanno sempre dato la priorità alla salute e al benessere nel settore lattiero-caseario ma la pandemia ha intensificato la sua attenzione nel 2020. Il rischio aggiuntivo rappresentato dall'obesità e da altre condizioni di salute con COVID-19, ha reso la dieta un punto focale per molte persone” commentano gli analisti Euromonitor che prevedono una ulteriore crescita del mercato e l’arrivo di ulteriori ingredienti come piselli, ceci e fave, ricchi di proteine, anche miscelati con avena o cocco. “Più avanti, ci si aspettano anche ‘latti’ alle lenticchie d'acqua o alle alghe e i prodotti lattiero-caseari coltivati, vegani, saranno la scelta più popolare delle colazioni tra 10 anni”, concludono gli autori del sondaggio.
In Inghilterra un terzo dei consumatori nel 2020 ha iniziato a bere latte vegetale e il 50% degli adulti li sceglie per rispettare l’ambiente contribuendo a ridurre le emissioni di gas serra dovute invece agli allevamenti delle vacche da latte, si legge anche in un nuovo report Mintel interamente dedicato al fenomeno del boom del latte vegetale. Il latte di avena è diventato il latte vegetale preferito dagli inglesi per la moda ‘senza latticini’, con le vendite quasi raddoppiate tra il 2019 e il 2020. Segue il latte di mandorla.
Nei nostri supermarket intanto lo spazio dedicato a tali prodotti aumenta di mese in mese: latte di riso, di capra e di soia sono ritenuti ormai classici. A questi si aggiungono latte di mandorla, di cocco, d’avena; Il latte di riso e nocciola e quello d’avena. Anche in mix con il cacao. E lo yogurt? Oltre al classico di latte vaccino, intero, magro e quello alla frutta per i più piccini, sugli scaffali dei supermarket l’offerta è esplosa: metri e metri di banchi frigo con gli ‘evoluti’ in chiave vegana e fitness , magari chiamati yogurt seppure non lo siano. Dal kefyr di latte fermentato (in vendita anche i fermenti bio per farlo in versione light, con acqua, a casa) allo yogurt greco, di pecora, di capra, di soia. Infine lo yogurt ‘ibrido’ skyr, super proteico, fatto con il latte scremato e che in realtà è un vecchio prodotto caseario islandese con una consistenza simile allo yogurt greco, pare risalente all'età vichinga.

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Gender diversity e integrazione, gli influencer alla Milano Fashion Week

Rain Dove e Louis Pisano nel progetto voluto dalla Camera della Moda

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Chiudi Milan's fashion show, John Richmond. Models in the backstage (ANSA) Milan's fashion show, John Richmond. Models in the backstage

Due influencer selezionati da Pulse Advertising, provenienti da UK, USA e Francia, partecipano e promuovono gli eventi digitali della Milano Fashion Week con l'obiettivo di aumentare il traffico all'account Instagram di Camera Nazionale della Moda Italiana e di comunicare la sua costante attenzione ai temi di attualità che con urgenza il mondo della moda sta abbracciando e divulgando, come gender diversity, integrazione, pari opportunità.
Rain Dove
, modella dai tratti androgini che da sempre sfila per collezioni maschili e femminili senza condizionamenti sull’identità di genere e Louis Pisano scrittore, commentatore, talentuoso fashion designer e appassionato attivista che lotta per parità ed uguaglianza delle persone di colore. Forte di una grande expertise nel mondo della moda raccolta tra New York, Milano e Parigi, Louis è anche membro di Black Lives Matter in Italian Fashion e lavora costantemente ispirando la prossima generazione di creativi a perseguire i propri sogni, indipendentemente dal colore della pelle. All’interno della collaborazione con CNMI, Luis darà voce in particolare a due progetti importanti incentrati sulla tematica dell’inclusione delle persone di colore. Il primo è “Inclusive Backstage”, un progetto di formazione firmato Wella Professionals e Show Division che prevede training specifici per prendersi cura di tutti i tipi di capello con un focus su quelli afro. L’altro importante progetto è legato proprio al movimento Black Live Matters in Italian Fashion e al fashion show digitale che ha aperto la Milano Fashion Week dando l’opportunità a 5 designer BIPOC (Black Indigenous People of Color) di presentare le proprie collezioni.
Gli influencer, al termine della Fashion Week, saranno protagonisti di una Instagram Live su @cameramoda insieme a Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana. Il confronto verterà su diversi temi della Fashion Week con un occhio alla diversity e alla gender fluidity, con l'obiettivo di instaurare un dialogo più diretto tra il Presidente di CNMI e l'audience. I follower saranno chiamati a partecipare già nei giorni precedenti attraverso i box domande in cui gli influencer raccoglieranno quesiti e argomenti da affrontare nella tavola rotonda con Capasa.
Anche il tema della sostenibilità troverà ampio spazio grazie alla collaborazione con Tess Ryfa, influencer francese appassionata ed esperta di moda sostenibile che attraverso IG Stories commenterà gli eventi della Fashion Week legati a questi temi ed infine pubblicherà un Reel in cui racconterà la sua visione ed interpretazione della moda del futuro, attraverso il concept "The Fashion of the Future".

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Fare la spesa: non piace al 27% degli italiani

Tra le 2 e le tre ore a settimana trascorse al supermercato, ricerca Everli

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Chiudi Una donna fa la spesa al supermercato, foto iStock. (ANSA) Una donna fa la spesa al supermercato, foto iStock.

Quanto piace fare la spesa? A oltre un quarto degli italiani (27%) no. Fare la spesa è un’incombenza che tocca a tutti e occupa molto tempo prezioso all’interno della settimana dei consumatori: basti pensare che 1 persona su 10 (10%) trascorre al supermercato oltre tre ore della propria settimana, mentre il 43% dalle due alle tre ore. Pare dunque comprensibile che i rispondenti si dividano in due opposti schieramenti: i detrattori della spesa (27%) – sono quasi prevalentemente donne e soprattutto appartenenti alla fascia d’età tra i 25 e i 39 anni – e i fan delle corsie del supermarket (16%). Indipendentemente dalla propensione o meno a questa attività, ci sono alcuni elementi che fanno fatica ad esser “digeriti”. Ma quali sono? La cosa più insopportabile secondo gli utenti italiani sembra fare la coda alla cassa per pagare i propri acquisti (44%) e tra gli impazienti quasi un terzo sono uomini (30%). Inoltre, quasi 1 italiano su 5 (18%) valuta “pesante” il solo fatto di doversi recare fisicamente nel luogo dove fare le proprie compere e, benché in percentuale più contenuta, anche destreggiarsi tra le corsie, non è considerato rilassante (5%).
E' quanto emerge da una ricerca di Everli – il marketplace della spesa online – sul rapporto degli italiani con la spesa.
Delegare sì o delegare no?
Una delle possibilità per tentare di trovare un equilibrio nella gestione della propria agenda settimanale, liberando tempo a una incombenza da poter dedicare ad altro, potrebbe essere provare a delegare lo shopping domestico: si dichiara favorevole ben oltre la metà degli italiani (62%), divisi tra chi “affiderebbe” la propria spesa ad altri ogni qualvolta possibile (19%) e chi invece si alleggerirebbe della gravosa commissione solo qualche volta (43%).
Nonostante questo, quando si tratta di spesa, sembra che nei consumatori del Bel Paese scattino stress e “mania di controllo”: infatti, quasi un terzo degli intervistati (29%) confessa che si sentirebbe in ansia sapendo la lista della spesa in mani altrui. Ma cosa potrebbe mai accadere? Oltre un terzo degli italiani (37%) teme - anzi dice di sapere già a monte - che la persona prescelta non avrebbe la stessa cura nella scelta dei prodotti, soprattutto quelli freschi. 
In base alle evidenze emerse dalla ricerca, i consumatori del Bel Paese non hanno dubbi: per quasi un terzo di loro, risparmiare le energie e il tempo che solitamente investono al supermercato li farebbe sentire più sollevati (29%) e in grado di svolgere attività più piacevoli e gratificanti per sé e le persone del cuore. Interessante notare che quasi la metà dei rispondenti (48%) opterebbe per dedicarsi a se stesso, divisi a parimerito tra quanti si prenderebbero maggiormente cura della propria persona (24%) e chi svolgerebbe attività fisica (24%). Solo in seconda battuta, più di un quarto (28%), sceglierebbe di organizzare più attività con la propria famiglia; infine, il 16% troverebbe molto gratificante uscire a mangiare o a bere un drink in compagnia.

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Strascichi, corsetti e abiti da sera, la seduzione secondo Prada

Miuccia Prada e Raf Simons per la prossima primavera ricontestualizzano elementi del passato

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Chiudi Prada -  Milano Moda Donna S/S 2022 (ANSA) Prada - Milano Moda Donna S/S 2022

Strascichi, corsetti e abiti da sera, ma alla moda di Prada: è una seduzione per riduzione quella immaginata dai co-direttori creativi Miuccia Prada e Raf Simons per la prossima primavera estate, un modo di esplorare idee di espressione della sessualità attraverso l'abbigliamento, ricontestualizzando elementi del passato.
Ed ecco che lo strascico è un ricordo in seta couture sulla gonna cortissima, portata con il blazer over o il biker, mentre la curvatura di un reggiseno è un accenno sul maxipull di lana a righe, le allacciature dei corsetti sono sovrapposte alle bluse e non restringono il corpo, che è comunque sempre in primo piano. Dall'eleganza degli abiti da sera nasce poi un intero guardaroba, in doppio raso ma anche in pizzo scarlatto, risignificato per il quotidiano. Sono abiti al polpaccio ripresi in vita, con la schiena lasciata volutamente scoperta dai bottoni non allacciati, alternati a cappottini over sagomati con allacciatura da corsetteria, portati con sandali dal tacco scultoreo. "Avevamo pensato a parole come eleganza, ma - racconta Miuccia Prada - ci è sembrato così antiquato. In realtà, il linguaggio è quello della seduzione che riporta sempre al corpo. La collezione analizza il significato di questi capi nel contesto attuale tramite idee e riferimenti al passato e si interroga sul significato di seduzione. Perché queste idee sono ancora importanti dopo centinaia di anni? L'intento è quello di esplorarle e metterle a confronto." "Mi piace - prosegue Miuccia Prada - l'idea di poter analizzare i capi a cui facciamo riferimento perché sono rilevanti per la nostra storia, soprattutto come donne. Non è un rifiuto, ma un ripensare a come poterli utilizzare in maniera diversa." "Strascichi, corsetti e abiti da sera. Da sempre - aggiunge Raf Simons - questi elementi sono considerati belli e interessanti, ma vogliamo guardarli da un altro punto di vista.
Un abito da sera, per quanto bello, in questo momento sembra fuori dalla realtà. Vogliamo che questi abiti siano rilevanti per il ventunesimo secolo e per le donne di oggi. Vogliamo godere della bellezza, ma con un occhio al presente e non al passato, l'oggi. Gli abiti da sera e gli abiti d'epoca possono risultare complicati. Abbiamo voluto renderli semplici e non complicati, con un'attitudine moderna." Per Miuccia Prada e Raf Simons quella di oggi è stata la prima sfilata dal vivo come co-direttori creativi dopo una serie di passerelle digitali dovute alla pandemia. Con il covid il mondo è cambiato e "sono fortemente in disaccordo con l'idea di un ritorno alla 'normalità' - dice Miuccia Prada - dobbiamo trarre una lezione da questo momento storico. Abbiamo imparato che noi, nella moda, ci confrontiamo con un mondo molto più ampio". Per questo, la sfilata di oggi è andata in scena contemporaneamente alla Fondazione Prada a Milano e nel Bund 1 di Shanghai. Schermi video hanno fatto dialogare le due sfilate l'una con l'altra, unendo realtà fisiche e virtuali in spazi allestiti in modo analogo.
"La possibilità di avere più eventi che si svolgono contemporaneamente - chiosa Simons - apre una nuova strada: poter organizzare sfilate Prada ovunque. Non si tratta solo di condividere immagini attraverso la tecnologia, ma di condividere un evento fisico. La comunità è un'idea vitale: riunire persone che condividono ideologie, valori e principi". "Dopo tutto quello che è successo, come si può far finta di niente - si chiede Miuccia Prada - e tornare semplicemente alla normalità?".
Una domanda che resta nell'aria, mentre fuori dalla Fondazione Prada - così come nelle altre sfilate di grandi marchi - è tornato in scena quel circo di curiosi e appassionati di moda che con il covid sembrava destinato all'estinzione. (ANSA).

