• brasile - Nella favela di San Paolo si organizzano da soli, assumono medici

brasile - Nella favela di San Paolo si organizzano da soli, assumono medici

8 aprile

Redazione ANSA ROMA

"Chi fa da sé fa per tre", recita il proverbio. Una massima divenuta realtà anche a Paraisopolis, la seconda favela più grande di San Paolo, i cui abitanti, in assenza di un piano ufficiale, hanno deciso di organizzarsi da soli contro la pandemia di coronavirus.
    "Ci siamo resi conto che il governo non avrebbe lanciato alcun programma specifico per le favelas, e da questo senso di abbandono è nata la costruzione di un programma che è una rete di solidarietà tra i residenti di Paraisopolis", ha spiegato ai media Gilson Rodrigues, presidente della Uniao de Moradores, l'associazione che rappresenta la baraccopoli in cui vivono oltre 100 mila persone.
    Unita nello sforzo di vincere la battaglia contro la malattia - San Paolo è la città brasiliana che registra il maggior numero di casi e di morti per Covid-19 - la gente del posto ha assunto un team medico e ambulanze disponibili 24 ore al giorno per la popolazione locale. Per meglio svolgere le loro funzioni, due medici, due infermiere e tre soccorritori si sono trasferiti a Paraisopolis 15 giorni fa e ora sono ospitati in case messe a disposizione dagli stessi residenti.
    Nell'ambito del programma - realizzato in una partnership tra l'Unione dei residenti, l'Associazione delle donne di Paraisopolis e il G10 delle Favelas (un'istituzione che riunisce i leader di dieci grandi favelas in Brasile), sono stati scelti 420 "presidenti di strada", volontari responsabili della cura di tratti di strada predefiniti, ciascuno con circa 50 case. I "presidenti" hanno il compito di monitorare se qualcuno ha sintomi di Covid-19 o se ha bisogno di cure mediche. Un altro compito è quello di identificare le famiglie con reddito ridotto o addirittura senza reddito e che siano senza cibo.
   

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