Gel e mascherine "mendaci", sequestrati

Prodotti venduti anche a farmacie, due persone denunciate

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(ANSA) - NAPOLI, 9 APR - Oltre 5700 confezioni igienizzante per le mani e circa mille mascherine non a norma sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza tra Napoli e provincia. I rappresentanti di due società, accusati di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, sono stati denunciati e ora rischiano due anni di reclusione e una multa fino a 20mila euro.
    Sulle confezioni del gel, infatti, erano stati fatti stampare simboli e scritte ingannevoli, del tipo "è in grado di eliminare fino al 99,9% di batteri, funghi e virus". Gel e mascherine sono state individuate dalle fiamme gialle del primo Nucleo Operativo Metropolitano rispettivamente a Brusciano (Napoli) e nei quartieri Chiaia e Arenella di Napoli, anche grazie alle segnalazioni al 117 e dopo approfondimenti eseguiti su piattaforme di e-commerce. Le mascherine venivano prodotte da due imprese di abbigliamento e antinfortunistica di Napoli, e vendute a farmacie di Foggia e del capoluogo partenopeo, senza le autorizzazioni dell'ISS. (ANSA).
   

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Gazzetta,decreto Maturità e valutazioni

E' testo approvato il 6 aprile in Cdm da oggi in vigore

Legalità & Scuola Dalle scuole
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(ANSA) - ROMA, 9 APR - E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto legge approvato il 6 aprile scorso in Consiglio dei ministri che contiene le "Misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato". Il provvedimento è in vigore da oggi. Le misure contenute nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale: * Scuola secondaria di I grado Il decreto prevede che il Ministero possa, con provvedimento specifico, modificare l'impianto dell'Esame. Se sarà possibile farlo in presenza, potrà essere semplificato. Altrimenti si procederà con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti. In ogni caso ci sarà una valutazione seria e corrispondente all'impegno degli alunni. * Scuola secondaria di II grado Il 96% dei ragazzi viene ammesso, in media, ogni anno, all'Esame finale. Quest'anno tutti avranno la possibilità di sostenere le prove, tenuto conto del periodo dell'emergenza. Ma i crediti di accesso relativi alla classe V e il voto finale saranno comunque basati sull'impegno di tutto l'anno. Il decreto indica, poi, una doppia possibilità.
    Se i ragazzi potranno rientrare a scuola entro il 18 maggio, ci sarà un esame con commissione interna. La prima prova, Italiano, sarà preparata dal Ministero. La seconda, quella diversa per ciascun indirizzo, sarà predisposta dalle commissioni. Poi ci sarà l'orale. Se non si rientra a scuola, è previsto il solo colloquio orale. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma. * Ammissione all'anno successivo Il decreto prevede che tutti possano essere ammessi all'anno successivo, ma tutti saranno valutati, nel corso degli scrutini finali, secondo l'impegno reale. Non ci sarà '6 politico'. 'Congelato', per quest'anno, il meccanismo dei debiti alla secondaria di II grado. All'inizio di settembre, infatti, invece degli abituali corsi di recupero delle insufficienze, sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado, recuperare e integrare gli apprendimenti: ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest'anno, potrà essere recuperato/approfondito all'inizio del prossimo. Ci sarà particolare attenzione ai ragazzi con disabilità e a quelli con bisogni educativi speciali. * Avvio del nuovo anno Il decreto consente di lavorare, da subito, anche al nuovo anno scolastico dando al Ministero gli strumenti per operare con rapidità e di raccordarsi, ad esempio, con le Regioni per uniformare il calendario di avvio delle lezioni. Nel corso del Consiglio dei Ministri del 6 aprile è stato anche approvato un provvedimento che sblocca le assunzioni chieste dal Ministero dell'Istruzione per recuperare parte dei posti liberati, nell'estate del 2019, dai pensionamenti dovuti a 'Quota 100'. Si tratta di 4.500 posti che andranno ad altrettanti insegnanti, vincitori di concorso o presenti nelle Graduatorie ad esaurimento, che non avevano potuto occuparli lo scorso settembre perché non erano stati messi a disposizione.
    Con successivi provvedimenti saranno disposte le assunzioni relative all'anno scolastico 2020/2021.(ANSA).
   

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Si avvicina l'internet quantistica europea

Si avvicina l'internet quantistica europea

Scienza & Tecnica Tecnologie
Chiudi Si avvicina l'internet quantistica europea (fonte: Pexels) (ANSA) Si avvicina l'internet quantistica europea (fonte: Pexels)

In dirittura d'arrivo l'accordo per l'internet quantistica europea che dovrà collegare tutte le capitali d'Europa per far viaggiare in modo ultrasicuro, a prova di hacker, i dati sensibili, dalle transazioni finanziarie ai dati sanitari, alle comunicazioni governative, ma il finanziamento non è stato ancora approvato e la pandemia di Covid-19 adesso minaccia le negoziazioni. La nuova iniziativa si chiama Infrastruttura di comunicazione quantistica (QCI) e nasce da una costola del programma europeo sulle tecnologie quantistiche, basate sulle bizzarre regole che governano atomi e particelle.

"Finora 23 Paesi Ue, compresa l'Italia, hanno firmato l'accordo" ha detto all'ANSA il fisico Tommaso Calarco, che dirige l'Istituto per il controllo quantistico di Jülich e che è stato il promotore del programma sulle tecnologie quantistiche. I firmatari esploreranno insieme con la Commissione europea e con il sostegno dell'Agenzia spaziale europea (Esa) lo sviluppo dell'Infrastruttura che garantirebbe la sicurezza delle comunicazioni e l'archiviazione a lungo termine di dati sensibili in settori quali salute, sicurezza nazionale e difesa.

L'internet quantistica garantisce la massima sicurezza nelle comunicazioni perché, spiega Calarco, se qualcuno cerca di 'ascoltare' i messaggi, lo stato degli atomi o delle particelle su cui viaggiano le informazioni cambia rivelando il tentativo di intrusione. Il progetto, aggiunge, "rientra nel programma europeo tecnologie quantistiche, nel senso che prende i risultati del programma e li porta nella società". L'infrastruttura sarà basata su cavi in fibra ottica già esistenti e altri dedicati in cui possono viaggiare le particelle della luce, i fotoni, che trasportano le informazioni. Inoltre bisognerà sviluppare i server quantistici che mandano e ricevano i fotoni.

Il progetto costerà circa 2 miliardi di euro e andrà a incidere sul budget di Digital Europe, il programma finanziario per il futuro digitale dell'Unione europea, ma il finanziamento, rileva Calarco, "non è stato ancora approvato e purtroppo l'emergenza sanitaria da Covid-19 adesso minaccia le negoziazioni: il rischio grosso è che la ricerca e altre questioni importanti come la sicurezza digitale adesso perdano un po' di priorità e che l'Europa resti indietro rispetto a Paesi come gli Usa che stanno investendo molto su questo aspetto e hanno già approvato il finanziamento per la loro infrastruttura di comunicazione quantistica".

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Coronavirus, nell'ospedale di Varese 7 robot aiutano i medici

Permettono a personale di monitorare pazienti e parlare con loro

Scienza & Tecnica Tecnologie
Chiudi Alcuni dei sei robot umanoidi che monitorano i pazienti all'ospedale di Varese. (fonte: Ospedale di Circolo di Varese) (ANSA) Alcuni dei sei robot umanoidi che monitorano i pazienti all'ospedale di Varese. (fonte: Ospedale di Circolo di Varese)

Sono sette i robot che da un paio di settimane stanno aiutando i medici e gli infermieri dell'Ospedale di Circolo di Varese a monitorare malati con Covid-19 ricoverati nei reparti di isolamento, misurandone i parametri vitali e rispondendo alle loro domande, in modo da farli sentire anche un po' meno soli nel lungo isolamento che devono afffrontare. I robot sono di due tipi e lavorano uno nel reparto di malattie infettive, e gli altri sei in quello di Medicina ad Alta Intensità.

Il primo si chiama Ivo ed è un tablet sostenuto da un'asta montata su ruote, può muoversi per le stanze e viene comandato a distanza dal personale sanitario tramite computer o smartphone. Con un sistema di videochiamate mette in comunicazione il personale con i pazienti, permettendogli di vedersi a vicenda. Medici e infermieri possono anche controllare i parametri del malato visualizzando il monitor accanto al letto. "Ivo era stato progettato per consentire ai bambini malati di leucemia di partecipare alle lezioni. In questo caso è stato modificato per permettere di seguire i malati da remoto, evitando al personale sanitario il tempo della vestizione, e riducendo il consumo di dispositivi di protezione", spiega Paolo Grossi, direttore del reparto di malattie infettive. Ivo è stato donato da un'azienda varesina, la Elmec, che lo ha modificato per quest'emergenza e ne farà avere presto un altro.