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La 'svolta' sexy di Missoni

Microbikini, abiti cortissimi o lunghi, ma sempre con tanta pelle in vista

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Chiudi Moda: la svolta sexy di Missoni (ANSA) Moda: la svolta sexy di Missoni

É una svolta super sexy quella impressa da Alberto Caliri a Missoni: microbikini, abiti cortissimi o lunghi, ma sempre con tanta pelle in vista per il debutto in passerella da direttore creativo del brand, che per la prima volta non è disegnato da nessuno della famiglia che lo ha fondato. In prima fila, nella fonderia milanese scelta proprio per "fondere passato e presente", come spiega lo stilista, c'erano comunque tre generazioni di Missoni: Rosita, Angela e Margherita.

Con Angela, Caliri ha lavorato per quasi 20 anni: "il mio percorso è stato step by step, tranquillo, come sono io", racconta il designer, spiegando che "dal mio punto di vista era fondamentale fare un focus su Missoni, che non è un marchio da stravolgere perché c'è tutto anzi forse troppo". Così lui ha lavorato per sottrazione, con un lavoro di ripulitura che non nega l'eredità del marchio, tanto che ci sono diversi pezzi ispirati a Ottavio, Rosita e alla stessa Angela, ma lo asciuga nelle forme, spesso ridotte al minimo, e negli abbinamenti, con il top a fantasia abbinato ai pantaloni di nylon ampi e monocolore. Il tutto per proiettare il marchio nella contemporaneità e avvicinarlo alle più giovani, ma non solo.
"Penso a una pluralità di bellezze diverse - racconta ancora Caliri -, questa è una collezione estremamente femminile per una donna forte e più che sexy: qui è superata l'idea che non vada bene scoprirsi, il mood è 'mi piaccio e va bene così'". Una collezione 'sleek', precisa come una lama nel proporsi, "senza compromessi", che non a caso nasce dal beachwear: il costume intero sgambatissimo e ricamato portato con i pantaloni dalla mano lucida, il sopra del costume come nuovo top con i jeans ricamati, il sotto che fa capolino dall'abito cut out con scollo profondissimo sulla schiena.
Tutto è piccolo: il top a fascia e la mini a motivi logo, la canotta di fasce incrociate, l'abitino di maglia con le frange.
E tutto è acceso di bagliori di mercurio, omaggio ad Angela, che dalla prima fila plaude alla nuova Missoni.

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Dua Lipa per Versace, e in passarella tornano Naomi Campbell e le super top

Primavera floreale monocolore in toni acidi e il foulard patrimonio del brand

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Chiudi Milano Moda Donna, Versace (ANSA) Milano Moda Donna, Versace

Dopo JLo, Dua Lipa: anche in tempi di pandemia, l'effetto wow è sempre garantito da Versace, dove è la cantante inglese ad aprire e chiudere lo show. E non è la sola sorpresa della sfilata, che vede il ritorno in passerella di Naomi Campbell insieme a un cast di super top, da Irina Shayk a Gigi Hadid, da Imaan Hammam alla figlia di Madonna Lourdes Leon.
Completo giacca e gonna nero tenuto insieme da spille da balia, la testimonial del marchio apre la passerella dedicata alla prossima estate, davanti a ospiti come il leader dei Blur Damon Albarn, la rapper Becky G, le coppie Chiara Ferragni e Fedez, Ben Mascolo e Bella Thorne.
"E' stata un'esperienza incredibile - racconta Dua Lipa - avere l'opportunità di continuare la collaborazione con Donatella Versace, prima con la campagna pubblicitaria e ora aprendo lo show SS22. Donatella, è stato un sogno camminare sulla passerella del tuo bellissimo show".

Una collezione, quella della prossima estate, nata dai celebri foulard di seta di Versace. "Il foulard - spiega Donatella Versace - è un elemento fondamentale dell'heritage di Versace e del suo DNA. Rappresenta una tela sulla quale si sono susseguite le nostre stampe iconiche ed è stato indossato in molteplici modi dai top annodati alle bandane, fino a diventare accessorio per le borse. È un modo di aggiungere un tocco Versace ad ogni look. Il foulard ha caratterizzato le nostre collezioni fin dagli inizi, ma per questa stagione tutto si capovolge, non è più solo un accessorio ma diventa provocante, sexy, audace".
Da un foulard - ovviamente coloratissimo - nascono così camicie fluttuanti e sexy miniabiti. Tra le stampe domina La Greca, motivo iconico del brand, insieme alle nuove 'Royal Rebellion' con corone e stemmi declinati in tinte forti, 'Banquet Aftermath' caratterizzata da immagini dei servizi da tavola della collezione Versace Home, 'Acid Bouquet', una primavera floreale in toni acidi.
Come se fossero stati strappati e ricuciti insieme, gonne e abiti - e persino le calze - sono tenuti insieme da quelle spille da balia che, grazie a un celebre capo indossato da Liz Hurley, furono una delle chiavi del successo del marchio.
Anche la collezione per lui nasce dai foulard e non a caso ha per emblema la camicia e i completi in seta sgargiante . Ancora i foulard tornano a decorare le borse, drappeggiati o annodati ai manici.
Le sorprese in casa Versace potrebbero non finire stasera: domenica 26 è in programma un evento privato organizzato dalla maison della Medusa dove si vocifera che potrebbe essere presentata una collaborazione con Fendi. Un rumor - non confermato dalle maison - acceso da un post dello scorso luglio di Kim Kardashian, che la vede insieme a Donatella Versace e Kim Jones, direttore creativo della doppia F.

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Faltoni (Ford): Mustang Mach-E GT, suv tra record e successi

Tre Guinness primati e prestazioni al top. Connubio con la moda

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Chiudi Faltoni (Ford): Mustang Mach-E GT, suv tra record e successi (ANSA) Faltoni (Ford): Mustang Mach-E GT, suv tra record e successi

Passione, libertà e sportività in 'salsa' ecosostenibile. A poco più di sei mesi dal lancio, Ford Mustang Mach-E raccoglie importanti risultati, in termini di appeal, numeri di mercato e guinness dei primati. È un successo che va ben oltre le aspettative dell'Ovale Blu, considerando anche la rete infrastrutturale di ricarica di alcuni Paesi, come l'Italia, non sufficientemente capillare ed adeguata. Eppure, arrivata sul mercato è riuscita a sparigliare le carte, mettendo letteralmente in subbuglio un mercato che fino a quel punto era dominato dai modelli full electric di importanti marchi blasonati.
"Mustang Mach-E è andata ben oltre le aspettative dell'Ovale Blu - ha detto all'Ansa Fabrizio Faltoni, presidente e amministratore delegato di Ford Italia, a margine dell'evento di reveal di Mach-E GT, che si è svolto negli spazi di Fabbrica Orobia a Milano, in occasione della Fashion Week - È un'automobile che è stata molto ben recepita per le sue caratteristiche: oltre 600 km con con una ricarica, design muscoloso tipico di Mustang e tanta tecnologia all'interno.
Mach-E è l'automobile più venduta in Norvegia e in Italia ovviamente, con numeri più bassi, è stata ben recepita: abbiamo già superato le 600 vendite e stiamo coprendo gli ordini per il prossimo anno".
Performante nella dinamica di guida e facile nell'utilizzo, Mustang Mach-E si è distinta nel corso di questi mesi anche per una serie di record che hanno consentito al muscle-suv di entrare nel Guinness dei primati per il maggior numero di chilometri percorsi con una sola ricarica (1,351 km), per l'accessibilità grazie ad una rapidità di ricarica invidiabile (in 43 minuti circa si è ricaricata completamente) e per il minor numero di soste di ricarica (una sola su tutto il percorso).
Caratteristiche, queste, capaci di renderla unica ed esclusiva. Come esclusiva è la sua versione più performante, la Mach-E GT, protagonista di un reveal capace di ricreare una sorta di trait d'union tra l'automotive, il mondo della moda, legate indissolubilmente dai principi di libertà e sostenibilità: "Insieme a Vogue Talent, celebriamo un'esclusività di una collezione che abbiamo chiesto di fare in esclusiva - appunto - per noi, pensando all'automobile e alle sue caratteristiche di unicità. Un'unicità che - ha concluso Faltoni - si traduce in una potenza di 487 cv e 860 Nm di coppia: inoltre è capace di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi".   

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Elon Musk: 'Elkann ha aiutato Tesla in un momento difficile'

'Far diventare la Model 3 un'auto di massa è stato difficile'

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"Tesla è stata vicina alla bancarotta sei, sette volte. Uno dei momenti più duri è stato tra il 2018 e il 2019 per le difficoltà legate alla Model 3 e John mi ha aiutato molto". Elon Musk, in collegamento dal Texas, dove hanno sede la Tesla e SpaceX dialoga con John Elkann e risponde alle domande del pubblico delle Ogr di Torino. Uno dei momenti più attesi dell'Italian Tech Week, due giornate dedicate all'innovazione, con i protagonisti della scena tech internazionale.
    "Dovevamo fare diventare la Model 3 un'auto di massa, doveva iniziare la produzione in grandi volumi, ma è stato difficile.
    In quel periodo ho parlato molto con John, è stato un amico", racconta Musk. "Sono contento che Comau vi abbia aiutato a trovare una soluzione. Comau è un'azienda fantastica", commenta Elkann che ricorda anche lui i momenti difficili alla guida delle sue aziende. "Ho affrontato più di tre crisi. Avere un ruolo attivo in azienda comporta dei rischi. Bisogna essere consapevoli che si può essere sulle montagne russe, avere alti e bassi. Non bisogna mai deprimersi quando si è in un momento basso, mai esaltarsi troppo quando si è in un momento alto.
    Bisogna cercare un equilibrio", spiega Elkann. Che per la Ferrari non immagina un modello a guida autonoma. "Sarebbe triste. Lo spirito Ferrari è proprio quello di poterla guidare.
    In un mondo in cui l'autonomia andrà a colonizzare gran parte della guida, il valore della guida umana aumenta. La Ferrari è già ben posizionata e dovrebbe continuare a essere quello che è". E' il giorno in cui Stellantis annuncia l'alleanza con Mercedes, nuovo partner di Automotive Cells Company (Acc), la società con TotalEnergies per la produzione di batterie: un accordo che garantisce la sicurezza di approvvigionamento di un componente chiave per l'industria delle auto elettriche. La crisi del comparto dei semiconduttori, a causa della carenza dei chip, è un tema dell'incontro. "Sarà di breve termine ci sono molte fabbriche in fase di costruzione, credo che avremo una buona capacità di offerta entro il prossimo anno", dice Musk che ha annunciato la produzione in proprio di chip per la Tesla. Musk - che svela un ospite a sorpresa, Mauro, ingegnere italiano che lavora a SpaceX - non può non parlare di spazio.
    "E' difficile creare civiltà su Marte, ma se riuscissimo a mettere base lì potremmo partire per esplorare il sole e altre galassie. Non so se riusciremo ad andare oltre la nostra galassia, ma già nella nostra magari incontreremo una civiltà aliena". Alle 'tecnologie aliene' guarda anche Elkann: "se potessimo inventare il teletrasporto, l'esplorazione dello Spazio potrebbe essere più veloce". Il presidente di Stellantis e il ceo di Tesla, che si sono incontrati per la prima volta in Sicilia alcuni anni fa, condividono l'idea che "bisogna tornare a vedere l'energia nucleare come una cosa positiva" e vedono entrambi nell'energia solare una delle sfide future. "Sono molto ottimista sul futuro. I giovani hanno resistito in modo incredibile alla pandemia, mi danno fiducia", dice Elkann.
    Concorda Musk: "Meglio essere ottimisti e avere torto che essere pessimisti e avere ragione. Il modo migliore per prevedere il futuro è costruirlo". 

