Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Ragazzina uccisa nel 1827, una mostra ricorda il femminicidio

Ragazzina uccisa nel 1827, una mostra ricorda il femminicidio

A Modena 'La triste storia di Maria Pedena, una bella bambina'

MODENA, 14 novembre 2023, 14:55

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

'La triste storia di una bella bambina': è quella di Maria Pedena, raccontata in una mostra allestita alla Galleria Estense di Modena da oggi al 17 marzo. Maria venne uccisa nella notte del 2 luglio 1827 a Modena: aveva quattordici anni, faceva la ricamatrice e aveva un fidanzato, violinista. La giovane conosceva l'assassino, Eleuterio Malagoli, un liutaio che viveva a pensione a casa dei suoi genitori. Ad uccidere la ragazzina fu un colpo di coltello alla gola, anche se il corpo fu trovato ricoperto di numerose altre ferite, a testimonianza della strenua difesa che la vittima aveva opposto al suo aggressore per cercare di scampare allo stupro. Malagoli, all'epoca sposato con Domenica Muccioli, che secondo la cronaca aveva dovuto sposare perché "resa già da lui illegittimamente madre", cercò di uccidersi sparandosi dopo aver commesso il fatto e morì dopo qualche giorno. Essendo già deceduto al momento della sentenza, fu condannato al patibolo "in effigie".
    Il fatto di sangue ebbe vasta eco a Modena. Numerosi raccoglimenti poetici furono composti in memoria della giovane vittima e la sua immagine cominciò a circolare per mezzo di stampe a larga tiratura. Questa mostra raccoglie opere e documenti che illustrano come la narrazione postuma dei fatti intorno all'uccisione di Maria Regina Pedena "fu influenzata da consuetudini sociali, culturali e politiche concomitanti, che portarono ad interpretazioni distinte da quelle evidenti dalla sola analisi dei fatti". L'inaugurazione della mostra è accompagnata da 'Il femminicidio non cambia mai pelle', una conversazione tra la direttrice di Gallerie Estensi, Martina Bagnoli, e la scrittrice e autrice televisiva Serena Dandini, impegnata sui temi del contrasto alla violenza di genere.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza