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Risparmiare acqua, luce e gas e non sprecare, le nuove sfide

Risparmiare acqua, luce e gas e non sprecare, le nuove sfide

Cambiano gli stili alimentari e la tendenza è la cottura passiva

05 settembre 2022, 21:11

Redazione ANSA

ANSACheck

In cucina - foto iStock. - RIPRODUZIONE RISERVATA

In cucina - foto iStock. - RIPRODUZIONE RISERVATA
In cucina - foto iStock. - RIPRODUZIONE RISERVATA

Dal risparmio idrico ed energetico agli sprechi nascosti. Il cambiamento climatico sta presentando il conto e con la guerra in Ucraina è arrivata anche la crisi energetica. La parola d'ordine ora è non sprecare e risparmiare, avere tutte le attenzioni possibili per questo e aguzzare l'ingegno. La cottura passiva è diventata improvvisamente una grande tendenza. Di cosa si tratta? Risparmiando il gas nella cottura, ad esempio cuocendo la pasta che ogni giorno non manca sulle nostre tavole con un metodo che prevede l'acqua in ebollizione, il sale, la pasta immersa e alla ripresa del bollore si spegne il fuoco, tenendo su il coperchio per non farla evaporare. Tutto si cuocerà magicamente e lo stesso, magari contando un minuto in più del solito.Con questo trucco i Pastai italiani di Unione Italiana Food hanno calcolato un risparmio di energia e emissioni di CO2 fino al 47%. Secondo l'associazione, questo metodo è adottato solo da un italiano su 10, mentre avrebbero preso piede le sane abitudini di usare meno acqua, 700 millilitri ogni 100 grammi e mettere sempre il coperchio. Una ricetta che ci suona quasi 'sacrilega' rispetto ai metodi tradizionali,  ma il premio Nobel della Fisica, Giorgio Parisi ne ha scritto sui social ed è subito diventato un trend, certo con basi scientifiche.
Il chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini, che ha dedicato a questo tema una serie di video su Youtube visualizzati da più di un milione di mezzo di persone ha spiegato di non aver certo ideato lui il metodo: da 200 anni si sa che non è l'ebollizione dell'acqua, il vedere le bolle, a cuocere ma semplicemente la temperatura dell'acqua che trasferisce calore alla pasta, al riso bollito o a un uovo sodo. E' una cosa che stupisce molto perché noi, per tradizione, siamo sempre stati abituati a mantenere l'ebollizione, addirittura non usare il coperchio".
C'è poi il metodo della pasta risottata, in quel caso oltre all'energia si risparmia l'acqua perchè se ne mette poco a poco nel tegame dove la stiamo cuocendo insieme al condimento, proprio come si farebbe con un risotto. In rete spopolano le ricette 'senza fuoco' e chissà che questa tendenza non porti ad una cucina più semplice, meno elaborata, più saporita puntando alla qualità della materia prima piuttosto che alla realizzazione complicata.
Lo stile alimentare potrebbe quest'anno cambiare in chiave risparmio e meno spreco perché dietro ai pasti che consumiamo quotidianamente ci sono enormi quantità di acqua e di energia: circa 3.600 litri per un’alimentazione a base di carne e 2.300 litri per una dieta vegetariana. Sprecare il cibo significa sprecare grandi quantità d’acqua: gettare 200 grammi di carne rossa equivale a sprecare 3.000 litri di acqua impiegati principalmente per nutrire l’animale, e gettare una tazzina di caffè equivale a cestinare 140 litri di acqua. Al tempo stesso il settore agroalimentare consuma e spreca enormi quantità di energia, anche per smaltire quegli scarti che con tanta indifferenza prendiamo dalla tavola e buttiamo nella pattumiera. La produzione agricola lasciata in campo in tutta Italia, per arrivare a maturazione richiede l’energia utile a riscaldare centinaia di migliaia di appartamenti per un anno intero. Per questo tutti siamo coinvolti nella corsa alla prevenzione e riduzione degli sprechi (e si può anche partecipare alla 10/a edizione del Premio Vivere a Spreco Zero).
La rimodulazione nell’utilizzo dell’acqua: dall’irrigazione, con le colture in fase di maturazione che necessitano di cure idriche, al comparto energetico, con le centrali idroelettriche che riducono la loro produzione in favore dell’utilizzo umano e agricolo è già in atto. Ne possono fare le spese parchi acquatici, piscine, fontane monumentali. Quanto all’utilizzo domestico: ciascuno di noi fa ricorso ogni giorno, meccanicamente, a grandi quantità di acqua per bere, cucinare, lavare: senza contare l’acqua nascosta, quella che serve per produrre il cibo di cui ci nutriamo. Dobbiamo riuscire a ridurre, ad impegnarci a farlo ogni giorno un poco di più. 

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