Cerciello: Elder, cc non si qualificarono

"Fummo aggrediti all'improvviso"

(ANSA) - ROMA, 01 MAR - "In un attimo si sono girati e si sono avventati su di noi senza dire una parola, senza qualificarsi. L'uomo piu' grande, era una montagna, mi ha buttato per terra e ha messo tutto il suo peso su di me. Ero con la schiena sull'asfalto, ricordo molto poco dei minuti successivi se non un senso di choc". Lo afferma Finnegan Lee Elder nel corso di dichiarazioni spontanee nel processo che lo vede imputato di concorso in omicidio del vicebrigadiere Mario Cercello Rega assieme a Gabriele Natale Hjorth.
    "Ricordo le sue mani sul petto e poi sul mio collo con una pressione come se stesse cercando di soffocarmi mentre tentavo di divincolarmi - ha aggiunto -. Ho provato panico e ho pensato volesse uccidermi. Quando ho sentito le sue mani sul collo istintivamente ho preso il coltello e l'ho colpito per togliermelo di dosso. Non pensavo a nulla ero solo terrorizzato.
    E' durato tutto pochi secondi".
    Il ventenne ha aggiunto: "ho avuto l'impressione che stesse cercando qualcosa. Dopo alcuni colpi mi ha afferrato la mano dove tenevo il coltello e ha cercato di rivolgerla verso di me.
    Ho cambiato mano e ho continuato a colpirlo. Tutto è successo velocemente. La mia volonta' era liberarmi dal peso di quella persona. Quegli uomini ci hanno aggredito e sembrava che volessero farci del male, non hanno mostrato alcun tesserino di identificazione. Non hanno mai detto polizia o carabinieri, parola che non avrei comunque capito. Ho appreso il significato della parola carabinieri solo dopo che sono stato arrestato".
    (ANSA).
   

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