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Lotus LEVA, nuova architettura elettrica in tre varianti

Per auto sportive 2 posti e 2+2, con potenze da 470 a 870 Cv

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Le prossime auto sportive elettriche di Lotus utilizzeranno una nuova architettura modulare Lightweight Electric Vehicle Architecture (LEVA) che sarà disponibile in tre configurazioni e, come è stato sottolineato nella presentazione, non si limiterà a fornire la base per modelli Lotus. L'allusione è evidente: si tratta della collaborazione con il Gruppo Renault e in particolare con il brand Alpine.
Inoltre - e questa è una notizia davvero interessante ma che non stupisce vista l'ampiezza della visione della cinese Geely (anche azionista di Daimler) che controlla Lotus - questa nuova architettura elettrica a motore centrale sarà "disponibile in commercio".
Anche se per vedere in commercio il primo modello con questa piattaforma si dovrà attendere il 2026, nella due posti Lotus conosciuta oggi come Tipo 135, la Casa di Hethel ha fornito primi interessanti dettagli su questa innovazione che andrà a fare concorrenza con l'architettura elettrica Folgore per auto sportive che è già stata annunciata (e mostrata a livello di prototipo) da Maserati. La struttura LEVA è prevista in tre varianti: due posti corta, due posti lunga e 2+2 adatta quindi per coupé a quattro posti.
Le dimensioni delle batterie delle tre auto in arrivo varieranno da: 66,4 kWh con un unico motore da 350 kW (470 Cv) nella configurazione a due posti. Batteria da 99,6 kWh nella due posti con due motori elettrici per un totale di 650 kW (870 Cv) su un passo allungato da 2.649 mm. E infine 2+2 con un motore singolo da 350 kW (470 Cv) o due motori da 650 kW (870 Cv) complessivi allestito anche sul passo allungato. Le batterie cilindriche verranno impilate dietro i due sedili o disposte piatte, in stile skateboard, sotto l'auto nel caso della 2+2.

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A spazio Audi Milano Anna Wintour incontra Albert Watson

Insieme hanno visitato la mostra Twelve del maestro scozzese

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Chiudi A spazio Audi Milano Anna Wintour incontra Albert Watson (ANSA) A spazio Audi Milano Anna Wintour incontra Albert Watson

Anna Wintour, la storica direttrice di Vogue, ha incontrato ieri il fotografo scozzese Albert Watson, all'Audi City Lab di via della Spiga a Milano, dove hanno visitato insieme, in occasione del vernissage, la mostra ''TWELVE" - a glimpse into the progressive vision of one of the most preeminent photographers of all time' che si tiene nello spazio dei quattro anelli fino al 27 settembre. In mostra ci sono 12 scatti iconici del maestro tra cui quello famosissimo di Steve Jobs. Alla direttrice di Vogue America, Albert Watson ha illustrato il suo percorso artistico scandito dai ritratti di David Bowie e Steve Jobs, dagli scatti beauty di Kate Moss, passando per le interpretazioni artistiche di Andy Warhol e Mick Jagger. L'incontro tra Anna Wintour e Albert Watson è stato all'insegna della creatività visionaria di due personaggi che con le immagini hanno emozionato, e continuano ad emozionare, pubblico e lettori. Al termine, Audi City Lab ha ospitato il confronto fra fotografia e cinema, grazie alla presenza di Luca Guadagnino negli spazi di via della Spiga. Ne è nato un racconto di luci e immagini, per capire come l’innovazione, il progresso e la digitalizzazione stanno influendo sulle nostre vite e di conseguenza sulle opere di chi racconta la realtà. Assieme hanno ripercorso le loro intense carriere professionali, evidenziando come l’arte nelle sue diverse forme si sia evoluta, modificando il linguaggio espressivo e il modo di raccontare storie e realtà. Entrambi i personaggi, tramite le loro opere infatti hanno cercato di dare forma a visioni ed intuizioni, fissandole in immagini che si sono impresse nella nostra memoria. Entrambi ritrattisti del nostro tempo, grazie alla loro visione danno voce al futuro e lo fondono con il presente nelle loro opere. La mostra è realizzata in collaborazione con il Photo Vogue Festival. 

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Kiton, si torna alla vita con chemisier in seta

Leisurewear in seta e giacche vestaglia con bermuda

Lifestyle Moda
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Gli abiti chemisier in seta stampata sono il must della collezione Kiton per la primavera-estate 2022, tutta declinata in seta e cashmere. Una celebrazione del ritorno alla vita che non dimentica quel che è successo, con le proposte legate a quel leisurewear ormai parte del guardaroba quotidiano - vale a dire felpe, t-shirt, joggers - proposte in cady di seta.
    Anche il tailoring è soft, proposto in cady con giacca-vestaglia e cintura in vita, mentre i blazer con spalle ampie sono in damier abbinate a bermuda ampi e bluse in seta con cappuccio. (ANSA).
   

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Il barocco minimal di Sportmax

Da John Cage al balletto tra leggings e corsetti

Lifestyle Moda
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Barocco e minimal sfilano insieme sulla passerella di Sportmax, in una collezione che mira a creare connessioni tra concetti opposti, come faceva John Cage con la sua musica.
    "Siamo partiti da chi ha avuto il coraggio di rompere gli schemi prima di noi come John Cage e il suo compagno coreografo Merce Cunningham che - spiega Grazia Malagoli - hanno creato un'avanguardia rompendo la tradizione e unendo concetti contrapposti. Noi l'abbiamo fatto unendo il minimal e il Barocco, con una connessione che rende unico il lavoro sul corpo".
    Così su una base estremamente pulita come un top o un leggings si innestano pannelli scultorei lavorati a intarsio, che Malagoli chiama "fragments', mentre gli accessori interpretano il mondo della danza, con i plateau altissimi ispirati alle scarpette da balletto e i mezzi corsetti che si appoggiano sugli abiti a fiori dai colori tenui. Allo stesso modo il tubino di tulle va a velare il completo corsetto e pantaloni, mentre la corsetteria con i suoi ganci invade cappotti e blazer dalle spalle over. A sottolineare il mood della collezione una location tutta bianca, vuota come il silenzio del brano 4'33" di Cage, e una colonna sonora appositamente composta da Teho Tehardo con la collaborazione di Blixa Bargeld. (ANSA).
   

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Khaby Lame: mi diverto su TikTok ma sogno il cinema

L'influencer con 113 milioni di follower all'Italian Tech Week

Lifestyle People
Chiudi 78th Venice Film Festival Khaby Lame (ANSA) 78th Venice Film Festival Khaby Lame

 "Pubblico un video al giorno, ma non conosco l'ansia. Non ho paura di essere dimenticato. Il mio sogno è fare l'attore e, per questo, studio recitazione e lingua Inglese. Ho sfilato sul Red Carpet di Venezia, vorrei tornarci come protagonista di un film. Muto? Potrebbe essere un'idea".
    L'influencer Khaby Lame, 21 anni, l'italo-senegalese re di TikTok, parla del suo successo sui social sul palco delle Ogr a Torino, dove lo intervista il direttore di Radio Deejay Linus durante l'Italian Tech Week.     Il suo linguaggio è quello dei gesti: i social li ha conquistati in silenzio, solo con la mimica. Prende in giro le manie social del momento sgranando gli occhi. "Ho iniziato a lavorare a 17 anni per aiutare la mia famiglia. Ho fatto il cameriere, il muratore, l'aiuto cuoco, il lavavetri. Durante la pandemia sono stato messo in cassa integrazione e poi ho perso il lavoro. Allora ho cominciato a registrare video, passione che ho sin da bambino, con l'obiettivo di fare sorridere le persone.
    Ne pubblico uno al giorno, con regolarità. Non ho alcuna riserva di video, ne registro ogni mattina", racconta Khaby Lame, nato in Senegal e cresciuto in Piemonte tra Settimo Torinese e Chivasso.
    "Innanzitutto mi diverto io. E forse è questa è la chiave del successo. Cinque mesi fa avevo due milioni di follower, oggi su TikTok sono 113 milioni. Sono persone di tutto il mondo, Usa, Brasile, India, Far East e naturalmente Italia", spiega il recordman del web. "Vogliono sapere tutti quanto guadagno.
    Abbastanza per fare vivere bene la mia famiglia", si limita a dire con il sorriso che è alla base del suo successo
   

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Vien, dalla sartoria da sposa gli abiti per oggi

Dettagli tradizionali ripresi e frammentati per abiti a pannelli

Lifestyle Moda
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 Sono costruiti a partire dalla tradizionale sartoria di abiti di sposa di Putignano, la città pugliese dove è nato il designer Vincenzo Palazzo, gli abiti della collezione Vìen per la prossima primavera estate, presentati in video durante la Milano Fashion Week.
    Palazzo ha recuperato tecniche di lavorazione e dettagli che ha poi frammentato e ricostruito in abiti femminili e funzionali. Tra le proposte, la gonna midi o lunga ispirata alla colonna dorica che si apre con tecniche di plissettature su tulle di seta, il pantalone che si allarga e diventa una gonna-pantalone, gli abiti costruiti attraverso sovrapposizioni di pannelli a contrasto.
    Un progetto a tutto tondo che passa anche per il video girato a Putignano e ideato da Vincenzo Palazzo, che ha anche firmato la colonna sonora frazionando e ricostruendo "Lascia che io pianga" di Haendel. (ANSA).
   

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Mipaaf, convocato il primo 'Tavolo della gastronomia italiana'

Tra i temi, il mercato del lavoro per il settore che ha sofferto la pandemia

Terra & Gusto Istituzioni
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Convocato il prossimo 6 ottobre il "Tavolo della gastronomia italiana". Il Ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, e la viceministra allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, riuniranno gli operatori di uno dei settori che maggiormente ha risentito le conseguenze della pandemia. Le Associazioni che interverranno - cuochi, operatori e imprenditori della ristorazione - avranno la possibilità di discutere in ottica di filiera.
Alcune delle tematiche inerenti al tavolo riguarderanno: valorizzazione del km zero; Made in Italy; cashless; prospettive del mercato del lavoro; informazione al consumatore; sana alimentazione; biologico; spreco alimentare; prospettive di investimento derivanti dal Green New Deal; PNRR e PAC.

Ambasciatori del Gusto, il Tavolo della gastronomia è frutto di un dialogo costruttivo con il Governo
"La convocazione del tavolo è il frutto del dialogo costante, costruttivo e propositivo che l'Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha condotto in questi mesi con il Governo. Siamo soddisfatti del lavoro fin qui realizzato che ha portato alla costruzione di un rapporto fondato sulla condivisione di prospettive e idee concrete". Così Gianluca De Cristofaro, Responsabile tecnico scientifico e delle relazioni istituzionali degli Ambasciatori del Gusto in merito alla convocazione di un 'Tavolo della gastronomia italiana', il 6 ottobre prossimo. Si tratta di un passaggio cruciale per il coinvolgimento in prima linea del comparto ristorativo nelle decisioni che lo riguardano, al fine di renderlo più competitivo e sostenibile, spiegano gli Ambasciatori del gusto in una nota. "Ora più che mai occorre un'azione di rilancio del comparto per consentire di assumere in pieno il ruolo di volano per tutto l'agroalimentare italiano, essendo parte integrante della filiera e costituendo il punto di contatto con il consumatore finale. Le azioni necessarie perché questo avvenga dovranno affrontare temi diversi connotati da prospettiva" afferma Cristina Bowerman, presidente degli Ambasciatori del Gusto. Al tavolo parteciperanno, anche le altre Associazioni, in special modo quelle che fin dall'inizio della pandemia con intenti comuni hanno aderito e supportato il progetto #FareRete. "Le proposte che esporremo al tavolo sono frutto di un dialogo costante con l'obiettivo di realizzare un documento unitario e condiviso tra le varie Associazioni", commenta Carlo Cracco Ambasciatore del Gusto. Tra i temi avanzati dagli Ambasciatori del Gusto la realizzazione di un ufficio dedicato alle politiche di settore e di filiera; il futuro del Fondo ristorazione, "strumento che sta procedendo nella giusta direzione"; riordino dei codici Ateco; tax area dedicata al comparto e opportunità del Green deal.

 

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L'auto del giudice Livatino esposta a Canicattì

Iniziativa nell'ambito del Festival della Legalità Collegamenti

Motori Attualità
Chiudi L'auto del giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990 nei pressi di Agrigento. (ANSA) L'auto del giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990 nei pressi di Agrigento.

