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Escher, l'artista delle illusioni 100 anni dopo

Escher, l'artista delle illusioni 100 anni dopo

A Palazzo Bonaparte a Roma la più grande mostra mai realizzata

ROMA, 30 ottobre 2023, 19:11

di Daniela Giammusso

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Il mio cuore non potrebbe assorbire con maggior gratitudine, né il mio animo con maggior sensibilità, l'atmosfera assolutamente nuova nella quale mi trovo a vivere, gli incontri sorprendenti e inattesi che mi offrono ogni giorno in questo posto benedetto". Così nel dicembre 1922 Maurits Cornelis Escher (1898 - 1972) scriveva in una lettera da Siena raccontando la "sua" Italia. Ovvero il Paese, dove l'artista olandese delle illusioni ottiche e delle prospettive impossibili visse per dodici anni, trasferendosi nella capitale nel 1923, "cacciatore" di bellezze, colline e paesaggi. Oggi Escher torna a Roma, cento anni esatti dopo la sua prima visita nella capitale, con la più grande mostra antologica a lui dedicata, dal 31 ottobre 2023 all'1 aprile 2024, a Palazzo Bonaparte. Una mostra Artemisia, curata da Federico Giudiceandrea e Mark Veldhuysen, realizzata in collaborazione con M.C. Escher Foundation e Maurits, che raccoglie oltre 300 opere, da titoli iconici come la Mano con sfera riflettente (1935), il Vincolo d'unione 1956), Giorno e notte (1938), la celebre serie Emblemata, ma anche la bellissima galleria di vedute e notturni di Roma, gli scorci della costiera amalfitana che amava visitare ogni primavera. E molti inediti, come parti della Metamorfosi nella versione lunga sei metri. "Una mostra che è un punto di arrivo", racconta Iole Siena, presidente di Artemisia che dedicò la sua prima mostra ad Escher, un po' last minute e quasi per caso, nel 2013 al Chiostro del Bramante. "Nessuno ne era convinto. Invece fu un successo da 30 mila visitatori", ricorda. Quella di oggi, dice presentando la nuova mostra alla presenza anche dell'Ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi, Willelm van Ee, "è la summa di tutto quello che è stato scoperto in questi anni. Sicuramente la mostra più grande e completa mai realizzata sino a oggi'". "Una mostra 'esagerata' - aggiunge Federico Giudiceandrea, uno dei massimi esperti al mondo dell'artista olandese - pensata per raccontare come evolve l'arte di Escher", oggi celebre in tutto il mondo per le incisioni e litografie che in un mondo immaginifico e impossibile mescolano arte, matematica, scienza, fisica e design. "Anche chi non lo conosce per nome - aggiunge - riconosce le sue opere". E a scorrere la mostra, si vede anche come "l'Italia è ovunque, anche in quelle più cervellotiche. La celebre Cascata, ad esempio, ha intorno un paesaggio italiano". "Un Paese, l'Italia, che Escher amava tantissimo - aggiunge Mark Veldhuysen - Qui nacquero i suoi figli Arturo e Giorgio. E per tutta la vita, ne ebbe nostalgia". In un percorso per tappe, ecco dunque gli inizi nell'Art Noveau, il lungo capitolo Italia (dal 1922 al 1935) e la casa romana in via Poerio, le Tassellature ispirate da Granada, le Metamorfosi, la struttura dello spazio e i paradossi geometrici, fino ai lavori su commissione e l'esplosione della "Eschermania" a partire dagli anni '50, anche grazie alle connessioni con il mondo scientifico e accademico. Per meglio "vivere" il mondo di Escher, tra le chicche, la ricostruzione del suo studio a Baarn in Olanda con gli strumenti originali e il suo cavalletto portatile. Ma soprattutto una ricchissima galleria di corner interattivi, dove ritrovarsi protagonisti delle sue opere o sperimentare con i propri sensi quelle illusioni così uniche da dare le vertigini. "Il mondo di Escher? È il mondo dove le cose si possono costruire con la mente, anche se non sono forzatamente legate alla realtà - conclude Giudiceandrea - È questo uno dei grandi messaggi di Escher: la realtà non è come appare, ma può essere anche molto più complessa. Ce lo dice anche la scienza del XX secolo".

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