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4 Novembre: Mattarella arrivato a Cagliari per le celebrazioni

4 Novembre: Mattarella arrivato a Cagliari per le celebrazioni

Accolto da ministro Crosetto e capo Stato maggiore Cavo Dragone

CAGLIARI, 05 novembre 2023, 11:41

Redazione ANSA

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4 Novembre: Festa delle Forze Armate a Cagliari - RIPRODUZIONE RISERVATA

4 Novembre: Festa delle Forze Armate a Cagliari - RIPRODUZIONE RISERVATA
4 Novembre: Festa delle Forze Armate a Cagliari - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver partecipato a Roma alla deposizione della corona di fiori all'Altare della Patria, è arrivato a Cagliari, dove si è celebrato il Giorno dell'Unità nazionale e la Giornata delle Forze armate. Il capo dello Stato è stato ricevuto dal ministro della Difesa, Guido Crosetto e dal capo di Stato maggiore della Difesa, l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, prossimo presidente del Comitato militare della Nato, nello spazio allestito all'interno del porto, nella Calata via Roma. Con loro il governatore della Sardegna Christian Solinas e il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu.

Lo spettacolare passaggio sul cielo di Cagliari delle Frecce tricolori, e le cannonate a salve dalla nave Alpino, hanno chiuso le celebrazioni per il Giorno dell'Unità nazionale e Giornata delle Forze armate. Centinaia di persone, accalcate dietro le transenne nello spazio allestito all'interno del porto, hanno salutato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giunto a Cagliari con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il capo di Stato maggiore della Difesa, l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. In rappresentanza del governo, presente anche la ministra del Lavoro, Marina Calderone, oltre al vice presidente del Senato Maurizio Gasparri. In tribuna autorità, fra gli altri, anche il cardinale Arrigo Miglio, il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, il prefetto Giuseppe De Matteis. I reparti schierati a Cagliari erano composti da 450 tra donne e uomini dei vari copri delle forze armate, con in testa i "Dimonios" della Brigata Sassari. Particolarmente toccante proprio il passaggio dei 'sassarini', che proprio da questo punto, il 13 marzo del 1915, partirono per il fronte a bordo del piroscafo America. Il presidente Mattarella, che non ha tenuto alcun discorso, ha consegnato delle decorazioni a cinque bandiere dei vari reparti militari.

CROSETTO, ITALIA IN PRIMA LINEA PER LA DIFESA DELLA PACE - "L'Italia è stato il primo Paese a dare segnali inversi alla guerra. Bisogna agire e noi siamo stati i primi a farlo, con aiuti umanitari". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine delle celebrazioni del 4 Novembre a Cagliari. "Stiamo attrezzando un ospedale su una nave, per aiutare i civili, le vittime inermi di questa guerra e stiamo pensando di costruire un ospedale sulla terra. Quando c'è una guerra - ha chiarito - bisogna che qualcuno dia un segnale di pace e noi lo stiamo dando con gli aiuti umanitari a Gaza". "Il compito primario delle Forze Armate - ha sottolineato Crosetto - è la difesa della pace, in patria e all'estero. Un compito diventato, ora, ancora più impegnativo e complesso. Vi è una sfida cruciale da vincere: impedire che quanto sta accadendo nella striscia di Gaza scateni una nuova Lepanto, una nuova, assurda, guerra di civiltà religiosa, politica, ideologica, tra cristianesimo e Islam, tra Occidente e Oriente, Europa e Stati arabi". "Il lavoro delle nostre Forze Armate - ha aggiunto - merita di essere riconosciuto anche attraverso un momento di riflessione collettiva, quale una festività nazionale; ancor di più considerando il quadro internazionale in cui ci muoviamo, caratterizzato da una grande preoccupazione per il riesplodere delle tensioni in Medio Oriente". "Ma il compito delle Forze Armate - ha osservato il ministro - è anche quello di proteggere la democrazia, i suoi valori, le libertà civili, politiche e sociali, ereditate dai nostri Padri". "La Difesa - ha evidenziato Crosetto - deve prepararsi a tutti gli scenari, molto spesso nella nostra vita evitiamo di pensare alle cose peggiori, ma quando fai il ministro della Difesa, per la sicurezza del Paese, devi pensare anche agli scenari peggiori e lavorare per evitare e fermare che ciò arrivi davanti a te. Nel mondo occidentale c'è unità di intenti, tutti vogliono la pace, e gli Stati Uniti sono quelli che si stano muovendo più di tutti per questo".

