Ricerca: accademici e industria diversi in tempi e procedure

Pasinelli (Telethon), affiancare agli accademici esperti di sviluppo

Redazione ANSA

Un numero sempre maggiore di studi clinici per lo sviluppo di nuove terapie vengono effettuati da organizzazioni no profit, ma spesso si verificano ritardi nella pubblicazione o carenza nella compilazione dei dati. Per questo è "fondamentale che l'accademia faccia affiancare i ricercatori universitari da figure professionali esperte della fase dello sviluppo del farmaco" in modo da tradurre presto "i risultati della ricerca in terapie accessibili". A intervenire su un tema importante per i pazienti è Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon.
Una recente indagine della rivista Science ha rilevato significativi ritardi o lacune nella comunicazione dei risultati degli studi clinici da parte delle organizzazioni che li conducono. Nello specifico, l'analisi riguarda il database clinicaltrials.gov una banca dati americana molto utilizzata da medici e pazienti per avere informazioni aggiornate sulle ultime terapie sperimentate, senza attendere l'eventuale pubblicazione dei relativi articoli sulle riviste scientifiche. Il 55% degli studi clinici registrati in questo sito non risultano, però, in regola con i requisiti e i tempi previsti per la divulgazione dei risultati e le maggiori inadempienze sono state osservate tra le strutture accademiche e no profit, mentre le aziende farmaceutiche hanno, in genere, tassi di pubblicazione vicini al 100%.
"Ciò non sorprende ed è un tema sostanzialmente culturale", secondo Pasinelli. Per l'industria farmaceutica deviare rispetto a un sistema e a tempi che regolano lo sviluppo del prodotto "può comportare la mancata immissione in commercio del farmaco e quindi la compromissione del business stesso. La vocazione dell'accademia è, invece, lo sviluppo della conoscenza che ha come esito ideale la realizzazione di una pubblicazione scientifica". In altre parole, lo scienziato "è portato a dare essenzialmente valore al dato pubblicato e in quest'ottica la compilazione delle banche dati relative agli studi clinici è spesso vista come una procedura amministrativa fine a se stessa".
Il mondo dell'accademia, prosegue Pasinelli, "non sempre comprende l'importanza di aderire a procedure che non hanno nulla a che vedere con la scoperta scientifica, ma che sono altrettanto importanti per lo sviluppo di un prodotto fruibile per il paziente", quali sono quelle che regolano la trasparenza e la tracciabilità dei dati delle sperimentazioni cliniche. Sarebbe quindi utile, conclude, "affiancare ai ricercatori universitari, come avviene nell'industria farmaceutica, figure professionali - quali i tossicologi e gli addetti all'iter regolatorio - che sono esperte della fase dello sviluppo del farmaco e garantiscono che i risultati della ricerca possano diventare terapie efficaci, sicure e accessibili al paziente". (ANSA).

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