• CRV - Ciambetti: "Il Paese ha bisogno di fatti, non di parole. Sta per scoppiare l'incendio sociale"
COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Ciambetti: "Il Paese ha bisogno di fatti, non di parole. Sta per scoppiare l'incendio sociale"

Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto: “Se non si interviene oggi, a settembre troveremo solo cenere"

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Politica - Ciambetti: "Il Paese ha bisogno di fatti e non di parole. Sta per scoppiare l'incendio sociale: se non si interviene oggi a settembre troveremo solo cenere"

(Arv) Venezia 17 giu. 2020 -     “Il Paese ha bisogno di fatti e non di parole: la medicina di cui abbiamo bisogno è la concretezza. Annunciare che il ‘recovery plan’ sarà presentato a settembre non significa nulla: siamo davanti a parole, che se anche pronunciate all’inglese tali rimangono. I fatti parlano di interi settori in fortissima crisi, del crollo del Pil stimato attorno al 10 per cento e all’aumento della disoccupazione. Attendere settembre per fronteggiare lo scenario mi sembra assurdo”. Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto lancia l’allarme: “Non possiamo perdere più tempo - ha detto Ciambetti – Da più parti vengono proposte misure concrete, che possono essere attivate dal Parlamento in brevissimo tempo, cioè un orizzonte di settimane al massimo e non di mesi. Temo l’impatto che gli enti locali, i Comuni in primo luogo, dovranno sostenere a iniziare dall’assistenza alle famiglie in difficoltà mentre per molte aziende vengono via via meno le prospettive di ripresa. Bisogna spegnare oggi l’incendio che sta divampando: a settembre troveremo solo cenere.  Purtroppo i segnali che giungono da Roma sono più che inquietanti: le divisioni in seno alla maggioranza di governo sono evidenti e aver trasformato in ‘informativa’ l’intervento del primo ministro Conte relativamente al Consiglio europeo del 19 giugno, sottraendo al Parlamento la possibilità di dare un chiaro mandato e quindi un indirizzo operativo al Governo, è fatto di gravità estrema. Siamo in una Repubblica Parlamentare in cui il Parlamento, per questo governo, non conta nulla, né contano nulla i veri bisogni della cittadinanza, delle impese e di ogni attore sociale, bisogni che non possono essere placati da promesse”.

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