"Unni la mettinu? Unni la mettinu? (Dove la mettono? ndr.) Non è che la toccano tutti ora!". Angelo Terrana, 91 anni, custode di quello che è il simbolo del martirio del giudice Rosario Angelo Livatino, la Ford Fiesta amaranto, accompagnato da figli e nipoti è giunto al centro culturale San Domenico, in piazza Dante a Canicattì, a piedi.
    S'è seduto ed ha atteso l'arrivo dell'utilitaria - scortata dalle gazzelle dei carabinieri del Nor della compagnia di Canicattì - che fino a poco prima era stata nel suo garage.
    Apprensione e preoccupazione hanno contrassegnato la mattinata dell'anziano pensionato che si è tranquillizzato soltanto quando ha visto sistemare nel cortile del centro culturale "la macchina di Rosario" e quando ha visto che sono stati sistemati dei cordoni di protezione affinché non ci si avvicinasse troppo alla Ford Fiesta. "Dopo qualche anno che è morto Rosario, suo padre mi ha detto: 'Intestiamo a nome tuo la macchina, ma ci devi condurre con l'auto di mio figlio'. Io non ho mai avuto il coraggio e gli ho detto chiaramente: 'Io con la macchina di Rosario non ci cammino' - racconta il pensionato -. Poi mi hanno detto che la macchina doveva essere rottamata e così è stato, la carcassa è stata affidata dalla Questura di Agrigento all'avvocato Livatino (il padre del giudice ndr) e lui l'ha data a me".
    A spendersi per poter esporre la vettura in occasione della "Settimana della Legalità - Festival Collegamenti", con più incontri con Angelo Terrana, è stato il capitano Luigi Pacifico che guida la compagnia dell'Arma di Canicattì. L'ufficiale dei carabinieri è riuscito, facendo superare all'anziano ogni ritrosia, a riportare sotto gli occhi di tutti quello che è il simbolo di impegno, lealtà, dedizione e antimafia vera.
    Mentre era al volante di quell'auto - il 21 settembre del 1990 - e stava spostandosi da Canicattì verso il tribunale di Agrigento, il giudice Livatino venne affiancato dai killer della Stiddra. La piccola utilitaria - che adesso non ha più fori di proiettile, né il parabrezza in frantumi - venne centrata da diversi colpi d'arma da fuoco, poco prima che il giudice tentasse la fuga lungo la scarpata sottostante di contrada Gasena, lungo la statale Agrigento-Caltanissetta.
    "Quello di oggi è un evento. Questa macchina è il 'testimone' vero di quello che accadde nella mattina del 21 settembre del 1990. Vedere esposta in uno spazio culturale, civico e sociale la Ford Fiesta del giudice Livatino è un'emozione fortissima - ha detto Simone Luglio, direttore artistico del Festival - .
    Speriamo che sia da monito per chi la verrà a visitare".
    La Ford Fiesta amaranto del giudice-beato Rosario Angelo Livatino resterà visitabile oggi e domani fino alle ore 19, nel cortile del centro culturale San Domenico.

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Sì al vaccino in gravidanza e in allattamento

Consigliato nel secondo e nel terzo trimestre, nel primo dopo la valutazione

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Circolare, si' vaccino in gravidanza e in allattamento (ANSA) Circolare, si' vaccino in gravidanza e in allattamento

"Si raccomanda la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, con vaccini a mRNA, alle donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre. Relativamente al primo trimestre, la vaccinazione può essere presa in considerazione dopo valutazione dei potenziali benefici e dei potenziali rischi con la figura professionale sanitaria di riferimento". La vaccinazione è anche raccomandata per le donne che allattano, senza necessità di sospenderlo. E' quanto indica una circolare del Ministero della Salute appena emanata alla luce delle crescenti evidenze sulla efficacia e sicurezza sia nei confronti del feto che della madre.

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Paracetamolo preso da una gestante su 2,urgente limitare uso

Consensus, serve ricerca su possibili effetti avversi sul feto

Salute & Benessere Sanità
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(ANSA) - ROMA, 24 SET - Il paracetamolo è usato in gravidanza da una donna su due, ma attenzione ad assumerlo con leggerezza e in modo prolungato: deve essere assunto solo quando strettamente necessario e solo su indicazione medica, alla dose più bassa possibile. Sono le raccomandazioni che arrivano in una Consensus Statement pubblicata sulla rivista Nature Reviews Endocrinology.
    Secondo David Kristensen dell'Università di Copenaghen è necessario fare ricerca sui possibili effetti avversi del paracetamolo sullo sviluppo fetale.
    Gli esperti danesi hanno revisionato tutta la letteratura scientifica dal 1995 al 2020 su paracetamolo e gravidanza, valutando tutti gli studi su animali e di laboratorio e anche gli studi epidemiologici su donne e bambini. È emerso un possibile legame tra problemi di sviluppo neurologico, urogenitale e riproduttivo e uso di paracetamolo in gravidanza e questo rischio va valutato con ricerche ad hoc e studi epidemiologici su vasta scala.
    Le agenzie regolatorie statunitense, Food and Drug Administration, ed europea, European Medicines Agency, dovrebbero revisionare tutti i dati disponibili sia di tipo epidemiologico sia sperimentale per stilare una valutazione del rischio basata sull'evidenza, per informare le pazienti e i medici che spesso sottovalutano l'uso del paracetamolo durante la gravidanza, conclude Kristensen. (ANSA).
   

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Covid: Oms raccomanda 'mix' anticorpi contro rischio ricovero

Casirivimab e imdevimab riducono probabilità ospedalizzazione

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(ANSA) - ROMA, 24 SET - L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha raccomandato un trattamento basato sulla combinazione di due anticorpi monoclonali, casirivimab e imdevimab, prodotti dalla Regeneron, per due specifiche categorie di malati di Covid. La prima è quella dei pazienti con malattia non grave che però sono ad alto rischio di ospedalizzazione; la seconda riguarda chi è in condizioni gravi o critiche senza aver mostrato una risposta immunitaria al Covid. A renderlo noto è il British Medical Journal (Bmj) sul suo sito.
    La prima raccomandazione si basa su nuove prove provenienti da tre studi che non sono ancora stati sottoposti a revisione paritaria, ma mostrano che casirivimab e imdevimab probabilmente riducono il rischio di ospedalizzazione e la durata dei sintomi nei soggetti a più alto rischio di malattie gravi, come non vaccinati, anziani, o pazienti immunodepressi. La seconda raccomandazione si basa sui dati dello studio Recovery che mostrano che i due anticorpi riducono probabilmente i decessi (che vanno da 49 in meno su 1.000 nei malati gravi a 87 in meno nei malati critici) e la necessità di ventilazione meccanica nei pazienti sieronegativi.
    Casirivimab e imdevimab, spiega il Bmj, quando utilizzati insieme, si legano alla proteina spike SARS-CoV-2, neutralizzando la capacità del virus di infettare le cellule. Il panel ha riconosciuto diverse implicazioni in termini di costi e risorse associate a questo trattamento, che possono rendere difficile l'accesso ai paesi a basso e medio reddito.
    Per questo l'Oms ha esortato le aziende produttrici e i governi a intervenire sul prezzo elevato e sulla produzione limitata della combinazione di anticorpi, e a garantire una manipolazione sicura e appropriata del medicinale . (ANSA).
   

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Rolls Royce Dawn, con kit Mansory è più 'aggressiva'

Nuovi dettagli in fibra di carbonio e più cavalli al motore V12

Motori Prove e Novità
Chiudi Rolls Royce Dawn, con kit Mansory è più 'aggressiva' (ANSA) Rolls Royce Dawn, con kit Mansory è più 'aggressiva'

E' firmato Mansory il nuovo progetto dedicato alla Rolls-Royce Dawn. L'azienda specializzata in tuning ha infatti messo a punto un pacchetto denominato 'Softkit' che sarà disponibile per la Dawn, ma anche per il modello Wraith. Le modifiche partono dal frontale, con il paraurti anteriore ridisegnato e che aggiunge un po' di aggressività alla Rolls Royce cabriolet. Questo paraurti include uno splitter in fibra di carbonio, materiale utilizzato anche per la griglia e per il cofano. Anche il distintivo Spirit of Ecstasy è rifinito in nero, per sottolineare l'aspetto più 'aggressivo' della vettura. Mansory ha progettato anche un set di ruote apposite, le Mansory V.6 da 22" con razze a forma di Y e , di serie, il preparatore equipaggia l'auto con cerchi di colore nero che sono però personalizzabili.
   

Sempre in tema carbonio sono state aggiunte nuove minigonne, un diffusore e un piccolo spoiler integrato nel portellone.
    Anche le maniglie delle porte sono state riviste con una tonalità più scura, così come altri dettagli della carrozzeria.
    L'intervento dei tecnici di Mansory ha riguardato anche il motore. Il 6.7 V12 da 601 CV è passato a 740 CV e 1000 Nm di coppia, grazie ad una nuova calibrazione della centralina. Così la Dawn messa a punto da Mansory riesce a scattare da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi (3 decimi in meno rispetto a quella di serie) e tocca i 285 km/h di velocità massima. 

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Volkswagen Polo, la nuova versione è anche a metano

Nuova Polo TGI sulla scia del successo della serie precedente

Motori Prove e Novità
Chiudi Volkswagen Polo, la nuova versione è anche a metano (ANSA) Volkswagen Polo, la nuova versione è anche a metano

Quarantacinque anni di storia e 18 milioni di unità vendute, per Volkswagen Polo che, nella sua nuova versione, ora è anche a metano. Per la Nuova Polo, che si propone con una gamma completamente rinnovata negli allestimenti e nella dotazione di serie, ora più ricca, oltre alle versioni con motori a benzina finora disponibili, si aggiunge infatti anche TGI alimentata a gas metano.
Si tratta di una proposta che, sin dal lancio della sesta generazione del modello avvenuto nel 2017, incontra un significativo favore presso i Clienti italiani: nei primi otto mesi del 2021, infatti, con 4765 unità immatricolate la Volkswagen Polo è stata l'auto a metano più venduta sul nostro mercato (dati UNRAE). L'apprezzamento nei confronti di quest'alimentazione risalta ancora di più se si considera che le TGI sono state oltre un terzo delle Polo vendute nel 2021.
La Nuova Polo TGI è mossa da un motore tre cilindri turbocompresso da 1 litro in grado di erogare 90 CV e 160 Nm di coppia massima tra 1800 e 3800 giri, associato a un cambio manuale a 6 rapporti. Lo 0-100 km/h viene coperto in 12,3 secondi mentre la velocità massima è di 183 km/h.
Nel ciclo WLTP, a proposito invece di consumi, la Nuova Polo TGI registra un consumo combinato di gas metano di 5,6-5,9 m3/100 km, pari ad emissioni di CO2 di 100-105 g/km.
Quest'ultimo valore permette a tutte le versioni della Nuova Polo TGI di accedere all'Ecobonus di 1500 Euro dedicato ai modelli con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 g/km.
La vettura è equipaggiata con tre bombole per il gas metano dalla capacità totale di 13,8 kg, che nell'utilizzo reale garantiscono oltre 350 km di autonomia con un pieno dal costo di circa 14 Euro. Una volta esaurito il gas, l'auto passa autonomamente all'alimentazione a benzina sfruttando il serbatoio di riserva da 9 litri.
Vista la configurazione dei serbatoi, la normativa italiana classifica la Nuova Polo TGI come veicolo cosiddetto 'monovalente a gas metano. Questa omologazione comporta agevolazioni fiscali quali l'esenzione parziale (75%) o totale dalla tassa automobilistica. Inoltre, in alcune zone d'Italia le normative locali esentano le auto alimentate a gas metano dai blocchi del traffico.
Dal punto di vista estetico, il design della Nuova Polo TGI si aggiorna in linea con il resto della gamma e ora si caratterizza per la zona frontale e per la posteriore ridisegnate. I paraurti, il portellone, insieme ai fari e ai gruppi ottici posteriori, forniti di serie con tecnologia a LED, ora sfoggiano uno stile più ricercato. Grazie al nuovo design delle luci, è stata realizzata un'inedita firma luminosa diurna e notturna.

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Callipo, per fine anno 73 milioni di fatturato (+6%)

Punta su mercato e sostenibilità. A Roma apre store monomarca

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Chiudi Tonno in scatola (fonte: Pixabay) (ANSA) Tonno in scatola (fonte: Pixabay)

Prevede di chiudere il 2021 con un fatturato idi 73 milioni di euro, in aumento del 6% rispetto allo scorso anno. Sono le stime di Callipo, gruppo calabrese con una storia di 108 anni nelle conserve ittiche che vanta ormai da diversi anni un trend di costante crescita; il primo semestre aveva messo a segno 37 milioni, il 12,5% n più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Incrementi che non riguardano solo il mercato interno ma anche l'export che vale l'11% del fatturato globale.