Gli altri sei robot hanno l'aspetto di un bambino. Sono i robot Sanbot Elf. Uno di loro doveva essere tra i protagonisti della mostra del Mudec 'Robot, The Human Project' mai aperta. Così l'azienda produttrice, la start up veneta Omitech, ha deciso di donarlo all'ospedale, insieme ad altri 5. Come spiega Francesco Dentali, direttore del reparto di Medicina ad Alta Intensità, "la loro presenza cerca di risolvere un'esigenza che è sorta nel prendersi cura di questi malati: il lungo isolamento". Anche se per ora rimangono fermi nella stanza, oltre a permettere il monitoraggio a distanza possono anche far parlare e vedere medici e infermieri con i malati.(ANSA).

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Coronavirus, utenti Gb più interessati alle auto elettriche

Indagine Venson, per dopo crisi il 62% favorevole acquisto EV

Motori Eco Mobilità
Chiudi Coronavirus, utenti Gb più interessati alle auto elettriche (ANSA) Coronavirus, utenti Gb più interessati alle auto elettriche

Gli automobilisti britannici, sulla scia dei cambiamenti radicali imposti dalla crisi da Corinavirus e della relativa quarantena, si stanno orientando sempre più sulle auto elettriche, nella consapevolezza di dover partecipare - al momento della ripresa - a 'cambiamenti' che riguardano anche la qualità e il rispetto dell'ambiente. E' quanto riferisce uno studio realizzato da Venson Automotive Solutions (società britannica che opera nella gestione flotte) su un campione di utenti che era già stato interrogato sui temi della mobilità elettrica nel luglio del 2019. Oggi il 45% degli automobilisti - evidenzia la ricerca - ritiene che il radicale miglioramento dell'inquinamento atmosferico in tutto il mondo a seguito del blocco dei trasporti, li abbia portati a riconsiderare i loro piani di acquisto di una nuova auto a favore dei modelli elettrici (EV). Un ulteriore 17% ha affermato di confermare la decisione che avevano già preso per passare a un veicolo elettrico. Nel 2019, sottolinea Venson, la quota di coloro che avevano preso in considerazione l'acquisto di un EV era al 41%, ma il 31%, in quella indagine, aveva affermato di non voler passare a questa soluzione prima di 10-15 anni.

''La riduzione delle emissioni è stata un argomento forte e non solo un chiaro obiettivo governativo, ma anche commerciale - ha dichiarato Alison Bell, direttore marketing di Venson Automotive Solutions - ma la crescita della proprietà dei veicoli elettrici è stata lenta''. Il sondaggio sottolinea però che il pubblico vorrebbe vedere iniziative più concrete da parte dal Governo e dalle imprese, per accelerare la diffusione dei veicoli elettrici una volta usciti dalla crisi di Covid-19. Ciò include ulteriori investimenti nell'infrastruttura di ricarica (62%), l'introduzione di altre zone 'clean air' nelle principali città (38%) e una nuova legislazione che possa incentivare le imprese a passare alle flotte completamente elettriche nei prossimi 5 anni ( 38%).

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PSA, accordo con sindacati su misure per riavvio produzione

Due mascherine giorno, ritmi più lenti e solo 2 settimane ferie

Motori Industria
Chiudi PSA, accordo con sindacati su misure per riavvio produzione (ANSA) PSA, accordo con sindacati su misure per riavvio produzione

In Francia PSA 'ingrana la marcia' in vista della ripartenza delle attività ed in previsione che anche i mercati possano rapidamente riprendersi nei prossimi mesi.

Ieri il Gruppo ha firmato un accordo con tutte le sigle sindacali per fissare tre punti 'chiave': i protocolli di sicurezza sanitaria al riavvio degli stabilimenti, il mantenimento del 100% della retribuzione per i dipendenti che stanno lavorano a 'breve termine' e il periodo delle vacanze estive ridotto per il 2020 a 12 giorni da utilizzare in luglio e agosto. ''Questo è un accordo importante e unitario, incentrato sulla protezione della salute dei dipendenti e sulla salvaguardia della società nel suo insieme - ha dichiarato Xavier Cherreau, direttore delle risorse umane, del settore digitale e immobiliare di PSA - Il primo compito di tutti i dirigenti aziendali è quello di proteggere la salute e la sicurezza dei dipendenti. E la sfida è stata quella di trovare soluzioni insieme alle parti sociali''.

Come riporta il magazine Autoactu, mentre tutte le fabbriche del Gruppo sono chiuse, l'obiettivo di PSA è quello di mettere in atto un protocollo per poter riavviare l'attività il prima possibile. Oltre alle misure igieniche e alla misurazione della temperatura, è prevista ''la completa attuazione della distanza sociale di un metro con una marcatura rigorosa e sistematica. Inoltre il protocollo messo a punto da PSA con le organizzazioni sindacali prevede anche un'alta frequenza di lavaggio delle mani (con pause più lunghe), una attenta ventilazione delle aree di lavoro e una specifica e regolare pulizia e disinfezione degli strumenti e delle superfici di lavoro. Verranno organizzate anche soste in aree 'cuscinetto' per le forniture delle parti in linea, tempo più lunghi durante le operazioni che possono provocare il cosiddetto 'corpo a corpo' e separazione tra i turni delle squadre per evitare l'incrocio del personale. PSA organizzerà nelle sue fabbriche anche il raddoppio delle linee del bus interni per garantire una spaziatura distanziata e sfalsata dei passeggeri. Per far fronte all'uso obbligatorio delle protezioni individuali, il Gruppo fornirà 2 mascherine per persona al giorno e altre 2 per coloro che si spostano con i mezzi pubblici.

L'accordo prevede anche una modifica del programma di chiusure previste negli stabilimenti per la prossima estate ''per tener conto degli sviluppi nel mercato automobilistico'', ha affermato PSA. L'obiettivo è consentire alle fabbriche di ridurre le chiusure delle vacanze estive a 2 sole settimane se la domanda dei clienti dovesse ripartire.

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Coronavirus, Hyundai e Kia estendono garanzie auto nel mondo

In aiuto a 1,7 milioni clienti termini scadranno oltre 'blocchi'

Motori Attualità
Chiudi Wonhong Cho executive vice president e capo della customer experience division di Hyundai Motor Company (ANSA) Wonhong Cho executive vice president e capo della customer experience division di Hyundai Motor Company

Hyundai e Kia, le due marche automobilistiche sudcoreane che fanno parte del Gruppo Hyundai, lanciano contestualmente programmi globali per la 'protezione' dei loro clienti che nel mondo intero possiedono vetture la cui garanzia scade tra marzo e maggio 2020, cioè nel pieno della crisi da Covid-19 e dei relativi 'blocchi'. Hyundai lo fa con CARE, un programma a livello globale di estensione della garanzia che mira a dare supporto a tutti i clienti del brand che potrebbero incontrare difficoltà a portare il proprio veicolo in assistenza a causa delle restrizioni in atto per contrastare la pandemia di Covid-19. Hyundai CARE è valido in 175 Paesi per oltre 1,21 milioni di vetture e l'estensione di garanzia avrà durata fino al 31 maggio 2020. Con questa decisione, Hyundai punta a risolvere tutte le possibili preoccupazioni dei clienti che necessitano di manutenzione o riparazioni ma non possono muoversi per effetto delle misure di contenimento del contagio. Hyundai Italia aderisce al programma e, attraverso lo Hyundai Customer Care Center, contatterà individualmente tutti i clienti coinvolti per fornire maggiori dettagli sull'iniziativa. ''Il benessere dei clienti e dei lavoratori è un valore fondamentale per Hyundai - ha detto Wonhong Cho executive vice president e capo della customer experience division di Hyundai Motor Company - e stiamo monitorando attentamente l'evoluzione della pandemia e osservando le limitazioni imposte dai Governi per fermarne la diffusione. Sappiamo che molti nostri clienti non hanno accesso ai servizi della nostra rete di officine in questo periodo. Con Hyundai CARE desideriamo rassicurarli in merito alla possibilità di effettuare interventi in garanzia nei prossimi mesi. Non teniamo solo alla salute e alla sicurezza dei nostri clienti, ma anche alla salute e alla sicurezza dei loro veicoli''.

Sul suo fronte Kia Motors Corporation ha aperto lo speciale ombrello protettivo sui suoi clienti con il programma Kia Promise che viene applicato alle automobili la cui garanzia di 7 anni o 150 mila chilometri scadeva o scadrà nel periodo 1 febbraio - 30 aprile 2020. Per i clienti Kia il termine verrà della copertura prorogato al 30 giugno 2020. L'estensione Kia Promise interesserà nel mondo più di 500 mila proprietari di automobili del gran sudcoreano, che verranno contattati direttamente, ad ulteriore conferma della massima attenzione che viene loro riservata. Kia Motors contatterà tutti i clienti interessati individualmente tramite e-mail, telefonata o lettera nei prossimi giorni, per fornire maggiori dettagli sul programma Kia Promise. Nel dare la massima priorità alla sicurezza, alla salute e al benessere dei propri clienti, dei partner commerciali e dei propri dipendenti, Kia Motors continua a monitorare attentamente gli sviluppi dell'emergenza sanitaria in atto. Kia Motors si impegna costantemente ad impedire la diffusione del virus presso le sue strutture e lavora con le autorità, statali e locali, rispettando tutti gli standard e le normative stabiliti da tali entità. Il programma Kia Promise interessa i proprietari di automobili Kia in ben 142 Paesi in tutto il mondo.

