Sisma&Ricostruzione

Vicesindaco Arquata, un po' di luce dopo 5 anni dal sisma

'Tunnel lungo, ma ora la parola ricostruzione non è fuori luogo'

(ANSA) - ARQUATA DEL TRONTO, 21 AGO - "Finalmente citare la parola ricostruzione non è fuori luogo. In questi quattro anni, ad ogni ricorrenza del 24 agosto, non era iniziato praticamente nulla. Quest'anno finalmente ci sono gru ad Arquata e nelle frazioni non perimetrate e anche se non sono molte è comunque un segnale sul quale fare leva; ma non dobbiamo mollare e, anzi, accelerare. Non ci sono più solo parole come negli altri anniversari, ma anche fatti". Il vice sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) Michele Franchi fa il punto con l'ANSA della situazione a cinque anni dal sisma che ha sconvolto i paesi dei Sibillini. Nella scossa del 24 agosto 2016 Arquata ha contato una cinquantina di vittime (sulle 299 totali), quasi tutte nella frazione di Pescara del Tronto, rasa al suolo. "Per le frazioni più colpite di Arquata è importante che sia stato approvato un documento del direttore per la ricostruzione e per il capoluogo c'è anche un'ordinanza speciale del commissario Legnini. Ora si vede un po' di luce, anche se il tunnel resta lunghissimo" spiega Franchi, che sta guidando il Comune dopo la morte del sindaco Aleandro Petrucci, uno delle figure simbolo della resilienza delle popolazioni locali. L'ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha lanciato l'allarme riguardo l'interesse di organizzazioni criminali ai soldi della ricostruzione. "Il pericolo c'è sempre, ma siamo stati molto rigidi - osserva Franchi -. Insieme al compianto sindaco Petrucci siamo riusciti a restare immuni da questa problematica, ma la guardia resta alta, a tutti i livelli". Il Comune di Arquata dopo il sisma si è spopolato. Le casette per i terremotati Sae (Soluzioni abitative di emergenza) sono occupate in tutte le frazioni, ma molti non sono ancora tornati nella loro terra. "Manca ancora il 40% delle persone che risiedevano qui prima del terremoto - spiega Franchi -. Quello che fa ben sperare è che qualche casetta si è liberata perché chi la occupava è tornato a vivere nella propria abitazione. Molti però restano ancora in vallata, ad Ascoli soprattutto. Speriamo che la ricostruzione acceleri per favorire il rientro anche di altri, senza escludere coloro che occupano le seconde case, e non sono pochi". Non aiutano le ultime notizie sul fronte scuola che rischiano addirittura di far allontanare da Arquata alcune famiglie. "Dopo cinque anni di lotte e di battaglie grazie alle classi a San Benedetto del Tronto e poi alla costruzione della nuova scuola ad Arquata donata dalla Fondazione Specchio dei Tempi, adesso per cavilli burocratici rischiamo di avere la policlasse anche alle medie. Chiediamo ancora e con forza al Ministero e al dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale Filisetti che la policlasse non si faccia e che sia previsto personale aggiuntivo. Un buon servizio scolastico - insiste - è fondamentale per far ripartire questi borghi, insieme alle altre condizioni per cui ci siamo impegnati tanto con Petrucci: il lavoro e una politica per gli anziani. "Siamo pronti ad andare a Roma a manifestare, insieme ad altri sindaci di Comuni terremotati, anche in Umbria". (ANSA).

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