A contribuire ai risultati di quest'anno è anche il primo flagship store "Callipo 1913" fuori dai confini calabresi aperto a Roma nel rione Prati a via Cola di Rienzo; un percorso di espansione sul territorio, dopo i negozi monomarca di Cosenza nel 2017 e Reggio Calabria nel 2019. E' un nuovo indirizzo per gli appassionati gourmand dove scoprire in 75 mq il mondo Callipo e i sapori tipici della Calabria, con oltre 200 prodotti. "Un'ulteriore tappa per portare il brand Callipo nelle principali città italiane", spiega Giacinto Callipo, quinta generazione della famiglia, attenta a seguire il rinnovato interesse dei consumatori verso i negozi di prossimità dovuto alla pandemia.

Stando al passo con i tempi, il Gruppo costituito da 7 aziende con circa 400 addetti, non poteva non aver una particolare attenzione all'economia circolare e alla sostenibilità. Callipo, infatti, ha appena firmato con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Energia, Ambiente e Materiali (Diceam) dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria una collaborazione triennale per valorizzare gli scarti della lavorazione del tonno, inclusi i fanghi di depurazione, per trasformarli in prodotti ad alto valore aggiunto di omega-3, bioenergia e fertilizzanti organici. In questo modo si estende la vita utile dei prodotti e si riducono, al tempo stesso, le emissioni di CO2. I risultati della ricerca sugli scarti di lavorazione del tonno saranno utilizzati per scopi di divulgazione scientifica e didattica. 

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Bocca 'spia' di malattie, rafforzare il dialogo tra i dentisti e gli altri medici specialisti

Vimercati (Fism), mettere a sistema diverse società scientifiche

Salute & Benessere Salute denti e gengive
Chiudi 20/mo congresso internazionale Sidp (ANSA) 20/mo congresso internazionale Sidp

RIMINI - "Nella bocca si nascondono sintomi di malattie che coinvolgono il resto dell'organismo, a volte anche non ancora diagnosticate. Per questo gli esperti della salute orale hanno un ruolo importante di cura e prevenzione di altre patologie e dovrebbero fare sistema con altre società medico-scientifiche". Questo l'invito che arriva da Franco Vimercati, presidente della Federazione Italiana di società scientifiche (Fism), intervenuto oggi all'apertura ufficiale del 20/mo congresso della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp) al Palaconcongressi di Rimini.
    L'odontoiatra ha, nel cavo orale, "una porta d'ingresso sulla salute di tutto l'individuo, perché funziona da spia per molte condizioni patologiche. Ad esempio - ha sottolineato Vimercati - la bulimia comporta una alterazione della flora batterica orale, che può esser collegata a una perdita precoce di denti, anche in assenza di altri fattori di rischio specifici". Numerosi studi dimostrano come i problemi delle gengive coinvolgono il sistema cardiocircolatorio e sono associati a un maggior rischio di ipertensione. "E' ben nota - aggiunge Nicola Sforza, presidente eletto Sidp - la connessione biunivoca tra infiammazione gengivale e diabete. Questo ci ha portato a un accordo con la Società italiana di Diabetologia (Sid) e l'Associazione Medici Diabetici (Amd) per produrre linee guida, un opuscolo e un decalogo di igiene orale domiciliare per pazienti diabetici".
    Alcuni studi, inoltre indagano la relazione tra parodontite e placche amiloidi in pazienti con Alzheimer, mentre diversi già confermano l'associazione con patologie reumatiche e fegato grasso. L'odontoiatra, precisa Sforza, "visita molti pazienti, di tutte le età e spesso dello stesso nucleo familiare, quindi si trova nelle condizioni ideali per intercettare segni precoci di malattie sistemiche e per indirizzare rapidamente il paziente verso lo specialista più appropriato, che a sua volta dovrà essere sensibilizzato sulle correlazioni pericolose con le malattie del cavo orale". La Fism riunisce oggi 195 società scientifiche, dalla pediatria alla cardiologia, dalla reumatologia alle malattie metaboliche. "Ci mettiamo a disposizione - conclude Vimercati - per promuovere una collaborazione ancora maggiore, tra odontoiatri e altri clinici". 
   

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La voglia di viaggiare accelera la ripresa in campagna

Agriturist, in estate presenze 70%, in agosto 90%. Dall'estero 30% turisti

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Grande protagonista delle vacanze degli italiani è stato indubbiamente l'agriturismo. La stagione è stata decisamente migliore dello scorso anno e, spesso, addirittura meglio del 2019 e le presenze tengono anche per tutto settembre. Lo ha detto Augusto Congionti, presidente di Agriturist (Confagri), facendo un bilancio dell'estate e delineando le prospettive per il settore. Secondo i dati dell'associazione, mediamente, le presenze italiane nelle 24.000 strutture sono state intorno al 70%, raggiungendo ad agosto anche punte del 90%, e il 30% di turisti provenienti dall'estero. "Certo parlare dell'altra faccia del Covid è esagerato, ma registriamo una vera e propria riscoperta delle vacanze in campagna, con gli ampi spazi, i ritmi, il contatto con la natura, le atmosfere familiari ed il buon cibo. Tocca ora riuscire a cogliere questa opportunità contribuendo, con le nostre offerte uniche, alla promozione dei territori rurali, una ricchezza nazionale da valorizzare di più", ha detto Congionti.

La pandemia, sottolinea l'associazione che riunisce le aziende agrituristiche di Confagricoltura, ha cambiato radicalmente le abitudini di viaggio improntandole su sicurezza e distanziamento, spingendo gli italiani lontano dalla folla e dagli itinerari più battuti. Non è un caso che si siano modificate, di conseguenza, anche le abitudini: meno prenotazioni last minute, soggiorni più lunghi e maggiore attenzione alla sicurezza. A riscoprire la vacanza in campagna, oltre alle famiglie con bambini, anche moltissimi i gruppi di giovani, che hanno premiato soprattutto le strutture vicino al mare o quelle che offrono percorsi esperienziali, capaci, attraverso la scelta di attività inconsuete per chi vive in città, di renderli protagonisti della propria vacanza. 

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I 20 anni di Atena Onlus, un evento in onore della ricerca

Il 29 settembre un premio a Cartabia e Locatelli; focus pandemia e mente

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Atena Donna festeggia 20 anni (ANSA) Atena Donna festeggia 20 anni

  Un incontro annuale per celebrare la ricerca scientifica, quest'anno col sapore speciale legato al traguardo dei venti anni di attività. È quello organizzato da Atena Donna, presieduta da Carla Vittoria Maira, il prossimo 29 settembre a Roma, a Villa Madama, fruibile anche in streaming sul canale YouTube della Fondazione. L'attualità e l'emergenza pandemica saranno in primo piano in un confronto che aprirà l'incontro, tra il professor Giulio Maira, professore di Neurochirurgia presso l'Istituto Humanitas e lo psicologo e psicoterapeuta Salvo Noè sul tema "La mente. Un laboratorio per la rinascita". Una riflessione scientifica sul ruolo che la mente svolge nell'uscita dal periodo pandemico foriero di stati di frustrazione, ansia e paura che hanno impoverito l'Italia e gettato nella disperazione molte persone. Il virus per gli esperti si è introdotto subdolamente nelle menti degli individui stravolgendone la vita fino al punto di influenzare le modalità di pensare del cervello nonché la sua capacità di prendere decisioni. Come uscirne? "La prima cosa da fare per ricominciare a vivere normalmente - evidenzia il professor Maira - è che nella nostra vita la ragione riprenda il sopravvento, e che da reazioni e comportamenti puramente emotivi si passi a comportamenti razionali".
    Nel corso dell'incontro saranno inoltre conferiti due importanti riconoscimenti della Fondazione Atena: il Premio Atena Donna e il Premio Atena Roma. Il Premio Atena Donna 2021, promosso dalla dedicato ad una donna che ha raggiunto nel proprio ambito posizioni di estremo prestigio, sarà assegnato alla professoressa Marta Cartabia, ministro della Giustizia. A premiarla la professoressa Paola Severino, già Guardasigilli. Il riconoscimento va alla carriera, dal momento che Cartabia è stata la prima donna a ricoprire l'incarico di presidente della Corte Costituzionale. Il Premio Atena Roma 2021, dedicato all'impegno nel campo della ricerca, sarà invece assegnato al professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità. A premiarlo sarà l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
    L'evento sarà anche l'occasione per presentare il nuovo logo ideato da Antonio Romano, maestro del brand design, realizzato per i venti anni dalla Fondazione Atena. 
   

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Nella Via Lattea molecole chiave per la vita sulla Terra

Scoperte da Alma, contengono la struttura base delle proteine

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Le molecole organiche scoperte nella regione di formazione stellare G31.41+0.31 (fonte: Spitzer, IRAC4 e ALMA)    (ANSA) Le molecole organiche scoperte nella regione di formazione stellare G31.41+0.31 (fonte: Spitzer, IRAC4 e ALMA)

Scoperte nella Via Lattea diverse molecole organiche complesse che contengono la struttura responsabile dell’unione di amminoacidi in proteine e che potrebbero aver contribuito alla nascita e all’evoluzione della vita sulla Terra. Il risultato, ottenuto grazie al radiotelescopio Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) in Cile, è pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics da un team internazionale guidato da Laura Colzi del Centro di Astrobiologia di Madrid, con la partecipazione di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Puntando le potenti antenne di Alma verso la regione di formazione stellare G31.41+0.31 (una delle più ricche della galassia da un punto di vista chimico), i ricercatori hanno rilevato la presenza di “diverse molecole con la struttura azoto-carbonio-ossigeno, come l'acido isocianico, la formammide, l'isocianato di metile, e anche specie più complesse come l'acetammide e N-metilformammide. Queste molecole sono state osservate insieme per la prima volta nel disco della nostra Galassia, fuori dal Centro Galattico”, afferma Colzi, che è anche associata presso l’Inaf di Firenze. L'abbondanza di queste molecole è stata poi confrontata con quella di altre regioni di formazione stellare, insieme alle previsioni teoriche dei modelli che descrivono come queste molecole possono nascere nello spazio. I risultati indicano che queste molecole si sarebbero formate per evaporazione dalla superficie dei grani di polvere interstellare durante le prime fasi di formazione delle stelle.

L'ambiente in cui si è formato il Sistema solare potrebbe essere simile alle enormi regioni di formazione stellare che osserviamo oggi, come G31.41+0.31. Per questo lo studio “fornisce spunti molto utili sulle molecole che hanno permesso il meraviglioso salto dalla chimica prebiotica alla biologia sulla Terra primitiva”, conclude Colzi.

 

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Test salivari molecolari validi per il green pass

Non lo sono i test antigenici su matrice salivare

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Un test salivare (ANSA) Un test salivare

"I dati che raccogliamo dicono che i vaccini sono efficaci e sicuri", sono la chiave per aprire una fase diversa e "simbolo di libertà". Con gli indecisi il dialogo "va tenuto aperto" e "bisogna insistere con garbo e intelligenza e mai essere aggressivi". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Rai Radio Rai in una intervista di Anna Ammirati nel nuovo programma C'era una volta - di cui è stata diffusa una anticipazione - che va in onda domani, sabato 25 settembre, alle 11, in una puntata sulle paure. "È umano avere paura - dice Speranza - la mia è il trascorrere del tempo, e temevo che i vaccini non arrivassero in tempo".

I test molecolari su campione salivare, almeno in una prima fase di avviamento, potranno essere considerati un'opzione alternativa ai tamponi oro/nasofaringei esclusivamente in alcuni contesti, come nell'ambito di attività di screening in bambini coinvolti nel Piano di Monitoraggio della circolazione del virus SasrCoV2 in ambito scolastico o per anziani nelle Rsa, disabili e sanitari. I test antigenici rapidi su saliva non sono invece al momento raccomandati. Lo indica la nuova circolare del ministero della Salute 'Aggiornamento delle indicazioni sull'impiego dei test salivari per il rilevamento dell'infezione da SARS-CoV2'.

I test molecolari su matrice salivare sono validi ai fini della Certificazione verde, mentre, "i test antigenici su matrice salivare sono al momento esclusi dall'elenco comune europeo dei test antigenici rapidi validi per ottenere la Certificazione verde COVID-19", come precisa la circolare inviata oggi dal Ministero della Salute che si allinea alle normative europee per Green pass.

