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Arte e diritti delle donne al Santa Giulia di Brescia

Arte e diritti delle donne al Santa Giulia di Brescia

'Finché non saremo libere', artiste dissidenti in mostra

BRESCIA, 10 novembre 2023, 13:43

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Dall'11 novembre al 28 gennaio l'ultimo piano del museo di Santa Giulia di Brescia ospita la mostra 'Finché non saremo libere', sul tema della condizione femminile nel mondo, con un particolare focus sull'Iran.
    L'esposizione, a cura di Ilaria Bernardi, è promossa dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei in collaborazione con l'Associazione Genesi, che divulga i diritti umani e le questioni ambientali attraverso l'arte contemporanea. La mostra collettiva è il quarto passo di Fondazione Brescia Musei nell'impegno culturale dedicato agli artisti dissidenti, dopo le esposizioni di Victoria Lomasko, Badiucao e Zehra Dogan, nell'ambito del Festival della Pace. Con 'Finché non saremo libere' il museo di Santa Giulia raccoglie le opere di artiste provenienti da diverse parti del mondo, in particolare delle iraniane Sonia Balassanian, Farideh Lashai, Shirin Neshat, Soudeh Davoud e Zoya Shokoohi. Tre le sezioni: la prima propone uno sguardo femminile internazionale su diritti, memoria e multiculturalità; la seconda è dedicata a Farideh Lashai e a Sonia Balassanian, esponenti dell'arte contemporanea in Iran; e la terza è un omaggio a Zoya Shokooi con i suoi coinvolgenti interventi site-specific 'Verbum' e 'Respiro'. Il titolo della mostra rielabora al femminile il libro 'Finché non saremo liberi. Iran la mia lotta per i diritti umani' di Shirin Ebadi, pacifista iraniana esule dal 2009, la prima donna musulmana a ricevere il Premio Nobel per la pace nel 2003, per i suoi sforzi per la democrazia e i diritti umani, in particolare delle donne, dei bambini e dei rifugiati. L'esposizione di Brescia assume dunque un significato ancora più importante dopo la proclamazione del Nobel per la Pace di quest'anno a Narges Mohammadi, attivista iraniana, in carcere dal 2016 per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti. "Fino a oggi la mostra è stata itinerante - spiega la curatrice Ilaria Bernardi - ma grazie a Fondazione Brescia Musei per la prima volta le opere della collezione si aprono ad altri lavori per trattare la questione femminile". "E' una mostra collettiva inedita con portfolio originali per l'Italia, di altissimo spessore, di artiste mai esposte nel nostro Paese - commenta Stefano Karadjov, direttore di Brescia Musei - Alcune opere sembrano incomplete come quelle di Zoya Shokooi, un'artista performativa esule i cui lavori vogliono fare comprendere la sua condizione al Paese che la sta ospitando. Realizza momenti di forte empatia ai quali partecipano attivamente spettatori e spettatrici".
   
   

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