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Audi A3 Sportback 1.5 TFSI, al debutto Mild Hybrid a 48 Volt

Versione MHEV con bassi consumi e vantaggi omologazione ibrido

Motori Prove e Novità
Chiudi Audi A3 Sportback 1.5 TFSI, al debutto Mild Hybrid a 48 Volt (ANSA) Audi A3 Sportback 1.5 TFSI, al debutto Mild Hybrid a 48 Volt

Con l'inizio delle vendite della versione 1.5 TFSI S Tronic 150 Cv MHEV si amplia la gamma di nuova Audi A3 Sportback. Per la prima volta nella storia della Casa dei Quattro Anelli, la tecnologia mild-hybrid a 48 Volt viene utilizzata per una berlina con un motore a 4 cilindri. L'alternatore-starter fornisce un apporto alla trazione endotermica quantificabile in 50 Nm di coppia supplementare e 12 Cv di potenza in più. Il sistema frenante elettroidraulico e la frenata rigenerativa s'ispirano a quelli sviluppati per e-Tron, il primo modello elettrico di Audi, e alla gamma ibrida plug-in dei Quattro Anelli.

Con oltre 26mila configurazioni online in meno di una settimana dalla presentazione e un afflusso di utenti su Audi Car Configurator superiore di cinque volte al modello precedente, la quarta generazione di Audi A3 Sportback promette di replicare e anzi superare il successo della precedente serie della compatta di Ingolstadt. Una vettura tradizionalmente di ampio gradimento, tanto da essersi confermata nel 2019, in Italia, la regina del mercato flotte Audi. Ora la best seller dei Quattro Anelli - regina del mercato in Italia nel mercato flotte Audi - amplia la propria attrattività grazie all'ingresso ne listino della motorizzazione 1.5 TFSI S Tronic 150 Cv che propone oltre alla tecnologia cylinder on demand anche quella mild-hybrid a 48 Volt, il tutto con prezzi partono da da 32.300 euro. Anche questa variante della gamma A3 Sportback porta sul mercato tutte le novità - comprese quelle stilistiche - introdotte con il debutto della quarta generazione. E'il caso del look più sportivo, delle fiancate svasate con andamento concavo, ma anche la nuova firma luminosa che prevede (negli allestimenti top di gamma) le luci diurne dei proiettori a Led Audi Matrix. Il motore turbo 1.5 TFSI è completato, in questa variante, MHEV la rete di bordo a 48 Volt - spina dorsale del sistema mild-hybrid - comporta la presenza di un alternatore-starter azionato a cinghia (RSG) integrato in un unico modulo. Questo dispositivo garantisce un boost elettrico nelle fasi di partenza e ripresa dai regimi più bassi, ma nella frenata rigenerativa recupera sino a 12 kW di potenza. Questa energia viene immagazzinata in una specifica batteria agli ioni di litio, che viene appunto utilizzata per supportare il funzionamento dell'auto in varie situazioni. Ad esempio, se il conducente rilascia il pedale dell'acceleratore a velocità comprese tra 40 e 160 km/h, la A3 Sportback 1.5 TFSI MHEV è in grado di avanzare per inerzia in folle o di veleggiare a motore spento. Non appena il conducente preme nuovamente l'acceleratore, l'RSG riavvia il motore in modo più rapido e progressivo rispetto a un motorino di avviamento tradizionale. La modalità start/stop è attiva già a partire da 22 km/h. Nell'uso quotidiano reale, la tecnologia mild-hybrid a 48 Volt consente di ridurre i consumi sino a 0,4 litri ogni 100 chilometri. Nel ciclo combinato WLTP per 100 km servono 5,6 - 6,2 litri di carburante e le emissioni di CO2 si attestano a 128 - 142 g/km.

Caratteristiche che si accompagnano ai vantaggi in termini di mobilità e fiscalità garantiti dall'omologazione ibrida. Audi A3 Sportback 1.5 TFSI S Tronic 150 Cv MHEV 48V scatta da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi e raggiunge - in assenza di limiti - una velocità massima di 224 km/h.

Dotazioni e allestimenti sono condivisi con le altre versioni in gamma, a partire dalladigitalizzazione dell'abitacolo. Vi spiccano i comandi touch, il look Black Panel e il display da 10,1 polllci, di serie sin dalla variante d'ingresso, ma anche la piattaforma d'infotainment MIB 3, caratterizzata da una potenza di calcolo dieci volte superiore rispetto alla precedente, e il comando vocale intelligente. Optando per il pacchetto denominato Audi Connect Navigation & Infotainment Plus, questo comando risponde infatti alle domande non solo sulla base delle informazioni presenti a bordo, ma anche sfruttando le conoscenze presenti nel cloud.

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L'arte rubata, da Van Gogh a Picasso

Ecco 10 tele famose trafugate dai musei

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AMSTERDAM - E' Vincent Van Gogh il pittore preferito dai ladri di opere d'arte: nel corso degli anni sono stati tantissimi, molti dei quali rocamboleschi, i furti nei musei che esponevano le opere del prolifico pittore olandese; tele generalmente di dimensioni ridotte, quindi facili da nascondere come "I girasoli", "Mangiatori di patate" o "Fiori di papavero". L'ultimo furto è recentissimo: risale allo scorso 30 marzo, giorno del 167/o compleanno del pittore, quando il quadro "Giardino della canonica a Nuenen in primavera", il primo olio su tela dipinto nel 1884, è stato rubato dal museo olandese Singer Laren. Chiuso per la pandemia Covid-19, i ladri hanno sfondato la porta a vetri del museo e hanno sottratto il dipinto, che era momentaneamente in prestito dal museo Groninger, sempre in Olanda.
    Secondo i dati dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, comando istituito nel 1969, ogni anno i furti d'arte producono un giro d'affari superiore ai 6 miliardi e mezzo di euro: la storia del collezionismo è segnata da ruberie che colpiscono non solo il singolo museo o galleria, ma anche l'intera collettività che viene privata di un patrimonio culturale unico e irripetibile. Dal 1980 inoltre è stata creata una banca dati utile nell'individuare e recuperare le opere rubate. E' spesso facile ritrovarle perché il loro valore è legato all'autenticità; dunque senza documenti che ne attestino la provenienza legale, sono nella maggior parte dei casi impossibili da vendere.
    Nella storia dei furti di opere d'arte il caso più eclatante e avvolto ancora nel mistero è quello della "Gioconda", il capolavoro di Leonardo da Vinci, rubato dal Louvre nell'agosto del 1911 e ritrovato due anni dopo nella casa fiorentina di Vincenzo Peruggia, ex impiegato del museo parigino. Il ladro, che si chiuse in uno sgabuzzino e ne uscì con la tela nascosta nel cappotto, si giustificò dicendo che era stato un furto patriottico per riportare in Italia la Monna Lisa, poi restituita alla Francia.
    Il 18 marzo del 1990 due ladri camuffati da poliziotti entrarono nell'Isabella Stewart-Gardener Museum di Boston e rubarono 13 quadri nella più grande rapina di opere d'arte della storia. Tra le tele vennero trafugate "La tempesta del mare di Galilea", l'unico paesaggio marittimo dipinto da Rembrandt nel1663, che ritrae Gesù mentre calma la tempesta durante la traversata del mare di Galilea con i suoi discepoli, e il prezioso olio su tela "Concerto a tre", realizzato nel 1667 da Johannes Vermeer. Fu un furto su commissione che riscosse grande risonanza e per il cui ritrovamento venne offerta per la prima volta una ricompensa, mai riscossa, di 5 milioni di dollari. Nessuna delle 13 opere d'arte è stata mai più ritrovata e il museo mostra ancora oggi le cornici vuote dei dipinti rubati.
    A febbraio del 1994 due uomini mascherati entrarono nella galleria nazionale di Oslo e rubarono l'opera più rappresentativa del pittore Edvard Munch: "L'Urlo", dipinto nel 1893. Al posto della tela, appesa alla parete senza nessun allarme o vetro di protezione, lasciarono un biglietto che diceva «grazie per la scarsa sicurezza». L'opera venne ritrovata 3 mesi dopo in un albergo della capitale e riportata al museo, dove però ad agosto del 2004 venne rubato nuovamente da rapinatori armati fino ai denti. Il celebre quadro venne recuperato due anni dopo dalla polizia norvegese.
    Il 22 febbraio 1997, poco prima dell'inaugurazione di una mostra, venne trafugato dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza il dipinto "Ritratto di signora", realizzato da Gustav Klimt tra il 1916 e il 1917; misteriosamente il quadro venne restituito alla galleria 23 anni dopo, a dicembre del 2019, lasciato all'interno di una borsa ritrovata da alcuni giardinieri.
    Nel 1998 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma tre banditi incappucciati e a piedi scalzi sequestrarono le guardiane del museo e rubarono due quadri di Van Gogh e uno di Paul Cezanne, l'inestimabile "Cabanon de Jourdan", dipinto dal pittore francese nel 1906. La tela venne ritrovata qualche settimana dopo e riportata alla Galleria della Capitale.
    E' sempre a danno di Van Gogh un altro clamoroso furto messo in atto a dicembre del 2002 nel museo Van Gogh di Amsterdam: poco prima dell'apertura al pubblico i ladri utilizzarono una scala per arrampicarsi fino al tetto e da lì si calarono nella sala del museo, evitando i sistemi di sicurezza. Tra le tele rubate c'era "Vista della spiaggia di Scheveningen", dipinta nel 1882, che appartiene al primo periodo olandese del pittore e ha un valore incalcolabile. Solo nel 2016 l'opera venne ritrovata dalla Guardia di finanza italiana a Castellammare di Stabia, nell'abitazione del boss della camorra Raffaele Imperiale e riconsegnata al museo.
    Nel giugno del 2007 dall'Art Gallery of New South Wales di Sydney, in Australia, fu sottratta un'opera dell'olandese Frans van Mieris, "A Cavalier", un autoritratto a olio su pannello di legno dipinto nel 1635. Il quadro di piccole dimensioni venne rubato durante l'orario di visita e mai più ritrovato.
    Risale al 2010 il furto di 5 opere d'arte al Musèe d'Art Moderne de la Ville de Paris: tra queste c'è l'opera cubista "Le Pigeon aux Petits Pois" dipinto nel 1911 da Pablo Picasso. L'anno seguente venne arrestato un uomo che, interrogato, affermò di aver gettato la tela nella spazzatura; ma gli inquirenti la stanno ancora cercando.
    Il 16 ottobre 2012 nel Kunsthal Museum di Rotterdam ci fu un clamoroso furto di opere d'arte: vennero trafugati capolavori di Gauguin, Picasso, Freud, De Haan e la tela "Ragazza che legge in bianco e giallo", dipinta nel 1919 da Henri Matisse. I ladri si introdussero nel museo attraverso un'uscita di sicurezza e portarono via le tele in pochi minuti. Le opere non vennero mai più ritrovate, anche se uno dei presunti ladri disse di averle distrutte bruciandole. 