La raccolta del campione salivare, nell'ambito del piano di monitoraggio scolastico della circolazione di SARS-CoV-2, "potrà essere effettuata anche con modalità di auto-prelievo a domicilio da parte dei genitori/tutori, seguendo un preventivo iter formativo per il conseguimento della necessaria confidenza con i dispositivi di raccolta". Lo prevede la circolare 'Aggiornamento delle indicazioni sull'impiego dei test salivari per il rilevamento dell'infezione da SARS-CoV2'. Ciò, "tenuto conto della facilità della raccolta del campione e dei vantaggi derivanti dalla minimizzazione dell'intervento di personale sanitario".

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VinFast, arrivano dal Vietnam nuovi suv premium elettrici

Colosso Vingroup annuncia sbarco in Europa dal 2022

Motori Industria
Chiudi VinFast, arrivano dal Vietnam nuovi suv premium elettrici (ANSA) VinFast, arrivano dal Vietnam nuovi suv premium elettrici

VinFast ha annunciato che lancerà una nuova gamma di auto elettriche premium in Europa nel 2022. La Casa automobilistica fa capo a Vingroup con sede in Vietnam, uno dei più grandi conglomerati privati in Asia che appartiene a Pham Nhat Vuong che - con 6,7 miliardi di dollari di patrimonio secondo Forbes - è l'uomo più ricco del Paese. Il programma di VinFast prevede inizialmente il lancio della sua gamma EV nei mercati della Germania, della Francia e dell'Olanda, con un più ampio lancio europeo (Italia compresa) e nordamericano che verrà precisato a seguire.

Primi modelli ad arrivare nel nostro Continente saranno il suv VF e35 di segmento D e il suv VF e36 di segmento E, che sono stati sviluppati a livello di stile con Pininfarina.
Successivamente la gamma sarà completata con altri prodotti - sia per i mercati interni del sudest asiatico, sia per l'export - con auto e suv che spazieranno dal segmento A fino al segmento E ed a cui stanno contribuendo altri specialisti italiani, come Torino Design. Uno dei punti di forza della strategia europea avviata da VinFast, si legge nella nota, è il fatto di essere fortemente supportata da una gamma di competenze interne e da una rete selezionata di fornitori comprovati dell'industria automobilistica.
Il Gruppo vietnamita collabora con, AVL, Aptive, BMW, Bosch, EDAG, FEV, General Motors, Magna Steyr, Pininfarina ZF, Gotion High-Tech (batteria LFP), ProLogium (batteria a stato solido al 100%) e StoreDot (carica veloce). Inoltre, VinFast continuerà a rafforzare le partnership con società di ingegneria, componenti, tecnologia e startup per promuovere congiuntamente quella che viene definita "una crescita rivoluzionaria".
Le competenze chiave interne riguardano invece l'intelligenza artificiale, l'apprendimento automatico, i big data e la sicurezza informatica. Tutto questo viene fornito a Vingroup dalle consociate VinAI, VinBigdata e Vsmart. E' attiva anche VinES Company, che insieme a istituti di ricerca specializzati si concentra sulla ricerca e sullo sviluppo di nuove soluzioni nella tecnologia delle batterie e della ricarica.
Attualmente l'intero processo produttivo è concentrato in Vietnam, ma - è stato precisato - a seconda delle esigenze dei mercati VinFast potrebbe valutare la possibilità di creare ulteriori sedi di produzione all'estero per servire direttamente i propri mercati. Per sviluppare questa strategia la divisione europea di VinFast ha chiamato a collaborare molti talenti ed esperti nell'industria automobilistica globale. Ne sono esempi il direttore vendite Hakan Ceylan, il direttore post vendita Jorrit Van Wanum e il vicedirettore generale delle vendite B2B Emiel Hendriksen che provengono tutti da Tesla. Il direttore marketing e comunicazione Thomas Chrétien e il (vice direttore generale dell'after sales Jean-Christophe Mercier provengono invece da Nissan. Il team europeo di VinFast è guidato dalla signora Tran Thi Hong Bich, che vanta una lunga esperienza con Thalès e Toyota. Recentemente, VinFast aveva annunciato la nomina di Michael Lohscheller - ex ex vicepresidente di Volkswagen America ed ex Ceo di Opel - a global Ceo, con responsabilità per l'espansione delle attività commerciali e della promozione di VinFast nel mondo.

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Mozzarella di bufala Dop: Nomisma, ecco a chi piace all'estero

Viaggia e ha reddito medio-alto: l'identikit del consumatore

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Ha un titolo di studio elevato, un reddito medio-alto, figli minori di 12 anni, ama viaggiare, è stato in Italia almeno una volta e ricerca il valore aggiunto del marchio Dop come garanzia di qualità elevata. È l'identikit del consumatore tipo di mozzarella di bufala campana Dop in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, emerso dallo studio effettuato da Nomisma per il Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. "L'obiettivo dell'indagine - spiega il direttore del consorzio di Tutela, Pier Maria Saccani - era di comprendere il posizionamento del prodotto nei principali Paesi europei subito dopo la fase acuta della pandemia. Abbiamo chiesto di analizzare percezione, notorietà e propensione all'acquisto da parte del consumatore".

I risultati confermano l'appeal internazionale della Bufala Dop, con notevoli potenzialità di crescita, come sottolinea il responsabile del settore agroalimentare di Nomisma e autore dell'indagine, Denis Pantini: «Considerando le previsioni di crescita del Pil stimate dalla Commissione Europea per il biennio 2021-22 (+4,2% nel 2021 e +4,4% nel 2022) - afferma Pantini - si prevede un incremento dei redditi medi e del numero di famiglie appartenenti alle middle-upper class, soprattutto nei Paesi target dello studio. Le prospettive di mercato per la mozzarella di bufala Dop, dunque, non possono che essere positive. Anche la maggior diffusione dei consumatori di mozzarella dop tra Generazione Z, Millennials, e Generazione X, rappresenta una garanzia di continuità per le vendite future, con ulteriori prospettive di crescita".

La ricerca sarà presentata dal Consorzio in anteprima al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino il 28 settembre alle ore 11 nella sede del Circolo dei Lettori, nel corso del panel dal titolo "Il Made in Italy che piace all'Europa: il caso Mozzarella di Bufala Campana Dop", che sarà trasmesso anche in diretta streaming sul sito e sui canali social del festival.

"I Paesi presi in considerazione - ha aggiunto Saccani - sono anche i principali mercati per l'export della Bufala Campana, che nel 2020 ha raggiunto il 37%, pari a quasi 20mila tonnellate di prodotto, segnando un +9,7% rispetto al 2019". All'estero la mozzarella a marchio Dop rappresenta un sinonimo di maggior qualità per i consumatori: in un confronto tra gli user dei 4 mercati target, la percentuale di chi dichiara superiore per qualità il prodotto Dop rispetto alla non Dop va da un 60% nel caso di Regno Unito e Germania, fino all'80% in Francia e Spagna.

Dall'analisi emergono anche indicazioni importanti per il futuro: "Innanzitutto - sottolinea Pantini - i consumatori chiedono una sempre maggior attenzione alla sostenibilità, intesa sia come tutela ambientale che come benessere animale.

Questa attenzione rappresenta una delle principali eredità lasciate dal Covid a livello mondiale. Già prima della pandemia, la sensibilità del consumatore verso questi aspetti era in crescita, ma ora sta diventando una conditio sine qua non»". E il Consorzio sta già lavorando a un ampio progetto sul benessere animale in collaborazione con organizzazioni agricole, associazioni ed enti di categoria. Lo studio di Nomisma fotografa anche più in generale la performance dell'Italia in Europa. Il Belpaese, insieme alla Francia, figura al primo posto tra i Paesi che producono i formaggi di maggiore qualità secondo i consumatori europei. Ma rispetto ai diretti competitor, l'Italia vanta il prezzo medio all'export più elevato: 6,9 euro/kg contro i 3,2 euro/kg della Germania, i 4 euro/kg dei Paesi e Bassi e i 4,6 euro/Kg della Francia. "Ciò discende dal ruolo rilevante che i prodotti Dop detengono nel nostro paniere alimentare Made in Italy. Nel caso dei formaggi, basti pensare che il valore alla produzione delle indicazioni geografiche italiane supera i 4,5 miliardi di euro contro i 2,4 miliardi di quelle francesi", conclude Pantini. 

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Agricoltura: Patuanelli, decisiva per la sostenibilità

Attrarre i giovani con misure dedicate

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''Abbiamo chiuso sabato mattina l'appuntamento ministeriale del G20 centrato sulla Carta della sostenibilità di Firenze, firmato da tutti i ministri, dove abbiamo segnalato la necessità che l'agricoltura contribuisca in modo decisivo a un percorso di sostenibilità che non è solo ambientale, ma deve essere anche economica e sociale. Su questo concentriamo le risorse del Pnrr per garantire la transizione ecologica anche del sistema agroalimentare italiano''. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, da Napoli dove ha partecipato a un'iniziativa presso il mercato Campagna Amica di Coldiretti.
Il ministro ha sottolineato che in agricoltura ''ci sono dei paradossi come quello di una popolazione mondiale che cresce in modo vertiginoso per cui arriveremo presto a 10 miliardi di abitanti. Abbiamo bisogno di produrre tanto più cibo e abbiamo il paradosso di zone del mondo dove si spreca ancora cibo e dove c'è chi vive in povertà assoluta''. Il ministro ha affermato che ''attraverso le risorse del Pnrr dobbiamo andare a ricucire questi paradossi: possiamo produrre più cibo ma possiamo farlo rispettando l'ambiente''. Il ministro ha sottolineato che tra i compiti ''principali'' del suo ministero c'è la volontà di ''attrarre i giovani in agricoltura e lo facciamo attraverso misure dedicate, ma soprattutto attraverso lo sviluppo dell'innovazione. I giovani - ha concluso - sono attratti dal tornare a coltivare la terra ed è un bellissimo segnale. Anche i bandi Ismea sulle nuove terre da dare agli agricoltori stanno segnando un nuovo avvicinamento dei giovani''.

Il Prosecco è la principale Dop italiana e va protetto
'Il Prosecco è la principale Dop vinicola italiana e quindi va protetta non soltanto perché riteniamo che sia rischioso per il Prosecco ma perché in generale mette a repentaglio tutto il sistema Dop-Igp su cui si basa principalmente la nostra produzione agroalimentare''. Lo ha detto il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, tornando sul caso Prosecco e la richiesta della Croazia di registrare il marchio Prosek. Il ministro si è detto ''certo che in nessun caso il Prosek potrà fare concorrenza reale nel mercato al Prosecco, ma il problema è che se si mette in discussione questa dinamica d'iscrizione nel registro da parte delle denominazioni che ricordano quelle già iscritte si istituzionalizza l'Italian Sounding. Questo è inaccettabile per tutti i prodotti - ha aggiunto - perché qualora accadesse ci potrà essere il Chianti scritto con la K, il Sassipaia invece del Sassicaia o la mozzarella di Dufala''. Situazioni che - ha evidenziato Patuanelli - ''non possiamo tollerare e accettare a prescindere dal caso specifico del Prosecco. Il sistema Dop- Igp va rafforzato e non messo in difficoltà da un meccanismo come questo''. Nel concludere, il ministro ha ricordato che ''la Croazia aveva già provato nel 2013 a chiedere l'iscrizione ma c'era stata una chiara indicazione da parte dell'Ue d'impossibilità a procedere''.

Sul Pnrr ritardi? Non ne vedo
' Non vedo ritardi, vedo la necessità di fare costantemente il punto della situazione per evitare che ci siano ritardi''. Lo ha detto Stefano Patuanelli, ministro per le Politiche agricole, rispondendo ai giornalisti rispetto alle sollecitazioni giunte ieri dal presidente del Consiglio, Draghi, sui possibili ritardi nell'esecuzione delle riforme legate al Pnrr. Patuanelli, a margine di un'iniziativa a sostegno del candidato sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha sottolineato che ''le 51 azioni previste entro il 2021 non coinvolgono il ministero per le Politiche agricole dove abbiamo una programmazione che parte nel 2022 quindi non avevamo obiettivi da raggiungere''. Il ministro ha ricordato che nel Pnrr ''le azioni sono divise in due macro aree, gli investimenti e le riforme: 24 investimenti da attuare nel 2021 e 27 riforme. E' vero che ne abbiamo raggiunti 13 al momento, ma - ha evidenziato - è anche vero che tutti gli altri sono già in cantiere, soprattutto per la parte delle riforme tutti i provvedimenti sono già incardinati''.

