Covid: chiusi i negozi, marciano per 200 km

Due imprenditori palermitani percorrono l'antica via Francigena

(di Giovanni Franco) (ANSA) - PALERMO, 17 APR - Bloccati dai divieti della zona rossa a causa della restrizioni per il Covid-19, hanno dovuto chiudere le saracinesche dei loro negozi a Palermo. Eppure non erano intenzionati a stare senza far nulla. E così due commercianti, uno parrucchiere, l'altro titolare di un pub, hanno deciso di lasciare la città e percorrere a piedi e zaino in spalla l'antica via Francigena un tratto di viabilità storica siciliana risalente all'epoca Romana, più un fascio di strade che una via unica, che collega Palermo ad Agrigento. "Siamo stati a Corleone, Prizzi, Castronovo di Sicilia, Cammarata, San Giovanni Gemini, Piana degli Albanesi la riserva di Monte Carcaci, Sutera, Campofranco, Racalmuto il paese di Leonardo Sciascia, e Agrigento in tutto circa oltre duecento chilometri in otto giorni", racconta Paolo D'Agostino, 50 anni appena compiuti coiffeur con la passione per la cucina. Aggiunge il ristoratore Giovanni D'Alia, 53 anni: "Alzarsi la mattina presto, faticare e alla sera riposarsi come necessità dopo un giorno di fatica, penso sia la base necessaria per combattere il disagio di tutti noi che vittime di questa emergenza sanitaria passiamo le giornate a ciondolare in attesa di potere ricominciare una vita normale". La decisione di iniziare questo cammino rispettando le norme di distanziamento è stata presa in pochi minuti. "L'idea è scattata appena ho appreso della decisione del presidente della regione di prorogare la zona rossa - dice Paolo - ho coinvolto il mio collega imprenditore che ha accettato subito la mia proposta". Lasciati nei rispettivi negozi forbici e pettini e bicchieri e piatti Paolo e Giovanni hanno iniziano la loro marcia. "Nella prima tappa ho chiesto un 'informazione ad un abitante di Altofonte - sorride Paolo - per sapere dove andare per il calvario, lui mi ha risposto che è una strada per ragazzi non adatta a due cinquantenni come noi. Feriti nel nostro orgoglio l'abbiamo naturalmente percorsa". Spiega D'Alia :"Io e Paolo siamo amici e vicini di lavoro , quindi ci vediamo spesso ultimamente con le restrizioni legate al Covid , l'attività del mio pub è praticamente ferma da sei mesi , e lui ha lavorato molto meno con vari stop. Siamo imprenditori , uomini abituati ad essere liberi , e questa condizione ci sta uccidendo , quindi una fuga da questa realtà mi sembrava il modo giusto per allentare le tensioni e vedere le cose da lontano. E siamo partiti".
    Un modo di staccare la spina sperando ad un ritorno alla normalità con la fine della pandemia. "E tra campi sterminati di grano, alberi di ulivo, mandorli, sulla, asparagi selvatici, finocchio selvatico, profumi e verde infinito , abbiamo conosciuto una Sicilia stupefacente che consigliamo a tutti", dicono i due commercianti camminatori .
    "E' stato faticoso ,- osservano - ma l'occhio ha goduto di una vista mozzafiato di paesaggi incantevoli e il cuore si è rinfrancato di incontri con gente che in modo assolutamente sereno ti ha aperto le porte di casa sua come ad un parente che non si vede da tanto tempo". Al ritorno disfatti  i bagagli ora i due negozianti possono dire di essere "di sicuro più ricchi , e anche più rinfrancati, il cammino ti porta fuori , su uno scenario diverso , e se hai il compagno giusto ti diverti . Ora speriamo solo di ricominciare", promettono. (ANSA).
   

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