COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Una mostra fotografica per celebrare mezzo secolo di storia delle regioni

“Ricordare il passato per costruire assieme un futuro con al centro l’autonomia, nel solco della Costituzione”

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Cultura – “Una mostra fotografica per celebrare mezzo secolo di storia delle regioni: ricordare il passato per costruire assieme un futuro con al centro l’autonomia, nel solco della Costituzione”

(Arv) Venezia 9 lug. 2020 - È stata inaugurata oggi, a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, la mostra fotografica “I 50 anni della Regione del Veneto: una storia nella Storia”, alla presenza del Presidente della Regione, Luca Zaia, del Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, e del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

“Le Regioni sono enti fondamentali, il cui ruolo è sancito dalla Costituzione: mille giorni fa, 2 milioni di veneti, oltre e al di là delle diverse bandiere politiche, ci hanno chiesto di sottoscrivere un nuovo patto sociale: più autonomia, maggiori opportunità, ammodernamento delle istituzioni”.

Con queste parole, il Presidente Luca Zaia è intervenuto “non per celebrare un amarcord, un semplice anniversario, ma per chiedere al Ministro Boccia, con cui finora abbiamo lavorato bene, con lealtà e rispetto reciproco, di chiudere al più presto la partita e sottoscrivere un accordo sull’autonomia, nel pieno rispetto dei dettami costituzionali. Il Veneto deve essere usato come laboratorio per studiare ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, dato che è composto di istituzioni e persone perbene, uscite sempre con le mani pulite, anche da vicende scabrose che hanno caratterizzato la storia repubblicana. Per noi la correttezza e la buona amministrazione sono innanzitutto un fatto culturale”.

Zaia ha chiarito come il Veneto intende il concetto di autonomia: “Non sottrazione di poteri allo Stato, ma assunzione di ulteriori responsabilità: accetteremo senza problemi di essere giudicati su questo aspetto, perché chi dimostrerà di non essere all’altezza è sacrosanto che non possa invocare il decentramento amministrativo”.

Il Presidente ha citato Luigi Einaudi: “Il Risorgimento finirà quando tutti disporranno della loro autonomia”, e ha ribadito un concetto chiaro: “Più Stato dove è necessario, meno Stato laddove i territori si dimostreranno all’altezza di gestire l’autonomia”.

Il Presidente è infine tornato sull’emergenza sanitaria: “Aver accordato competenze e responsabilità ai territori ha ripagato ampiamente in termini di efficienza; ringrazio il lavoro svolto dalla nostra delegazione trattante, capitanata dal professor Bertolissi, e siamo pronti per assumerci le nostre responsabilità”.

Il Presidente del Consiglio regionale, Ciambetti, ha sottolineato: “Oggi è un momento importante, che celebra, ricorda e rende omaggio agli avvenimenti e alle persone che hanno scritto cinquant’anni della nostra storia, ma soprattutto è un’opportunità fondamentale per guardare al futuro con ottimismo e fiducia, per raggiungere obiettivi ambiziosi, tra cui, senza dubbio, quello dell’autonomia”. Il Presidente ha ringraziato il Ministro Boccia “per la sensibilità e l’attenzione dimostrata dalla sua presenza”.

“Il percorso verso l’autonomia sta proseguendo senza intoppi, nonostante il Covid. Ora è tempo che il Parlamento, già da settembre, avvii una seria riflessione sui Livelli Essenziali delle Prestazioni, ricompresi nel DL Quadro sull’autonomia, per garantire a tutti i cittadini i diritti costituzionali in materia di salute, organizzazione scolastica, trasporto pubblico locale e assistenza. Le Camere devono assumersi precise responsabilità in tal senso, soprattutto sulla copertura dei costi ma, al contempo, credo sia sacrosanto accordare alle Regioni che ne faranno richiesta l’opportunità di accelerare sul decentramento amministrativo”.

Così il Ministro Francesco Boccia, che ha ricordato come “il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha chiaramente indicato quello che deve essere il solco costituzionale nel cui ambito muoverci: l’autonomia rafforza l’unità nazionale laddove rispetti il principio di sussidiarietà”. “I Livelli Essenziali delle Prestazioni, nei quattro ambiti che ho citato, rappresentano un pilastro su cui poggia la nostra Carta Costituzionale, ma nelle altre materie ora è opportuno spingere sul decentramento amministrativo, recuperando quel terreno che la classe politica, per mancanza di unità, ha perduto negli ultimi vent’anni. Vorrei coniugare assieme unità nazionale, autonomia e sussidiarietà”.

“Sono passati circa 250 giorni da quando il nostro Governo è in carica e credo che in questo periodo abbiamo lavorato con serietà e senso di responsabilità” – ha risposto il Ministro a quanti hanno sottolineato che i mille giorni trascorsi dal referendum sull’autonomia non abbiano portato a nessun risultato concreto – “Il risultato più importante è aver allargato il Tavolo interregionale da tre a venti regioni, perché in pochi si fa poca strada, assieme invece si può guardare a traguardi ambiziosi”.

