Israele: Grossman, 'dobbiano parlare con i palestinesi'

'Da anni solo accuse reciproche. Abbiamo bisogno di ideologie'

(ANSA) - UDINE, 24 GIU - "Dobbiamo parlare con i palestinesi, avviare delle trattative, cambiare la situazione, altrimenti rimarremo intrappolati in questa guerra infinita per sempre". Lo ha detto oggi lo scrittore israeliano David Grossman e vincitore del Premio Hemingway 2020 per la letteratura.
    Commentando la questione legata al suo Paese, lo scrittore ha fatto qualche anticipazione tratta dal dialogo con Alberto Garlini in programma venerdì su premiohemingway.it. "Da anni in Israele non abbiamo più un dialogo interno - ha aggiunto -, ma solo accuse reciproche, violenza reciproca e sospetto, tra tra parti diverse, tra destra e sinistra, tra sfera religiosa e secolare. Se non c'è dialogo, non c'è ideologia".
    Lo scrittore ha poi precisato che "se qualcuno potrebbe dire che nel 2020 non abbiamo bisogno di ideologie, io credo, invece, che ne abbiamo un grande bisogno, forse più di prima, perché ci sentiamo così sradicati, fragili e soli". Sulla sua scrittura, Grossman ha evidenziato che "la forza che mi ha attratto mentre scrivevo è proprio il potere del dialogo, che rivela segreti, anche oscuri, dolorosi e terribili, ma che d'un tratto, una volta eliminati dai polmoni, ti fanno tornare a respirare". Del suo ultimo libro, "La vita gioca con me" (Mondadori) Grossman ha detto che "tutto ha avuto inizio un giorno, quando è squillato il telefono di casa e c'era questa donna, con una voce molto decisa", che iniziò a raccontargli di lei. "Dunque - ha concluso - l'ho scritto ispirandomi alla vera e incredibile storia di una donna straordinaria, Eva Panic Nahir, che viveva in un kibbutz in Israele". (ANSA).
   

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