• Sciopero porto Genova: camalli con Autorità contro i terminalisti

Sciopero porto Genova: camalli con Autorità contro i terminalisti

Presidio sotto la sede di Confindustria Genova

Una giornata di sciopero per il porto di Genova che ha segnato la rottura della pace sociale sulle banchine. Nessun corteo, ma blocco di tutti i varchi di accesso, dal bacino di Sampierdarena fino a Genova Pra', tolto a fine mattinata, con alcuni brevi stop al traffico in lungomare Canepa e un presidio sotto la sede di Confindustria Genova, firmataria della lettera che ha provocato la dichiarazione di sciopero dei sindacati che la definiscono "Una coltellata alla schiena di tutti i lavoratori. Un attacco che non si registrava da trent'anni nel porto di Genova". Non sono bastati l'incontro dal prefetto e il confronto presso l'Autorità portuale a disinnescare lo sciopero e per ora non si vede una soluzione allo scontro. Il nodo è appunto la lettera che i terminalisti genovesi di Confindustria hanno consegnato a mano a presidente e segretario dell'Autorità di sistema portuale del Mar ligure Occidentale, un "atto di diffida e messa in mora" che accusa la Port Authority, ma che chiama direttamente in causa la Compagnia Unica dei lavoratori portuali, i camalli del porto di Genova, rimettendo in discussione, sottolineano i sindacati, l'organizzazione del lavoro nel porto di Genova. Secondo la lettera l'ente non avrebbe vigilato sulla Compagnia, permettendole dal 2013 ad oggi di chiedere annualmente integrazioni tariffarie ai terminalisti per il lavoro svolto, per un ammontare complessivo di 8 milioni di euro di cui le imprese si riservano di chiedere il risarcimento come danno subito. Per la Culmv si trattava appunto di integrazioni tariffarie conteggiate a fine anno dovute per l'avviamento al lavoro nei singoli terminal, per i terminalisti sono invece importi "funzionali al mantenimento del pareggio di bilancio" della Culmv, pagati obtorto collo, anche se hanno sottoscritto accordi ogni anno. La lettera rischia di mettere in discussione anche l'ultima intesa, firmata a dicembre, con un'ultima integrazione tariffaria, parte di un progetto che ha permesso di dare il via al piano, lacrime e sangue, di risanamento della Culmv, sotto la vigilanza dell'Autorità di sistema. Inaccettabile per i sindacati, che ne chiedono il ritiro formale; un "attacco sopra le righe" per il presidente del porto Paolo Emilio Signorini; per i terminalisti è solo una lettera "informale", consegnata a mano e non inviata ufficialmente, che a dispetto dei contenuti e dei toni legali non comporta atti successivi, quindi non serve ritirarla. Ma "La lettera c'è, e va stracciata" sottolinea il console della Culmv Antonio Benvenuti, che dovrebbe avviare proprio ora i confronti con i singoli terminalisti per i contratti e lo stesso chiedono Filt- Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti Uil. Finito lo sciopero si vedrà da domani se sarà possibile trovare una mediazione per ricostituire la pace in banchina. (ANSA).

 

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