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Dall'Ue 627 milioni per le ricerche di eccellenza

Dall'Ue 627 milioni per le ricerche di eccellenza

Leptin, 'investire di più nella ricerca'. I ricercatori taliani secondi, l'Italia ottava

24 novembre 2023, 19:22

Benedetta Bianco

ANSACheck

Particolare del quartier generale del Consiglio Europea della Ricerca (Erc) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Particolare del quartier generale del Consiglio Europea della Ricerca (Erc) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Particolare del quartier generale del Consiglio Europea della Ricerca (Erc) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Consiglio Europeo per la Ricerca ha assegnato 627 milioni di euro a 308 progetti, grazie agli Erc Consolidator Grant: finanziamenti dedicati a ricercatori di eccellenza che stanno cercando di consolidare i propri gruppi di lavoro indipendenti. I ricercatori italiani, considerando quelli lavorano in Italia e all'estero, sono secondi per numero di vincitori, 36 in tutto, superati solo dai tedeschi (56); al terzo posto si collocano i danesi (27). Considerando però la classifica dei Paesi che ospitano i progetti vincitori, l'Italia è ottava (15). Al primo posto, anche in questo caso, c'è la Germania (66), seguita da Regno Unito (43) e Pesi Bassi (36).

"I nuovi vincitori del Consolidator Grant rappresentano il meglio della ricerca europea", commenta Maria Leptin, presidente dell'Erc. "È deludente, però, non poter sostenere ogni progetto meritevole semplicemente a causa di vincoli di bilancio: circa 100 proposte identificate come eccellenti nella nostra rigorosa valutazione, infatti, non saranno finanziate. Può l'Europa permettersi di lasciare che tali talenti vadano sprecati?", si domanda Leptin. "Dobbiamo sostenere collettivamente maggiori investimenti nella ricerca e nell'innovazione. Il nostro obiettivo comune deve essere quello di garantire che nessuna idea brillante rimanga senza finanziamenti in Europa - rileva - e che nessuna carriera promettente venga lasciata incompiuta".

Per l'Italia, si aggiudica la maggiore quantità di fondi l'Università di Torino, grazie a tre progetti. Seguono, con due ricercatori ciascuno, l'Istituto Italiano di Tecnologia e lo Human Technopole di Milano. Gli altri progetti italiani vincitori sono nelle Università di Genova, Trento, Pavia e Padova, il Politecnico di Milano, l'Istituto Nazionale di Genetica Molecolare di Milano, la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.

I progetti vincitori, 308 su 2.130 candidati, spaziano dalla disinformazione sui social network ai cambiamenti che colpiscono il sistema immunitario durante l'invecchiamento, fino al crescente utilizzo di mercenari nei conflitti armati di tutto il mondo.

"Sono particolarmente entusiasta di notare il significativo aumento della rappresentanza delle donne tra i vincitori per il terzo anno consecutivo", afferma Iliana Ivanova, commissaria europea per l'Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l'Istruzione e la Gioventù. "Questa tendenza positiva non solo riflette gli eccezionali contributi delle ricercatrici - osserva - ma evidenzia anche i passi avanti che stiamo facendo verso una comunità scientifica più inclusiva e diversificata".

Ne è un esempio il progetto dell'Università di Torino guidato da Valentina Sola, che è anche associata all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che si è aggiudicato un finanziamento di 1,8 milioni di euro. La ricerca punta a realizzare super-sensori di nuova generazione per gli acceleratori di particelle del futuro, capaci di lavorare in ambienti con livelli di radiazione estremi e di seguire le particelle in 4D con grandissima precisione. In ambiti molto diversi, invece, operano i due progetti dell'Iit, che si sono aggiudicati 2 milioni ciascuno. Alessandro Gozzi del centro dell'Iit Rovereto studia la 'sinfonia' di segnali elettrici che caratterizza l'attività del cervello anche quando è a riposo per individuare nuovi trattamenti per disturbi neurologici e per migliorare le funzioni cognitive. Fabian Meder dell'Iit di Genova, invece, indagherà i meccanismi che permettono la generazione di cariche elettriche da parte delle piante, per nuovi sensori da collegare e alimentare direttamente sulle foglie.

Ancora un altro campo di ricerca caratterizza lo studio di Alessandro Pellegata del Politecnico di Milano, vincitore di 2 milioni di euro: grazie ad un innovativo gel contenente cellule staminali da stampare in 3D, cercherà di correggere il mancato sviluppo della spina dorsale nel feto, rivoluzionando il trattamento della patologia della spina bifida aperta.

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