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Veicoli commerciali, in Europa +24% negli 8 mesi

Acea, flessione mesi estivi, -11,9% a luglio e -5,4% in agosto

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Il mercato dei veicoli commerciali ha registrato, dopo cinque mesi di crescita consecutivi, una battuta d'arresto nei mesi estivi: un calo dell'11,9% a luglio e del 5,4% in agosto rispetto agli stessi mesi del 2020. Negli otto mesi le immatricolazioni sono state 1.292.628, il 24% in più dell'analogo periodo dell'anno scorso. I dati sono dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei.
    L'Acea spiega che la flessione dei mesi estivi è dovuta al rallentamento della domanda di furgoni, che rappresenta l'83% del totale delle immatricolazioni, mentre i segmenti dei camion e gli autobus hanno registrato un andamento migliore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le vendite sono guidate dall'Europa Centrale (+23,2%), mentre le nuove immatricolazioni nell'Europa Occidentale sono in calo.
    Negli otto mesi tutti i principali mercati europei registrano una crescita a doppia cifra: Italia (+35,4%), Francia (+22,4%), Spagna (+16%) e Germania (+12,5%).   

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Opel Astra, ordinabile da ottobre compatta 'made in Germany'

Benzina, diesel e ibrido PHEV: dal 2023 anche full electric

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Chiudi Opel Astra, ordinabile da ottobre compatta 'made in Germany' (ANSA) Opel Astra, ordinabile da ottobre compatta 'made in Germany'

(di Nuviana Arrichiello)

Sviluppata in Germania e prodotta in Germania, presso il quartier generale della casa del Blitz a Russelsheim. Nuova Astra, l'ultima nata in casa Opel, si caratterizza per la sua spiccata identità tedesca, senza compromessi in termini di stile e di tecnologia. Ordinabile da ottobre, con le prime consegne ad inizio del prossimo anno, la media compatta del brand sarà disponibile con una gamma completa di motorizzazioni, benzina, diesel e ibrido plug in, alla quale si aggiungerà - a partire dal 2023 - una versione full electric.
    Nei prossimi mesi è prevista anche una versione station wagon, carrozzeria ancora molto apprezzata dal mercato, in particolare nel segmento C.
    Con un totale di 15 milioni di unità vendute dal lancio nel 1991 ad oggi, Astra arriva alla sesta generazione, con prezzi a partire da 24.500 euro.
    Come accaduto in precedenza per Mokka e Grandland, anche Astra rappresenta il manifesto del nuovo stile del marchio. Il design bold and pure, si traduce in uno stile audace ma pulito e lineare allo stesso tempo, capace di donare all'auto un aspetto muscoloso e dinamico, dando la sensazione di trovarsi di fronte ad una vettura compatta ben piantata a terra.
    Le superfici sono nette e tese, l'operazione detox ha riguardato gli elementi superflui ai quali si rinuncia putando sulla razionalità dello stile, con il nuovo volto del marchio, l'Opel Vizor, un omaggio al passato e alla iconica Opel Manta.
    Realizzata sulla piattaforma EMP2, nuova Astra è stata abbassata di 12 mm rispetto al passato, con un passo che è aumentato di 13 mm e uno sbalzo anteriore diminuito di 54 mm.
   

La nuova vettura porta nella classe delle compatte innovazioni che erano precedentemente presenti solo su veicoli più costosi. Per esempio, su Opel Astra debutta l'ultima evoluzione dei fari attivi IntelliLux Led Pixel Light. Questo sistema di illuminazione giunge direttamente da Insignia, l'ammiraglia Opel e, con 168 elementi Led, si pone all'avanguardia delle categorie di mercato delle compatte e delle medie.
    Un salto temporale avviene nell'abitacolo della nuova generazione di Opel Astra. Con il Pure Panel, completamente digitale, la strumentazione analogica viene consegnata alla storia. L'interfaccia uomo-macchina (HMI) con una grafica fresca e moderna offre ai clienti un'esperienza pura e maggiormente intuitiva. I passeggeri possono utilizzare la nuova Opel Astra attraverso i larghissimi schermi touch, proprio come uno smartphone. Non manca, infine, la tecnologia volta a garantire la sicurezza: tra le 'chicche' disponibili su nuova Astra sicuramente vale la pena citare il nuovo Head up Display, la presenza di ben cinque telecamere e quattro sensori radar. Il comfort è assicurato invece dai sedili ergonomici, certificati dall'ente tedesco AGR.
    I motori disponibili dal lancio sono benzina e diesel (110 o 130 Cv) e le unità ibride ricaricabili alla spina da 180 o 225 Cv: nel 2023 arriverà poi la Astra-e, versione full electric della media di Opel.
   

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Goodyear: Fuelmax Endurance dedicati a servizi interregionali

Pneumatici truck ottimizzano prestazioni e impatto ambientale

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Decine di migliaia di operatori del trasporto, dalle più grandi flotte ai padroncini, potranno ridurre i costi di gestione e abbassare al tempo stesso l'impatto ambientale dei loro veicoli, combinando i livelli di efficienza nei consumi raggiunti nelle applicazioni su lunghe distanze con durata, trazione e resa chilometrica.
    Caratteristiche queste che sono necessarie per viaggiare non solo per operare sulle grandi direttrici autostradali ma anche - e soprattutto - sulle strade statali e secondarie.
    Questo importante risultato può essere ottenuto grazie alla nuova linea di pneumatici Goodyear Fuelmax Endurance, una gamma per asse sterzante e asse motore che ha ottenuto la classificazione B dell'etichetta europea per consumo di carburante e che è caratterizzata da una versatilità mai raggiunta prima, offrendo le massime prestazioni anche nelle applicazioni interregionali.
    "I costruttori dei veicoli, i gestori delle flotte e gli altri operatori devono fronteggiare una pressione sempre più grande per soddisfare gli obiettivi di sostenibilità - ha dichiarato Grégory Boucharlat, vicepresidente Commercial Europa di Goodyear - in una situazione in cui operano con margini ridotti. Con la nuova gamma Fuelmax Endurance portiamo anche sulle strade statali e secondarie la nostra riconosciuta efficienza nei consumi che raggiungiamo nei percorsi autostradali. Si tratta di pneumatici efficienti e robusti - ha ribadito Boucharlat - che garantiscono basse emissioni e un'eccellente aderenza, oltre a un'elevata resa chilometrica e a prestazioni di lunga durata".
    La decisione di Goodyear di presentare una nuova gamma incentrata sull'efficienza dei consumi e sulla durata anticipa il percorso verso un trasporto più sostenibile e l'evoluzione della domanda di prodotti più versatili da parte delle aziende di trasporto e dei costruttori di camion. La gamma Fuelmax Endurance copre un'ampia varietà di applicazioni di trasporto e aiuterà i costruttori a ridurre ulteriormente i livelli di emissioni dei nuovi veicoli pesanti in media di circa il 2% in più rispetto a un pneumatico con la classificazione C in termini di efficienza dei consumi.
    Finora, al momento dell'acquisto dei pneumatici, gli operatori dovevano spesso decidere di scegliere tra robustezza, prestazioni chilometriche elevate oppure efficienza nei consumi, accettando dunque delle rinunce in uno o più di questi ambiti. I nuovi pneumatici Fuelmax Endurance sono stati progettati invece per offrire la massima efficienza in termini di costi e di carburante, dal momento che non sono più vincolati al tipo di strada su cui operano.
    "La gamma Fuelmax Endurance rappresenta un vera svolta nel settore dei pneumatici e dei trasporti perché è efficiente, versatile e resistente e offre sia basse emissioni sia eccellente aderenza e trazione", afferma Matteo Berti, sales general manager commercial di Goodyear Italia. Una riduzione del 2% della CO2 comporta un risparmio di circa una tonnellata di emissioni e di 400 litri di carburante per camion all'anno. Una flotta di 100 veicoli che passa da un pneumatico con classificazione C a un pneumatico a basso consumo con classificazione B come il Fuelmax Endurance, può arrivare a un potenziale risparmio di 100 tonnellate di CO2 e 40mila litri di carburante all'anno".
    In dettaglio il pneumatico per asse sterzante Fuelmax S Endurance combina la collaudata tecnologia Goodyear IntelliMax Rib in un battistrada a 5 o 6 costolature con un'ingegnosa geometria delle scanalature. I ponticelli di irrigidimento nelle scanalature della spalla si collegano durante il rotolamento, aumentando la robustezza del pneumatico e limitandone l'usura negli impegnativi viaggi su strade statali e secondarie. La maggiore profondità del battistrada in misure selezionate per asse sterzante offre un volume di gomma usurabile più elevato.
    Un'innovativa mescola del battistrada a bassa dissipazione di energia compensa la generazione di calore causata dalle forze di carico sul pneumatico per asse sterzante.
    Oltre a presentare una mescola del battistrada innovativa, il pneumatico Fuelmax Endurance per asse motore è stato sottoposto a un processo di vulcanizzazione specifico per ottimizzare ulteriormente la resistenza al rotolamento. Il disegno direzionale del battistrada comprende un elevato numero di lamelle profonde, scanalature centrali profonde e più spigoli per migliorare la trazione ed evacuare l'acqua in modo più efficace.
    Da notare che i nuovi Fuelmax Endurance sono perfettamente compatibili con il programma Goodyear Retreading. Il pneumatico per asse motore è disponibile come ricostruito, con l'esclusivo processo di ricostruzione con vulcanizzazione a caldo TreadMax, che aggiunge ulteriore chilometraggio e offre le stesse caratteristiche e vantaggi dell'innovativo battistrada, riducendo i costi del pneumatico fino al 30%. 

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Starliner, il lancio del 'taxi spaziale' rischia di slittare al 2022

L'ipotesi della Nasa alla luce dei problemi tecnici della Boeing

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Potrebbe slittare al 2022 il test di volo senza equipaggio dello Starliner, il 'taxi spaziale' della Boeing che punta a fare concorrenza alla navetta Dragon della Space X di Elon Musk per il trasporto di rifornimenti, astronauti e turisti in orbita. A esprimere dubbi sulla possibilità che il lancio fallito ad agosto per problemi tecnici possa essere ritentato entro l'anno è Kathy Lueders della Nasa, in occasione di una conferenza stampa in cui l'agenzia spaziale statunitense ha illustrato la riorganizzazione del settore volo umano con due nuove direzioni: quella per le operazioni spaziali (di cui Leuders è diventata amministratore associato) e quella per lo sviluppo dei sistemi di esplorazione.

L'incertezza relativa al lancio della navetta Starliner dipende da diversi fattori. Il primo è sicuramente rappresentato dai problemi tecnici ancora irrisolti alle valvole del sistema di propulsione che hanno impedito il lancio di agosto. Dopo un mese di test e analisi, i tecnici della Boeing non hanno ancora capito quale possa essere la causa: tra le ipotesi al vaglio c'è quella della fuoriuscita di propellente, che potrebbe aver provocato la formazione di acido nitrico e la conseguente corrosione delle valvole. Per questo motivo starebbero valutando se riparare il modulo di servizio o installarne uno nuovo per la missione: la decisione, ha detto Leuders, dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.

Il secondo fattore da tenere in conto per la riprogrammazione del lancio di Starliner è la disponibilità di punti di attracco sulla Stazione spaziale internazionale (Iss): attualmente sono entrambi utilizzati dalle navette Dragon della SpaceX e nei prossimi mesi vedranno un animato via vai.