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Come viaggeremo dopo la quarantena

Mete italiane, voucher e turismo 4.0

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ROMA - Pasqua, Pasquetta e molto probabilmente anche il primo maggio li trascorreremo a casa, sicuri nelle nostre abitazioni. E la prossima estate? Se non ci sono improvvisi capovolgimenti di situazione, passeremo le tradizionali vacanze estive divisi tra il lavoro e brevi spostamenti fuori casa. Dove? Gli esperti del settore non hanno dubbi: viaggeremo in Italia e ci muoveremo preferibilmente in auto o in bicicletta per brevi periodi. D'altronde la situazione mondiale ha ridisegnato le rotte e le abitudini: con le frontiere ancora chiuse la tendenza è quella di scegliere luoghi vicini, sicuri e poco affollati. In definitiva seguendo lo stile di vita che stiamo tenendo in queste settimane.
    Per Ivana Jelinic, presidente di Fiavet, la Federazione italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo, "già dal mese di giugno si potranno vedere i primi segnali di ripartenza con i connazionali che cominceranno a muoversi all'interno del Belpaese". Il ritardo dell'esplosione del Covid all'estero influirà invece sulla ripresa del turismo degli stranieri: "ci aspettiamo che possano ritornare per l'estate inoltrata, se non addirittura in autunno".
    Un sondaggio di Confturismo-Confcommercio, realizzato tra il 18 e il 23 marzo, rileva che appena l'emergenza sanitaria finirà e l'allarme sarà cessato ci sarà un 83% di persone che sceglierà l'Italia per le sue vacanze, anche se il 16 percento teme di non avere una disponibilità economica sufficiente. "Sostenere il turismo adesso", spiega il presidente Luca Patané, "significa investire in un settore che mette in moto a sua volta altri consumi portando ossigeno all'economia dell'intero Paese".
    L'emergenza coronavirus ha di fatto messo ko il settore del turismo che fino al 2018 incideva per il 13,2% sul Pil nazionale e che oggi, di fronte all'emergenza, ha chiesto aiuti economici e fiscali al governo, tra cui maggiori protezioni per i lavoratori, l'accesso rapido ai prestiti e la possibilità per i tour operator e le agenzie di rilasciare voucher di viaggio che sostituiscano le tantissime prenotazioni cancellate. L'uso dei voucher o dei buoni da spendere nel futuro è per molti operatori l'unica alternativa: chi decide di rinunciare al viaggio ha a disposizione la possibilità di scegliere una meta alternativa di pari valore o un voucher di viaggio da usare entro un anno per una futura vacanza. "L'emergenza ha messo in ginocchio tutto il comparto del turismo" ha commentato Nardo Filippetti, presidente di Astoi Confindustria Viaggi, l'associazione che rappresenta i tour operator italiani. "Necessitiamo di misure urgenti ed efficaci e ci auguriamo che il Governo non si sottragga al dovere di supportare le nostre aziende e di proteggere i lavoratori del nostro comparto". L'associazione, inoltre, prevede una ripresa parziale delle attività tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno e un ritorno progressivo alla normalità solo nel 2021, con una perdita di fatturato che va dal 35 al 70 percento circa.
    Tutto il settore turistico sta cercando soluzioni alternative organizzando eventi di formazione, progetti di nuove comunicazioni, dialoghi e approfondimenti sul web per farsi trovare pronto al momento della ripresa. Già durante il Bto di Firenze, che si è svolto prima dell'esplosione del Covid-19, era emersa una nuova figura di viaggiatore - il turista 4.0 - che prevede l'elaborazione digitale di una grande quantità di dati raccolti dai turisti per creare viaggi sempre più unici e personalizzati. Oggi, dunque, c'è un cambio di prospettiva dove la destinazione viene scelta in base al "perché" e non più al "cosa" vedere. In questo particolare momento vince chi si apre al digitale investendo su tecnologia e professionalità, partendo da un'efficiente piattaforma di vendita online. L'ha capito subito Francesco Fabiani che in questi giorni ha creato con un team di esperti informatici Bookingforitaly.it, la prima startup italiana di prenotazioni online che vuole far ripartire il turismo e che intende destinare parte dei ricavi a sanità, turismo e comuni, tutte realtà gravemente danneggiate dall'attuale emergenza. Lo strumento è utile per incentivare il turismo in Italia: "Il principio" spiega Fabiani "è molto semplice: più iscritti, più prenotazioni, più donazioni. E tutto senza spendere un centesimo". L'iscrizione alla piattaforma è facile e gratuita e permette di generare una donazione automatica ogni volta che si usufruisce del servizio prenotato, senza nessun costo aggiuntivo. "Per i prossimi mesi, quando sarà possibile, scegliamo il nostro Paese", conclude Fabiani.
    E non è l'unico a incentivare l'Italia come destinazione per i prossimi viaggi: con l'entrata in vigore del decreto legge "cura Italia" Bernabò Bocca, presidente dell'associazione Federalberghi, chiede al governo un incentivo per gli italiani che effettueranno le vacanze nel proprio Paese con l'istituzione di un fondo e la realizzazione di una campagna di promozione dell'Italia.
    Si associa alla promozione del territorio italiano anche Franco Iseppi, presidente del Touring Club, che ha creato la "mappa della bellezza" contrapposta alla "mappa del contagio", una guida - per ora interattiva - alla scoperta di luoghi, paesaggi e itinerari, dalle città d'arte alle coste, dalla montagna ai borghi e ai cammini. (ANSA).
   

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Coronavirus, prestiti Intergea tasso 0 per propri dipendenti

Per collaboratori delle concessionarie a disposizione 2 milioni

Motori Attualità
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Intergea, il maxigruppo di rivendita automobili che conta tra i suoi concessionari Autoingros, Logica, Theorema, Forza e Tecnogest, si schiera a fianco dei propri collaboratori per far fronte all'impatto economico dell'emergenza Covid-19. I 300 dipendenti del Gruppo, uno dei più importanti in Italia, potranno contare su un monte prestiti fino a 2 milioni di euro, che verranno erogati ad interessi zero per un massimo di 5 o 10mila euro - a seconda che si tratti di dipendenti diretti o collaboratori - e che potranno essere restituiti in 10 anni a partire dal 2021.