CROSETTO RICORDA MILITARE SARDO MORTO IN KOSOVO.  "Oggi vorrei salutare l'ultimo dei nostri militari che ci ha lasciato, un soldato sardo, Claudio Cadeddu, e penso che sia giusto indirizzare alla figlia di nove anni l'abbraccio di tutti noi delle Forze Armate, quell'abbraccio che il papà non potrà darle". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel suo discorso a Cagliari per il Giorno dell'Unità nazionale e la Giornata delle Forze armate.
Cadeddu, 47 anni di Quartu Sant'Elena, era rimasto vittima di un incidente stradale in Kosovo il 24 ottobre scorso.
"Celebrare questa giornata vuol dire ringraziare ognuno di voi e anche ricordare il senso del sacrificio, per evitare di commettere gli stessi errori del passato. Oggi la stragrande maggioranza di noi - ha detto il ministro - non sa cosa significhi vivere sulla propria pelle le privazioni di una guerra, la fame, i bombardamenti, il dolore, la morte, perché perché noi non c'eravamo durante quelle guerre, non abbiamo vissuto quei giorni, mesi, ma oggi ne sentiamo parlare e quelle guerre sono vicine a noi, ma un conto è sentire parlare della fame delle bombe della fame delle lacerazioni e un conto e viverle sulla propria pelle. Ed è quello che noi dobbiamo interiorizzare quando pensiamo quando portiamo aiuto a quelle nazioni a quei popoli a quelle persone che inermi stanno subendo la guerra. Noi dobbiamo imparare dal passato per costruire il futuro perché senza passato non esisterebbe un presente e ancor meno un futuro. Senza passato non esisterebbe un presente e ancor meno un futuro". 

IL CAPO DI STATO MAGGIORE CAVO DRAGONE - "Il 4 novembre è una ricorrenza da sempre ricca di significato e di valore per le donne e gli uomini con le stellette. Un'occasione nella quale vogliamo commemorare il sacrificio dei tanti, militari e civili, che hanno donato la vita per la Patria e per un ideale di unità nazionale". Lo ha detto il capo di Stato maggiore, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, oggi a Cagliari nel Giorno dell'Unità nazionale e Giornata delle Forze armate, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro della Difesa Guido Crosetto. In rappresentanza del governo, presente anche la ministra del Lavoro, Marina Calderone oltre al vice presidente del Senato Maurizio Gasparri. "Il ricordo dei caduti rappresenta - ha sottolineato l'ammiraglio - un momento di riflessione per tutti, soprattutto oggi che stiamo vivendo momenti difficili nel mondo. Da due anni che sono a capo dello Stato maggiore ho toccato con mano le sensazioni di insicurezza e le minacce del terrorismo". "Ora più che mai - ha chiarito - dobbiamo essere pronti a scongiurare l'eventualità che il mondo riviva le tragedie del passato e il coraggio che, 105 anni fa, milioni di italiani dimostrarono di possedere per terra mare e cielo, al fronte come nelle retrovie".

PORTAVOCE BRIGATA SASSARI - "Oggi, con orgoglio, possiamo dire che Cagliari è la capitale d'Italia". Così il tenente colonnello della Brigata Sassari, Marco Mele, a margine delle celebrazioni per la Giornata dell'Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate che quest'anno si svolgono nel capoluogo sardo. "Il 4 novembre è tradizionalmente una giornata dal duplice significato - afferma l'ufficiale addetto alla comunicazione della Brigata - Da una parte è l'espressione solenne di riconoscenza e gratitudine del Paese verso chi ci ha lasciato in eredità un patrimonio di valori inestimabili. Dall'altra è un monito per le nuove generazioni a non dimenticare le grandi sofferenze e i sacrifici patiti durante le due Guerre mondiali. È un momento importante, che stamani a Roma, il presidente della Repubblica ha sublimato col più nobile dei gesti: la deposizione di una corona d'alloro sul sacello del milite ignoto.". "Commemorare il Giorno dell'Unità nazionale e la Giornata delle Forze Armate - prosegue Mele - significa dedicare la giusta attenzione a un momento di portata nazionale, non solo celebrativo, ma dal forte carattere storico-culturale, che serve a mantenere viva nelle nuove generazioni una coscienza collettiva sulle radici e sull'identità nazionale. Ecco perché durante tale ricorrenza è giusto rievocare e onorare la memoria di tutti coloro che hanno sacrificato, nel tempo, il bene supremo della vita per l'Italia".

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