Boccia ha concluso sottolineando “la necessità di rafforzare la prevenzione sanitaria territoriale pubblica: sulla salute non si può risparmiare, il Covid ce lo ha insegnato. Ringrazio il Presidente Ciambetti per l’accoglienza: qui, sotto la bandiera del Leone marciano, mi sento a casa, e oggi, a Venezia, per la prima volta si terrà una riunione della Conferenza Stato/Regioni: un segno della giusta collaborazione tra i diversi livelli di governo”.

Il Segretario Generale del Consiglio regionale Roberto Valente, curatore della mostra fotografica, ha evidenziato lo spirito che ha caratterizzato un anno di lavoro: “La volontà di non disperdere un patrimonio storico unico, ricordare e rendere omaggio senza retorica a personaggi politici e dirigenti che si sono spesi nel corso di dieci legislature”. “Una sequenza di fotografie per celebrare mezzo secolo della nostra storia istituzionale, attraverso una linea del tempo, presente in ogni pannello, che pone sullo sfondo la storia italiana, attraversata da crisi politiche, economiche e sociali che hanno portato a cambiamenti significativi; penso in particolare a Tangentopoli, con la delegittimazione di una intera classe politica, piuttosto che agli Anni di Piombo, insanguinati dagli attentati terroristici. Ci siamo avvalsi del nostro ricco archivio, selezionando le immagini più significative per tramandare alle giovani generazioni la nostra memoria: il fine è quello di suscitare nei nostri ragazzi e ragazze la curiosità e la voglia di approfondire il passato, per costruire un futuro ancora più prospero. Abbiamo onorato la memoria di protagonisti della nostra storia che ora non ci sono più. Il lavoro che abbiamo realizzato è stato veramente importante: ringrazio gli altri curatori della mostra, la dottoressa Nicoletta Martorana e il Capo Ufficio Stampa Antonio Franzina, nonché la squadra tutta del Consiglio regionale”.

Sono stati presentati dagli autori i volumi dei professori Filiberto Agostini, “La Regione del Veneto - Cinquant’anni di storia 1970-2020”, e Mario Bertolissi, “La Regione del Veneto - Il futuro estratto dai fatti 1970-2020”.

“L’Assemblea Costituente aveva messo al centro il tema dell’autonomia dal luglio 1946, in quanto aveva compreso come prima di tutto fosse necessario stabilire l’articolazione dei poteri locali” – ha ricordato il prof. Bertolissi – “La Regione è un corpo intermedio dotato di potere legislativo, è un baluardo per difendere i principi costituzionali. Un sistema- paese che funzioni distribuisce poteri e competenze a seconda delle caratteristiche dei territori, delle società e delle economie. Dentro l’Ente Regione si sono cumulate esperienze e tradizioni consolidate che non possono essere trascurate dalle future generazioni. I giovani devono avere un approccio critico nei confronti del passato, per costruire un futuro basato sui fatti e non sulle chiacchiere”. Il professore ha portato l’esempio unico della Repubblica di Venezia “più longeva dell’Impero Romano, con istituzioni capaci di fare sintesi tra popolo e aristocrazia: un miracolo ancora oggi difficilmente spiegabile. Cinquant’anni di storia della nostra Regione: il Veneto si è avvalso dei migliori professori, di autentici fuori classe del calibro di Livio Paladin, Silvio Trentin, Feliciano Benvenuti e di altre menti eccelse”.

“E’ stato un lavoro lungo, difficile ma esaltante, che ha ricostruito 50 anni di storia con un approccio multi disciplinare” – ha spiegato il prof. Agostini – “Il volume si avvale della collaborazione di docenti e ricercatori con alle spalle esperienze e sensibilità diverse. Abbiamo messo a disposizione delle istituzioni e dei cittadini ‘la memoria della loro Regione’, con un approccio scientifico. La prima parte, introduttiva, tocca grandi temi: la politica, le istituzioni, i diritti sociali, il Terzo Settore…per analizzare la realtà veneta a partire dal tramonto della Seconda Guerra Mondiale. La seconda parte, il cuore pulsante del libro, analizza in sequenza dieci legislature con un focus sulle persone: presidenti, assessori, consiglieri, segretari. Per ogni legislatura è stato introdotto un testo legislativo, commentato, caratterizzante quegli anni: come il Programma Regionale di Sviluppo piuttosto che la legge istitutiva di Azienda Zero. La terza parte è dedicata al lessico, con parole chiave (sanità, religione, cultura, veneti nel mondo…) che individuano chiaramente aspetti tematici necessari per comprendere l’evoluzione attraversata dalla Regione, con i suoi punti di forza e le sue debolezze”.

È intervenuto Aldo Bottin, a nome dell’associazione dei Consiglieri regionali, per sottolineare: “Oggi ricordiamo fatti, avvenimenti e persone che hanno fatto crescere la nostra Regione. Dobbiamo guardare al passato anche con occhi critici, con obiettività, per capire come stanno oggi le amministrazioni regionali, se hanno pienamente raggiunto i loro obiettivi. Sono passati quasi mille giorni dal referendum sull’autonomia, peraltro posta al centro dello Statuto regionale. Ci siamo sempre mossi nel quadro costituzionale e auspico quindi che si apra presto un’ampia riflessione sul tema dell’autogoverno dei territori”.

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