''Le famiglie hanno bisogno di liquidità e ne hanno bisogno adesso per fronteggiare le spese correnti, mutui, affitti, bollette - ha spiegato Alberto Di Tanno, presidente del Gruppo Intergea e della Nobis Filo Diretto Assicurazioni - Le misure restrittive che stiamo vivendo, per quanto necessarie al fine di contenere il virus, stanno mettendo a dura prova le imprese, piccole e grandi, e tutti i lavoratori. Come azienda che opera nel mercato libero dell'automotive, abbiamo adottato questa forma di aiuto per i nostri dipendenti. È un impegno concreto e solidaristico che arriva là dove il sistema creditizio è ancora imbrigliato in rigidi parametri burocratici.

Le persone - ha concluso Di Tanno - rappresentano il vero valore di un'impresa e l'impresa cerca di fare la sua parte senza tentennamenti, attraverso il supporto e lo sviluppo di soluzioni per i singoli''.

Quella appena annunciata è una misura che si somma a quelle che il Gruppo ha già messo in campo per fronteggiare l'attuale crisi legata al Coronavirus. Tra le prime approvate, c'è stato l'anticipo delle provvigioni di marzo e aprile per gli agenti della compagnia assicurativa Nobis Filo Diretto e una polizza assicurativa per tutti i 600 lavoratori del Gruppo auto e di quello assicurativo, che prevede indennità e diarie da ricovero in caso di degenza ospedaliera o isolamento domiciliare. Una copertura estesa gratuitamente anche a tutti gli assicurati della compagnia.

Tutte le concessionarie del Gruppo Intergea hanno attivato le necessarie misure di prevenzione, previste dai decreti emanati dal Governo per il contenimento e la gestione dell'emergenza Covid-19. ''Gli autosaloni si stanno attrezzando e sono pronti a riaprire anche intensificando le protezioni di sicurezza, non appena sarà superato il blocco - ha precisato Di Tanno - sottolineando come le concessionarie si siano già munite di paratie di separazione con il pubblico, mascherine e prodotti igienizzanti; anche gli spazi sono stati modulati e ripensati per mantenere le adeguate distante precauzionali, in vista della cosiddetta fase 2''.

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Al via export di riso e carne bovina italiani in Cina, firmati due protocolli a Pechino

Farnesina, un'intesa che aiuterà le esportazioni in un momento difficile

Terra & Gusto Istituzioni
Chiudi Al via export di riso e carne bovina italiani in Cina, firmati protocolli (ANSA) Al via export di riso e carne bovina italiani in Cina, firmati protocolli

ROMA - Sono stati firmati oggi a Pechino due protocolli d'intesa che aprono il mercato cinese all'esportazione di carne bovina e riso italiani, costituendo un passo importante verso il superamento delle barriere alle esportazioni di prodotti agro-alimentari italiani in Cina. Lo rende noto la Farnesina in un comunicato.

Il ministero degli Esteri, in stretto raccordo con i Ministeri delle Politiche Agricole e della Salute, nonché con le competenti Autorità cinesi, "ha impresso la massima accelerazione per giungere in tempi rapidi alla firma di questi protocolli, che aiuteranno concretamente l'export italiano in questo momento di particolare difficoltà", aggiunge la nota. Il ministero degli Esteri, anche attraverso la rete diplomatico-consolare, è impegnato al massimo - conclude il comunicato - nel fronteggiare la pandemia da Covid-19 non solo sul fronte dell'approvvigionamento di materiale sanitario e nell'azione di rimpatrio dei connazionali, ma anche nel sostegno al mondo produttivo e imprenditoriale.

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Coronavirus: Ferrari, app tracciamento per dipendenti

Avvia piano per 'fase 2', screening dei collaboratori

Motori Attualità
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Ferrari presenta il suo piano di 'fase 2', per la ripartenza post emergenza sanitaria: il progetto 'Back on Track', 'Torna in pista', prevede tre fasi.

La prima: la riapertura delle sedi di Maranello e Modena secondo tempistiche definite dalle autorità nazionali. La seconda: uno screening dei collaboratori Ferrari, su base volontaria, con esami del sangue. Infine l'opportunità per ciascun collaboratore di servirsi di una app, con tracciamento dei contatti, per un supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del virus.

Il piano è nato dalla collaborazione con un pool di virologi - tra cui il professor Roberto Burioni - ed esperti ed è stato patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna.

Il progetto 'Torna in pista', spiega Ferrari in una nota, nasce dalla collaborazione con un pool di virologi ed esperti - tra cui Roberto Burioni - ed è patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna. L'obiettivo, spiega il gruppo, ha come obiettivo la sicurezza dell'ambiente di lavoro al riavvio della attività produttiva. La prima fase è quella della riapertura delle sedi, subordinata a tempi e modalità che saranno definite dall'autorità nazionale, che comunque prevede la piena attuazione del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione di Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020, ulteriormente "personalizzato" sugli ambienti di lavoro Ferrari. La seconda fase è quella dello screening sanitario dei collaboratori Ferrari: su base volontaria saranno sottoposti a esami del sangue mirati a verificare eventuale contagio del coronavirus. In un momento successivo questo servizio sarà allargato anche a familiari conviventi dei collaboratori, se interessati, e ai fornitori. Nella terza fase Ferrari "offre l'opportunità" ai suoi collaboratori di servirsi di una app con cui ricevere supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del coronavirus. Previsto il tracciamento dei contatti delle singole utenze, nel rispetto della privacy individuale, grazie a una gestione della piattaforma esterna ed estranea a Ferrari. Con questo sistema in caso di positività al Covid-19 di un utente, i suoi contatti potranno essere ricostruiti dall'applicazione. Il progetto, specifica Ferrari, "potrà essere uniformato secondo gli eventuali standard che saranno definiti dalle autorità competenti". Ferrari fornirà inoltre un servizio di assistenza sanitaria e psicologica, telefonica e domiciliare, alle proprie persone. In caso di positività al Covid-19, verrà loro messa a disposizione una copertura assicurativa specifica oltre a un alloggio adatto all'autoisolamento, con assistenza medica e infermieristica a domicilio e supporto di materiale sanitario.

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Covid:mascherine online,clienti truffati

Gdf sequestra somme versate da clienti da tutta Italia

Legalità & Scuola Altre News
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(ANSA) - FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI), 08 APR - Vendevano online, chiedendo il pagamento anticipato, mascherine Ffp3, tra le più richieste per l'emergenza Coronavirus, ma non hanno mai consegnato i prodotti per cui avevano raccolto ordini per 700mila euro anche da clienti nelle zone più colpite dalla pandemia, tra cui Brescia. La presunta truffa è stata scoperta a Francavilla Fontana (Brindisi) dove i militari della guardia di finanza hanno sequestrato oltre 700.000 euro che sarebbero stati versati dagli acquirenti a un'azienda i cui titolari, padre e figlio, sono stati denunciati. L'azienda, a quanto si apprende, agiva da intermediario tra chi avrebbe prodotto le mascherine e i clienti. Vittime del presunto raggiro sarebbero più di 100 clienti, tra farmacie, parafarmacie, associazioni di volontariato operanti sull'intero territorio nazionale.
   

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Con Dad più lavoro per 87,3% prof

Oltre 25 ore settimanali in più. Gissi, dedizione mondo scuola

Legalità & Scuola Dalle scuole
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(ANSA) ROMA, 8 APR - L'impegno richiesto per la gestione delle attività a distanza è notevole, specialmente per quanto riguarda la loro preparazione, tanto da risultare superiore a quello richiesto per l'attività ordinaria per l'87,3% dei docenti. E' quanto emerge da un sondaggio svolgo dalla Cisl scuola. La stessa percentuale ritiene aumentato il carico di lavoro dei docenti complessivamente inteso, che solo il 10,8% considera invariato, a fronte di un 2,1% che lo considera diminuito.
    Alla richiesta di quantificare il carico orario settimanale, è del 64% circa la percentuale di chi stima un impegno superiore alle 25 ore settimanali, ma per un 15% il tempo di lavoro arriva fino a 36 ore la settimana, mentre il 21,1% ritiene che il carico settimanale superi le 36 ore. Tutto ciò, nonostante la somministrazione delle attività agli alunni avvenga nella maggior parte dei casi (76%) per una quantità di ore ridotta rispetto a quelle previste ordinariamente in presenza. Nel 24% dei casi viene rilevato un orario delle lezioni corrispondente a quello ordinario. Nella maggioranza dei casi (69%) si procede ad una valutazione degli alunni.
    Il carico di impegno richiesto dalla didattica a distanza risulta equivalente secondo la gran parte degli intervistati a quello delle ordinarie attività scolastiche; il 30,6% ritiene che l'impegno richiesto sia maggiore, mentre solo un 3,1% giunge a considerarlo eccessivo.
    Elevatissimo, stando alle risposte raccolte, il livello di coinvolgimento e partecipazione delle famiglie, positivo nel 90% dei casi (solo il 7,5% registra il coinvolgimento di una minoranza delle famiglie e poco più del 3% segnala un totale disinteresse), cui corrisponde anche un elevato indice di gradimento che le stesse sembrerebbero esprimere.
    "I dati dell'indagine - commenta la segretaria generale della Cisl Maddalena Gissi - nel dare conto di un impegno davvero corale di tutta la comunità scolastica, fanno giustizia di qualche commento superficiale e ci dicono con quanta generosità e quanta dedizione il mondo della scuola stia facendo oggi la sua parte".
    L'indagine è rappresentativa di 2600 istituti di ogni ordine e grado attraverso un questionario al quale sono stati chiamati a rispondere i componenti CISL delle RSU e i delegati di istituto. (ANSA).
   

