Il Met si reinventa incrociando le collezioni

Crossroads, tre installazioni per il museo XXI secolo

Alessandra Baldini NEW YORK

NEW YORK - Il Metropolitan Museum di New York si rinnova incrociando le sue collezioni: "Crossroads", tre installazioni aperte da oggi in altrettanti luoghi di transito nevralgici del museo, rileggono la storia del mondo attraverso speciali interconnessioni culturali rese possibili grazie al vasto patrimonio di oggetti custoditi nelle gallerie e nei magazzini. Al centro ci sono temi che hanno ispirato artisti nel corso dei secoli a prescindere dall'area geografica di appartenenza.

Pietà e potere, animali mitici, imperi e empori sono i fili conduttori di un progetto che per il Met rappresenta solo l'inizio nella visione di museo del XXI secolo del direttore Max Hollein. Non è la prima volta, è anzi una tradizione del Metropolitan, di incrociare culture distanti in mostre temporanee usando pezzi prestati da altri musei e collezioni. Stavolta lo sforzo è stato di lavorare all'interno del museo facendo leva sul vasto, ma spesso nascosto, patrimonio a disposizione e sul talento dei curatori. "I 40 oggetti di 'Crossroads' rivelano collegamenti affascinanti nelle storie complesse del mondo", ha detto Hollein. "In alcuni casi si sono evidenziate simultanee esplorazioni da parte di artisti al lavoro in civiltà distanti tra loro, in altri di portare in luce il cammino delle idee e di motivi in civiltà agli antipodi".

Quest'ultimo aspetto è particolarmente in evidenza nella sezione "Imperi e Empori": una ventina tra ceramiche, gioielli, tessuti e piccole sculture selezionati dalla responsabile dell'arte latino-americana Ronda Kasl e esposti nell'anticamera delle gallerie asiatiche del secondo piano rappresentano contatti commerciali di secoli tra Asia, Europa e America a partire dell'arrivo dei mercanti giapponesi in Cina nel sedicesimo secolo, la conquista delle Filippine da parte della Spagna e la creazione della rotta transpacifica tra Manila e Acapulco.I galeoni di Manila collegarono Cina e Spagna passando per il Messico per quasi 250 anni, facilitando lo scambio dell'argento delle colonie spagnole del Nuovo Mondo con merci di lusso venute dall'Asia e realizzate per il mercato occidentale o altre fatte in Messico ma imitando stili e lavorazioni asiatiche. "Pietà e potere" ha trasferito invece nel cortile delle sculture medievali 12 opere da Asia, Americhe, Africa e Europa.

"E' il cuore del Met, forse l'area più trafficata, ma anche una dove il pubblico stenta a soffermarsi", ha detto Griff Mann, responsabile del dipartimento medievale che ha curato questa sezione con Andrea Achi: si va dal quarto al quindicesimo secolo per rappresentare come parecchie culture premoderne usarono le arti visive per esprimere i concetti di potere e di devozione. Sfingi, grifoni e draghi sono infine al centro di "Bestie Mitiche" nelle Gallerie per l'Arte del Vicino Oriente antico per illustrare il fascino esercitato nell'antichità su popoli distanti tra loro dalle creature del mito e delle leggende.

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