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Bentley: 70 candeline per il reparto Design

A Crewe dal 1951 tra artigianato e tecnologia applicata

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Settanta candeline per il compleanno del dipartimento Design di Bentley, a Crewe. La prima Bentley progettata a Crewe fu la R-Type Continental nel 1951, sotto la responsabilità di John Blatchley, a capo dello stile. "Guidare la prossima evoluzione del DNA di design di Bentley è un vero onore - ha commentato Andreas Mindt, oggi Director of Design Bentley - soprattutto dopo tanti decenni di raffinato lavoro svolto dal nostro studio a Crewe. Il nostro team di designer ha ora una nuova opportunità: creare il primo BEV di Bentley, che deve tradurre e rimodellare quelle forme e dettagli classici in un design realmente rivolto al futuro. Non solo, l'auto deve essere sostenibile in più modi, oltre al semplice essere elettrica, quindi stiamo esplorando materiali sostenibili, riciclabilità e nuovi modi di lavorare per garantire che l'auto abbia una bassa impronta di carbonio per tutto il suo ciclo di vita".
    Quando è stato fondato nel 1951, la responsabilità principale del dipartimento di design era quella di comunicare idee e proposte di design e condividere la propria visione con altre aree dell'azienda. Ciò era stato possibile attraverso schizzi di design realizzati ad acquerello e dipinti a mano. I render ad acquarello venivano poi riprodotti in disegni tecnici in scala o a grandezza naturale raffiguranti prospetti laterali, anteriori, posteriori, in pianta e in sezione lungo la carrozzeria per descrivere ai modellisti la forma della nuova vettura. I modellisti degli ultimi tempi seguono gli stessi processi degli anni '50. Per visualizzare i disegni in tre dimensioni, una struttura metallica viene ricoperta da un materiale malleabile (storicamente cera, e più recentemente argilla/clay) poi accuratamente modellata per esprimere la forma del nuovo veicolo.
    "Nonostante la pandemia globale - ha dichiarato Darren Day, Head of Interior Design, nonché membro più longevo del team di design Bentley - abbiamo dovuto imparare ad adattarci e utilizzare gli strumenti intorno a noi per continuare a evolvere il modo in cui progettiamo. Avevo almeno due dei miei colleghi di design che lavoravano in diverse località del mondo a causa delle restrizioni di viaggio della pandemia che impedivano il loro ritorno a Crewe. Utilizzando la realtà virtuale siamo stati in grado di confrontarci per le revisioni del design, valutare i dettagli e sostituire i materiali". 

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Crisi chip, -210 miliardi dlr per ricavi industria auto

AlixPartners, 76,9 milioni veicoli prodotti 2021 anziché 84,6

Motori Sotto la Lente
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L'impatto della crisi dei chip sull'industria automobilistica potrebbe essere molto più elevato rispetto alle previsioni del secondo trimestre 2021. Secondo gli analisti di AlixPartners, che a maggio avevano indicato in 110 miliardi di dollari (93,74 miliardi di euro) questa perdita di fatturato, potrebbe quasi raddoppiare arrivando a 210 miliardi di dollari (179 miliardi di euro).
    Questa previsione - sottolinea The Detroit Bureau nel riportare la notizia - riflette la probabilità che le Case automobilistiche debbano continuare a lottare per trovare i chip di cui necessitano almeno fino alla prima parte del 2022, mentre inizialmente si era parlato di una fine dei problemi già in questo autunno.
    Che la situazione sia critica lo conferma il fatto che il presidente Biden ha tenuto il suo secondo vertice in cinque mesi con i produttori e gli utilizzatori di semiconduttori, per fare maggiore chiarezza sulla crisi.
    La prosecuzione della carenza di semiconduttori - secondo gli esperti intervistati da DetNews - avrà un impatto oltre che sull'industria anche sugli acquirenti di auto.
    "Tutti avevano sperato che la crisi dei chip si sarebbe ormai attenuata, ma eventi sfortunati come il lockdown da Covid-19 in Malesia - ha affermato Mark Wakefield, co-responsabile del settore automobilistico di AlixPartners - e analoghi problemi in altri Paesi hanno esacerbato le cose".
    Finora 8 stabilimenti della General Motors - 4 negli Stati Uniti, 3 in Messico e uno in Canada - sono rimasti inattivi questo mese per due o più settimane a causa della mancanza di chip. Anche Ford e Stellantis hanno ripetutamente fermato gli stabilimenti con questa carenza di parti che va a colpire alcune delle linee di prodotto più redditizie, come i pickup full-size Ford F-150 e Ram 1500.
    E' stato calcolato che l'Ovale Blu perda quasi 1 miliardo di dollari ogni 100mila pick-up della serie F non prodotto. David Whiston, analista di Morningstar, ha stimato che Ford vedrà ridurre il suo fatturato di circa 4,7 miliardi di dollari ogni 100mila pick-up della Serie F tagliati dal programma di produzione. Sulla base dell'EBIT, la perdita - ha scritto Whiston in un rapporto del 13 agosto - arriverà a 937 milioni.
    La crisi non è limitata agli Stati Uniti, praticamente ogni Casa automobilistica, da Berlino a Pechino, è stata colpita. Il nuovo studio AlixPartners stima che l'industria globale perderà circa 7,7 milioni di veicoli dalla produzione inizialmente prevista per quest'anno, il doppio rispetto a quanto era stato indicato (3,9 milioni) dalla società di consulenza a maggio.
    L'industria dell'auto aveva iniziato il 2021 con l'aspettativa di costruire 84,6 milioni fra auto, light truck e suv, cifra che ora scende a circa 76,9 milioni, per di più in un momento in cui quasi tutti i mercati sono caratterizzati da una crescita della domanda.
    Le immatricolazioni - scrive The Detroit Bureau - sono però crollate, a causa della mancanza di prodotto: in Usa secondo JD Power e altri analisti, gli inventari dei concessionari sono appena un terzo di quelli considerati normali in questo periodo dell'anno, e arrivano appena 1 milione di veicoli nei parcheggi degli showroom.
    L'impatto della crisi dei chip sui consumatori è duro quasi quanto quello sull'industria automobilistica, con il prezzo medio delle transazioni - riferisce Cox Automotive - salito in Usa a circa 43mila dollari, un livello record. E si arriva all'assurdo che alcuni automobilisti stanno pagando 5.000 dollari e più rispetto al prezzo (indicato in quel mercato da un adesivo obbligatorio sull'auto) per i modelli più popolari, come Kia Telluride,Ford F-150 e Chevrolet Corvette. E di conseguenza anche i prezzi delle auto usate, afferma il servizio di monitoraggio Manheim, sono aumentati a livelli record durante la prima metà di settembre. 
   

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Helbiz: più sicurezza con tecnologia PathPilot

Operatore micromobilità ha annunciato partnership con Drover

Motori Eco Mobilità
Chiudi Helbiz: più sicurezza con tecnologia PathPilot (ANSA) Helbiz: più sicurezza con tecnologia PathPilot

Per integrare la tecnologia PathPilot nei suoi monopattini, Helbiz ha annunciato la partnership con Drover AI. Dopo aver introdotto la modalità 'Principiante' e dopo aver avviato il programma 'Helbiz LAB 2040' di educazione civica stradale nelle scuole, prosegue quindi il percorso del marchio specializzato in micromobilità verso la sicurezza. La tecnologia PathPilot è alimentata da due sistemi di intelligenza e visione artificiali, con la presenza di telecamere di bordo che rilevano l'ambiente circostante ai monopattini elettrici. Questo servizio preciso di localizzazione è in grado di rilevare il marciapiede, la strada o la pista ciclabile e di verificare che il parcheggio avvenga nelle aree consentite, riducendo l'ingombro dei monopattini e il possibile intralcio.
    PathPilot riesce inoltre a ridurre automaticamente la velocità del monopattino elettrico e ad avvisare chi si trova nelle vicinanze quando si accede ad aree pedonali o ad altre aree delimitate da un perimetro virtuale, contribuendo alla sicurezza di utenti e pedoni. Grazie a telecamere di bordo, intelligenza artificiale e mappatura precisa e avanzata, PathPilot contribuisce ad incrementare l'efficienza operativa.
    Inoltre, offre il vantaggio di generare molti più dati telemetrici associati al movimento dei veicoli, fornendo informazioni utili sull'uso dei mezzi. In quest'ottica Helbiz può quindi condividere con le amministrazioni delle città i dati raccolti per aiutare a individuare le aree in cui sarebbe opportuno apportare delle migliorie infrastrutturali. 

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MeetMeTonight, il futuro torna protagonista nella Notte dei ricercatori DIRETTA

Dieci ore di eventi online, tra talk e laboratori per le scuole

Scienza & Tecnica Ricerca & Istituzioni
Chiudi Al via la decimal edizione di MeetMeTonight (ANSA) Al via la decimal edizione di MeetMeTonight

Il concetto di futuro in tutte le sue declinazioni, dalla tecnologia all’economia circolare, dalla salute dell’uomo a quella del Pianeta, sarà al centro della decima edizione di MeetMeTonight, l’evento che celebra la Notte europea dei ricercatori, organizzato da Università Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Università di Milano e Comune di Milano con la partecipazione di Università Bocconi e Università.

L’evento si svolgerà dalle 10 alle 20 interamente online e sarà articolato in una serie di laboratori per le scuole e talk per il pubblico di ogni età e di tutta Italia, con numerose opportunità di interazione in tempo reale.

 

Il tema di quest’anno è stato scelto prendendo spunto dalle parole della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che al Parlamento Europeo ha sottolineato la necessità di volgere lo sguardo verso un futuro sostenibile e verde in cui le nuove generazioni possano prosperare. Per meglio delineare questo macro-tema, tutte le iniziative proposte da MeetMeTonight sono raggruppate in sei grandi aree tematiche: Cities and mobility, Circular economy, Planet Earth, Health and wellbeing, Education and Behavioural change e Technologies for future.

Si parte la mattina dalle 10 alle 13 con tre laboratori dedicati alle scuole che spazieranno dai temi della sessualità e affettività negli anni complessi e delicati dell’adolescenza, alle competizioni di cybersecurity fino all’appropriazione culturale a teatro con un particolare focus sul Canada. I laboratori interattivi presentati dai ricercatori coinvolgeranno in prima persona gli studenti, che potranno comprendere in maniera divertente e rilassata ciò che accade nei laboratori e quale impatto ha la ricerca sulla nostra vita quotidiana.

Il pomeriggio dalle 14 alle 20 si alterneranno invece i giovani ricercatori delle università moderati dal giornalista scientifico Luigi Bignami: 13 talk, da 20 minuti ciascuno, in cui si è cercato di privilegiare la voce dei vincitori delle borse di studio Marie Skłodowska-Curie, promesse del futuro che si passeranno la parola mostrando la grande ricchezza ed eterogeneità della ricerca che si svolge nelle università milanesi.

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Renault: Megane, la E-Tech con la spina punta sui consumi

Anche per la versione berlina la tecnologia fa la differenza

Motori Prove e Novità
Chiudi Renault: Megane, la E-Tech con la spina punta sui consumi (ANSA) Renault: Megane, la E-Tech con la spina punta sui consumi

Punta sulla tecnologia mutuata dalla Formula 1 e sui consumi contenuti, la Renault Megane che prosegue la sua storia fortunata, questa volta in versione E-Tech Plug-In Hybrid. Arrivata sulla scena dopo il debutto della 'sorella' station wagon, nella berlina compatta non cambia la meccanica, affidata ad un agile powertrain ibrido da 160 CV e 300 Nm di coppia, con l'ausilio di un 1.6, 4 cilindri a benzina aspirato da poco più di 100 CV, assieme a due unità elettriche di supporto. Il tutto è alimentato da una batteria agli ioni di litio da 10,4 kWh posizionata posteriormente, capace di assicurare fino a 45 km di autonomia elettrica in ciclo WLTP (circa 65 km in ambito urbano).
   

Sul fronte dei consumi, gioca un ruolo importante il nuovo software E-Nav per il sistema di navigazione, grazie al quale la Megane E-Tech Plug-in è in grado di ottimizzare l'utilizzo della batteria sulla base del percorso impostato attraverso il navigatore di bordo. In questo modo la ripartizione tra propulsione elettrica, a benzina o combinata viene gestita automaticamente a seconda dell'utilità, 'spalmando' il livello di carica su tutti i km, supportando il propulsore termico al bisogno di più spunto e consentendo un ottimizzazione dei consumi. In questo caso è bene ricordare il corretto funzionamento di un veicolo ibrido con la spina, che per mantenere le prestazioni promesse necessita di essere utilizzato correttamente, ovvero con una buona dose di ricarica nella batteria, salvo andare ad incidere, anche in modo rilevante, sui consumi.
    In particolare, le due unità elettriche sono la prima da 67 CV e 250 Nm posizionata all'interno del nuovo cambio multi-mode a denti dritti di Renault, che aziona le ruote anteriori; mentre la seconda, da 37 CV funziona da starter per il propulsore termico e sincronizza i giri del motore con i rapporti del cambio. Quest'ultimo, innovazione del sistema, è dotato di 4 marce per il motore termico, 2 per quello elettrico e altri ingranaggi intermedi per poter gestire al meglio le transizioni con un totale di oltre 16 combinazioni sulle quali giocarsi le sue possibilità. La batteria promette nel misto una cinquantina di chilometri di guida a motore spento e per ricaricare i suoi 10,4 kWh di capacità tramite il caricatore di bordo, che accetta 3,7 kW di potenza massima in ingresso, servono circa 5 ore da presa domestica o circa 3 ore da wallbox o colonnina pubblica.

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