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Pasqua: vacanze più corte per studenti

Per molti in arrivo valanga compiti per recupero lacune

Legalità & Scuola Dalle scuole
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(ANSA) ROMA,8 APR - Recuperare il tempo perduto. È la missione che molti dirigenti scolastici, insieme ai loro insegnanti, stanno pianificando per le prossime settimane, per tentare di portare a termine i programmi e colmare le lacune.
    Per farlo, cercheranno di sfruttare ogni occasione utile. Come le vacanze di Pasqua. È vero, infatti, che il ministero dell'Istruzione ha confermato il calendario ufficiale - che prevede la sospensione delle lezioni dal 9 al 14 aprile - ma è anche vero che gli istituti, grazie all'autonomia scolastica, possono decidere di accorciare la sosta. Proprio quello che sembra voler fare circa 1 scuola su 3. Una proporzione che aumenta ulteriormente se la didattica a distanza è partita in ritardo rispetto all'inizio della chiusura. A confermarlo sono i 20mila studenti di medie e superiori raggiunti da un sondaggio di Skuola.net, effettuato all'inizio di questa settimana.
    Ora che si è capito che non è escluso che le lezioni possano terminare da casa, i professori devono aver rotto gli indugi, chiedendo alle loro classi uno sforzo supplementare per il rush finale. Così, stando a quanto dicono i ragazzi, nel 36% dei casi dovranno rinunciare al tradizionale riposo, seppur in quarantena forzata. Una quota che, alle scuole medie, schizza al 43%. Forse perché, qui, l'attivazione dello smart learning - quando c'è stata - ha avuto una gestazione più lunga.
    In condizioni normali ci sarebbero state proteste ma non in questo caso. Laddove le vacanze saranno più brevi, meno di 1 su 2 ritiene ingiusta la decisione. Il 35%, al contrario, la considera più che opportuna, potendo servire a non perdere altro tempo. Mentre il 20%, pur non facendo i salti di gioia, si adegua. Uno spirito di gruppo che, a riprova di quanto detto, si registra in misura maggiore tra i ragazzi più colpiti dai provvedimenti: alle scuole medie, l'apprezzamento copre quasi la metà del campione (44%). Persino tra chi potrà godersi appieno la sosta c'è qualcuno - circa 1 su 6 - che avrebbe preferito accorciare i giorni di riposo.
    Anche quelli che si sono salvati dal taglio delle vacanze, però, in questo momento non stanno esultando. Per loro, la Pasqua sarà più del solito sinonimo di ripasso ed esercizi. Ben 2 studenti 3 (che corrispondono a quanti sostengono che la propria scuola non ha rimesso mano al calendario) stanno infatti ricevendo una cospicua mole di compiti. Un carico di lavoro che il 45% di loro considera 'esagerato', sicuramente maggiore rispetto a quello che i propri prof sono soliti assegnare per le soste dalla didattica. Nonostante ciò, il senso di responsabilità prevale pure qui: l'80% li farà, con impegno e rispettando la data di consegna fissata dai docenti. (ANSA).
   

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Fca: Elkann, con Psa 3,7mld sinergie senza chiusura siti

Grazie a nuova società guidata da Tavares

Motori Industria
Chiudi Elkann (ANSA) Elkann

"Siamo molto fiduciosi di riuscire a raggiungere le sinergie dichiarate pari a circa 3,7 miliardi di euro all'anno stante la situazione attuale (cioè senza chiusura di stabilimenti), grazie alla creazione di una nuova società, soprattutto considerando che sarà guidata da Carlos Tavares, che ha raggiunto solidi risultati come ceo di Psa e capisce l'importanza della cultura aziendale". Lo afferma John Elkann a proposito della fusione tra Fca e Psa nella lettera agli azionisti di Exor.
"Mentre vi scrivo quest'anno una 'lettera dal lockdown' stiamo attraversando settimane estremamente difficili, che si stanno trasformando rapidamente in mesi inimmaginabili. Si tratta di eventi - prosegue Elkann - che nessuno di noi sarebbe stato in grado di prevedere anche solo poco tempo fa quando si è tenuto il nostro Investor Day a Torino, che ha segnato anche il decimo anniversario di Exor. Per loro natura, le grandi emergenze ci portano a concentrarci sul presente mentre cerchiamo di fare tutto il possibile per proteggere e rispondere, ora dopo ora e giorno dopo giorno, alle esigenze delle nostre famiglie, amici, colleghi e comunità". "La nostra famiglia è in affari da molto tempo e ha superato guerre, rivoluzioni, crisi, pandemie e sappiamo che la nostra risposta a questa crisi richiederà, come affermato da Leonardo da Vinci cinque secoli fa, 'L'urgenza del fare. Sapere non è abbastanza, dobbiamo agire. Avere ottime intenzioni non basta, dobbiamo fare'."

Elkann, saremo in prima linea per ripresa
"Durante questa crisi abbiamo fatto tutto il possibile per proteggere le nostre società, consapevoli che quando le nostre economie ripartiranno, saranno in prima linea, per fare in modo che tutte le nostre comunità e i Paesi in cui operiamo possano iniziare la ripresa". Lo afferma John Elkann, presidente di Exor, nella lettera agli azionisti, a proposito delle controllate Fca, Ferrari e Cnh Industrial. "Sono stati giorni e settimane difficili per tutti noi - spiega Elkann - e sappiamo che probabilmente le ripercussioni di questa crisi rimarranno ancora per qualche tempo. Ma siamo rimasti colpiti dallo spirito e dalla determinazione delle nostre persone, per garantire che le nostre società emergano più forti quando tutto questo finirà". Le misure introdotte durante l'emergenza "stanno iniziando a mostrare alcuni risultati e l'Italia inizia a vedere alcuni segnali nella riduzione del livello di contagio. Sono spiragli di speranza che ci dicono che potremo finalmente iniziare a tornare a un qualche tipo di normalità", osserva Elkann che ricorda le numerose iniziative realizzate dalle società del gruppo per la comunità. "Non è possibile scegliere tra la salute delle persone e quella dell'economia: senza la prima non può esistere la seconda, mai". Elkann conclude con una promessa: "continueremo a fare tutto ciò che possiamo, sia nelle nostre società sia nelle comunità in cui viviamo, al contempo avendo cura di pianificare i progetti futuri".


Elkann, pronti a lavorare con famiglia Peugeot
"Exor sarà il maggior azionista della NewCo, con circa il 14% del capitale, ed è pronta a lavorare insieme alla famiglia Peugeot che, attraverso le sue holding Epf e Ffp, sarà il secondo più grande azionista. Nel fare questo, potremo contare su quanto abbiamo imparato nella partnership di successo che abbiamo con la famiglia Ferrari, che ha fornito al management di Ferrari la governance stabile di cui ha bisogno per continuare a far crescere la loro grande società". Lo afferma John Elkann, presidente di Exor, nella lettera agli azionisti. "I prossimi venti anni dell'industria automobilistica hanno il potenziale per essere tanto entusiasmanti come i primi venti. Crediamo che la nuova società avrà le risorse e la dimensione per essere all'avanguardia di questa nuova era della mobilità sostenibile", afferma Elkann.

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Dieta con pochi carboidrati potrebbe aiutare contro l'asma

Questo regime alimentare ha avuto effetto nei topi

Salute & Benessere Medicina
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(ANSA) - ROMA, 8 APR - Una dieta chetogenica, a basso contenuto di carboidrati, potrebbe aiutare a lenire l'asma. A dirlo è uno studio dell'Università di Bonn che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Immunity. Secondo la ricerca, svolta sui topi, le cavie che sono passate a questo tipo di regime alimentare hanno avuto una infiammazione significativamente ridotta del tratto respiratorio. I pazienti asmatici, spiegano gli studiosi tedeschi, reagiscono con una grave infiammazione dei bronchi a basse concentrazioni di alcuni allergeni. Questo stato è anche accompagnato da una maggiore produzione di muco, che rende la respirazione ancora più difficile. Un ruolo centrale qui è svolto dalle cellule del sistema immunitario innato, che sono state scoperte solo pochi anni fa e che sono chiamate cellule linfoidi innate (Ilc): sono loro a svolgere un'importante funzione protettiva nei polmoni rigenerando le mucose danneggiate. Per questo producono messaggeri infiammatori dal gruppo di citochine, che stimolano la divisione cellulare della mucosa e che promuovono la produzione di muco. I ricercatori hanno sottoposto alcuni topi asmatici a una dieta che conteneva principalmente grassi e che aveva pochi carboidrati o proteine. Con questo regime alimentare è stato notato come il metabolismo cellulare cambia, causando una riduzione della divisione delle cellule linfoidi innate. Lo studio, secondo le intenzioni dei ricercatori, passerà ora agli uomini per capire se una dieta chetogenica possa prevenire attacchi di asma. Comunque, spiegano gli studiosi, si tratta di una pratica non completamente priva di rischi a lungo termine e che deve essere effettuata solo dopo aver sentito un medico.
    (ANSA).
   

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Akrapovič, uno scarico su misura per Honda Racing

Il kit è stato pensato appositamente per la CBR1000RR-R

Motori Due Ruote
Chiudi Akrapovi?, uno scarico su misura per Honda Racing (ANSA) Akrapovi?, uno scarico su misura per Honda Racing

Un kit pensato per le competizioni e firmato Akrapovič. Dopo aver completato lo sviluppo a gennaio, l'azienda ha lanciato il sistema di scarico Evolution Line Kit completamente orientato al settore racing e pensato per la Honda CBR1000RR-R Fireblade, equipaggiata con l'HRC Race Kit, che è stato sviluppato su raccomandazione del reparto di R&S di Honda Motor Corporation. L'Evolution Line Kit (Titanio) è rivolto direttamente ai team di gara e ai motociclisti che usano la CBR1000RR-R Fireblade con l'HRC Race Kit sui circuiti e secondo i regolamenti di gara, ed è stato sviluppato esclusivamente per l'uso con l'ultima moto Honda destinata ai tracciati. L'intero sistema, con un design ispirato alle gare e dotato di una marmitta impressa in rilievo, è adattato alle specifiche esigenze del settore racing, così che l'instradamento, i diametri, il posizionamento e tutte le specifiche di design calzino a pennello per la Honda CBR1000RR-R Fireblade, proprio grazie alle competenze offerte da Akrapovič nel corso dell'intero processo di produzione. Costruito interamente a base di leghe di titanio leggero, con pezzi complessi fusi nella fonderia interna di Akrapovič dedicata alla lavorazione del titanio (unica al mondo presso lo stabilimento di un produttore di sistemi di scarico), l'Evolution Line Kit è un sistema completamente su misura con attenzione ai dettagli. Ciascuna parte delle quattro testate che collegano il sistema alla testa motore e che sono pressofuse nella fonderia, è formata per ottenere una configurazione ottimale. Questa attenzione e l'uso di materiali leggeri all'avanguardia portano alla creazione di un sistema che pesa meno di 5 kg. Le prestazioni ottimali vengono assicurate dalla perfetta risposta all'acceleratore in tutta la gamma dei giri per il motore da 1000cc.

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Mascherine solidali da ragazzi Minorile

Dai giovani dell'istituto di Acireale un aiuto a indigenti

Legalità & Scuola Altre News
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(ANSA) - ROMA, 08 APR - Mascherine per chi non si può permettere di comprarle. Parte dal mondo del carcere la nuova iniziativa di solidarietà. E i protagonisti sono i ragazzi dell'istituto penale per minorenni di Acireale, che produrranno con le loro mani le mascherine da distribuire gratuitamente agli indigenti, a cominciare dagli utenti della mensa dei poveri "San Camillo".
    L'idea è venuta al cappellano don Francesco Mazzoli e ha entusiasmato subito tutti: i giovani, gli educatori e il direttore dell'istituto. A contribuire a renderla concreta sono stati alcuni soggetti privati che si sono impegnati a donare il materiale e a prestare le attrezzature. A realizzare le "mascherine solidali", che non costituiscono presidi sanitari, sarà all'inizio un gruppo di detenuti che possiede già le competenze per avviare la produzione. Poi si coinvolgeranno gli altri perché l'idea è di portare avanti l'iniziativa per tutta la durata dell'emergenza Coronavirus.(ANSA).
   

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Acura NSX Zanardi Edition, in vendita all'asta la numero 43

Auto anni Novanta era stata prodotta in appena 51 esemplari

Motori Sotto la Lente
Chiudi Acura NSX Zanardi Edition, in vendita all'asta la numero 43 (ANSA) Acura NSX Zanardi Edition, in vendita all'asta la numero 43

È una delle auto sportive più amate degli anni Novanta e ora è in vendita in una sua versione tutta speciale. Si tratta della Acura NSX nella versione speciale Zanardi Edition, serie realizzata in appena 51 esemplari per celebrare il campione di Formula Uno, Alex Zanardi.

La serie speciale dedicata al pilota italiano si distingue per una vernice rossa Formula Red ed interni Onyx, è dotata inoltre di uno spoiler posteriore. Sotto al cofano un V6 3.2 litri montato in posizione centrale e capace di sviluppare 290 cv, abbinato ad un cambio manuale a sei rapporti.

La versione in vendita è la numero 43 di 51 e mostra 57.500 miglia sul contachilometri. Nel 2019 è stata sostituita la cinghia di distribuzione, la pompa dell'acqua e la guarnizione del coperchio delle valvole. L'auto attualmente monta pneumatici Yokohama prodotti nel 1998. Questa vettura viene venduta per conto di un concessionario ad un prezzo d'asta di partenza di oltre 70mila dollari (79mila a tre giorni dal termine dell'asta su Bring a Trailer).

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Coronavirus, annullato MOARD previsto a maggio

Per salone di moto design sarebbe stata seconda edizione

Motori Due Ruote
Chiudi Coronavirus, annullato MOARD previsto a maggio (ANSA) Coronavirus, annullato MOARD previsto a maggio

Anche il MOARD si ferma per l'emergenza coronavirus. Gli organizzatori dell'esposizione dedicata al moto design, prevista durante il secondo fine settimana di maggio a Milano, hanno infatti annunciato che il salone non si terrà quest'anno, a causa del perdurare dell'emergenza Covid19. "L'organizzazione di MOARD - si legge in una nota - ha seguito l'evoluzione della crisi e ha cercato di mantenere le date del 9 e 10 maggio 2020, ma l'evoluzione dell'emergenza sanitaria e le condizioni in cui si trova a operare l'intero sistema industriale italiano, in particolar modo il settore delle due ruote, sono profondamente variate durante le scorse settimane". MOARD è l'esposizione che consente di conoscere, attraverso l'esperienza diretta dei protagonisti, il percorso creativo e progettuale che, partendo da un'idea e da un disegno, permette di creare le motociclette. "Proprio per l'innovativa formula della manifestazione - ha commentato Emanuela Von Dutch Conti, project manager che ha ideato MOARD - il cui fulcro è l'esperienza diretta e la partecipazione attiva, in conseguenza al persistere dell'emergenza sanitaria si è scelto di rimandare l'edizione di quest'anno, dopo il confronto con partner, aziende, università ed espositori. A causa delle incertezze che l'attuale crisi genera, non è prevedibile il concreto svolgimento del salone durante il mese di maggio a Milano". L'edizione 2020 del salone di moto design era in programma presso il Superstudiopiù di Milano, al centro del design district del capoluogo meneghino. Al momento non ci sono comunicazioni a proposito di un eventuale recupero del salone in un momento successivo.

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Polestar Precept, manifesto futuri modelli premium elettrici

Linee personali, cura del Cx e porte a libro per comodo accesso

Motori Prove e Novità
Chiudi Polestar Precept, manifesto futuri modelli premium elettrici (ANSA) Polestar Precept, manifesto futuri modelli premium elettrici

(ANSA) - ROMA, 8 APR - ''Precept mostra la direzione che prenderemo in termini di design, di ambizioni verso la sostenibilità e di straordinaria esperienza digitale''. Con questi chiari termini Thomas Ingenlath, CEO di Polestar, spiega la missione di Precept l'ultima proposta del brand del Gruppo Volvo dedicato alla mobilità elettrica. Lo stesso nome - Precept che significa precetto, in italiano - è stato scelto per enfatizzare il ruolo del modello di serie che deriverà da questa concept nel definire nella strategia dell'azienda che punta ad affermarsi quale marchio 'portabandiera' delle performance elettriche. Precept descrive un'inedita e unica filosofia del design - radicata nei suoi valori originali - ma ancor più decisamente mirata ad ottenere oltre che una forte immagine prestazionale anche la massima efficienza aerodinamica.

Ne sono un esempio il disegno del frontale, con una particolare sottile calandra, integrata al cofano, che migliora il flusso d'aria riducendo la turbolenza sul resto della carrozzeria, o - ancora - le aperture dietro le ruote anteriori che aspirano l'aria dai passaruota contribuendo a creare un flusso laminare lungo le fiancate. Le prese d'aria davanti e dietro le ruote posteriori contribuiscono invece al raffreddamento dei freni, oltre che alla depressurizzazione del passaruota. Massima attenzione al Cx anche per i cerchi da 22 pollici, caratterizzati da appositi inserti aerodinamici. Le maniglie a filo e la perfetta integrazione degli elementi in vetro nella carrozzeria eliminano le turbolenze al flusso d'aria.

La forte personalità di Precept è sottolineata anche dai gruppi ottici anteriori, la cui forma continua a richiamare il martello del dio Thor, ma presenza ora una separazione lungo il bordo orizzontale, in perfetto stile Polestar. La tradizionale mascherina è sostituita dalla SmartZone, un'area che ospita le unità per i sistemi di assistenza alla guida, tra cui radar a medio e lungo raggio, sensori a ultrasuoni e telecamera grandangolare ad alta definizione. Altre SmartZone lungo le fiancate ospitano specifici sensori, mentre il pod Lidar - in previsione della versione a guida autonoma avanzata - è montato sul tetto per offrire una funzionalità di livello superiore. Questo inedito modello della famiglia Polestar offre un'apprezzabile facilità di accesso grazie all'ampia apertura delle portiere, che si spalancano 'a libro' per effetto dalla posizione invertita delle cerniere al posteriore. Nonostante la bassa linea del tetto, l'interno offre una elevata spaziosità per effetto del generoso passo e alla nuova posizione del pacco batterie, sotto al pavimento e non in corrispondenza dei piedi posteriori, come nella Polestar 2. Le luci di coda a tutta ampiezza con lame verticali completano il design aerodinamico offrendo un flusso d'aria che mantiene più pulita la superficie posteriore del veicolo Gli interni sono realizzati con un'elevata percentuale di componenti riciclati, un fondamento 'vegano' ereditato da modelli precedenti. Polestar ha sviluppato una collaborazione con Bcomp, società che produce un composito naturale a base di lino che riduce il peso degli interni del 50% e il consumo di plastica dell'80%. I rivestimenti dei sedili sono tessuti in 3D, senza sprechi o cascami, con un filato completamente ricavato da bottiglie PET riciclate. Anche l'infotainment con tecnologia Android è una evoluzione di quello lanciato in anteprima su Polestar 2. Spiccano l'ampia interfaccia digitale da 15 pollici, l'assistente Google (che permette il dialogo in più lingue) e la disponibilità di servizi di streaming video quando l'auto è parcheggiata o in ricarica.

La strumentazione davanti al guidatore è racchiusa in un display orizzontale da 9' pollici che è collegato alla tecnologia Eye Tracking.

Monitorando la direzione dello sguardo del conducente, questo innovativo sistema regola il modo di presentazione delle informazioni: più piccole e dettagliate quando è diretto verso il display e più grandi, luminose ed essenziali quando il guidatore è concentrato sulla strada. (ANSA)

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Coronavirus, Fondation Psa supporta la Fondation de France

Aiuto per le strutture che ospitano malati e bisognosi

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La Fondation Psa fornisce un supporto all'alleanza 'All United Against Coronavirus' di Fondation de France, Ap-Hp e Institut Pasteur per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Questa donazione aiuterà la mobilità delle strutture a supporto delle persone malate e fragili.

''La crisi sanitaria che stiamo affrontando, ha messo in luce il ruolo cruciale della mobilità nel soddisfare i bisogni essenziali delle persone: accesso all'assistenza sanitaria, farmaci, prodotti per l'igiene e alimentari. Questa crisi - ha detto Karine Hillaireau, general delegate di Fondation Psa - ci colpisce tutti direttamente, e colpisce ancora di più le persone fragili e isolate. Messi di fronte alla portata delle esigenze di mobilità espresse da un grande numero di associazioni.

Fondation PSA ha deciso di contribuire a questo fondo nazionale dedicato. Il suo comitato di esperti garantisce, su base giornaliera, la più corretta ed efficiente distribuzione dei fondi tra le varie associazioni''. Il consiglio di amministrazione di Fondation Psa ha deciso infatti di reindirizzare tutti i fondi previsti per i suoi inviti a presentare le proposte per il 2020 a beneficio delle soluzioni di mobilità di emergenza solidale a favore della mobilità degli operatori sanitari e sociali verso i malati, incluso l'aiuto domiciliare ai più anziani e disabili; per la distribuzione di generi alimentari, prodotti per la salute e l'igiene per le persone in situazione precarie o isolate ed a sostegno della mobilità delle strutture di interesse generale che svolgono azioni in settori di attività essenziali per la vita della nazione, in questo periodo di crisi sanitaria, in particolare per mantenere la mobilità dei più fragili nelle aree rurali.

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Coronavirus: Ford sostiene la fondazione Mission Bambini

A Milano, Torino e Padova distribuzione di device e didattica

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Ford sostiene la Fondazione Mission Bambini onlus per affrontare l'emergenza della diffusione del coronavirus, offrendo ai bambini e alle famiglie il sostegno psicologico necessario e continuando a supportarne l'educazione, anche durante il periodo di quarantena, attraverso la distribuzione di strumenti informatici, come computer portatili, tablet e smartphone, per le famiglie con maggiori difficoltà.

Alla distribuzione di device specifici, Mission Bambini aggiunge un servizio di assistenza da remoto, da parte dei propri operatori, permettendo un accompagnamento didattico a distanza per gli alunni con carenze scolastiche. L'iniziativa coinvolge alcuni quartieri della periferia nord di Milano e altre città, come a esempio Padova e Torino.

Mission Bambini è stata scelta all'interno del programma Covid-19 Donation Match, gestito attraverso Global Giving, lanciato dal Ford Motor Company Fund con la diretta partecipazione di Bill Ford, executive chairman di Ford Motor Company, che prevede lo stanziamento di 500.000 dollari in donazioni alle organizzazioni no-profit identificate in più di 20 Paesi per affrontare l'emergenza del Covid-19, raccogliendo fino a un milione di dollari.

Il Ford Fund opera a livello globale attraverso investimenti strategici incentrati sulle comunità, contribuendo a migliorare la vita delle persone. E' il ramo filantropico di Ford Motor Company che dal 1949, in collaborazione con i Ford Partner e le organizzazioni no-profit di 63 paesi, ha investito oltre 2 miliardi di dollari in programmi a supporto dell'istruzione, promuovendo la guida responsabile e incoraggiando il volontariato dei dipendenti.

Mission Bambini, che ha già collaborato con Ford nel 2017 durante l'emergenza del terremoto nel Centro Italia, è una fondazione italiana, nata nel 2000, con lo scopo di aiutare e sostenere i bambini poveri, ammalati, senza istruzione o che hanno subìto violenze fisiche o morali, dando loro l'opportunità e la speranza di una vita migliore. I valori che guidano da sempre la Fondazione sono: libertà, giustizia, verità, rispetto degli altri, solidarietà. Dal 2000 ad oggi Mission Bambini ha sostenuto oltre 1.400.000 bambini attraverso più di 1.600 progetti di aiuto in 75 Paesi del mondo.

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Bellanova, subito disponibili anticipi Pac

Semplificazione di tutte le procedure

Terra & Gusto Istituzioni
Chiudi Teresa Bellanova (ANSA) Teresa Bellanova

ROMA - "Con l'emendamento approvato nella notte in Commissione bilancio del Senato su nostra proposta, diamo un aiuto concreto e immediato al settore agricolo concedendo liquidità alle imprese. Siamo fiduciosi che il Parlamento lo trasformi presto in legge". Così la Ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, esprime la sua soddisfazione per l'accoglimento di una disposizione molto attesa dal mondo agricolo. L'emendamento, spiega il ministero delle Politiche agricole in una nota, consente alle aziende agricole di ottenere in forma semplificata, già a partire dal mese prossimo, e quindi prima della presentazione delle domande uniche, una anticipazione degli aiuti diretti del primo pilastro della PAC, con fondi nazionali, in misura pari al 70 per cento del valore dei titoli in portafoglio, calcolata sulla base dei dati in possesso della pubblica amministrazione, presenti nel fascicolo aziendale delle aziende agricole.

Anche sugli aiuti nazionali l'emendamento consente di accelerare l'erogazione delle risorse attese dalle aziende agricole, concedendo la possibilità di pagare gli aiuti in due fasi, di acconto e di saldo, consentendo alle pubbliche amministrazioni che gestiscono gli aiuti di versare immediatamente gli acconti e di eseguire i controlli previsti al momento del pagamento dei saldi. "Ora lavoriamo con la Commissione Europea per agevolare i controlli e semplificare le varie procedure di erogazione degli aiuti Pac attraverso l'utilizzo delle più moderne tecnologie, potenziando i sistemi di controllo a distanza, anche grazie al supporto delle immagini satellitari ad alta risoluzione fornite dal programma europeo Copernicus e le foto Geo Tag fornite direttamente dagli agricoltori", ha concluso la Ministra Bellanova.

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