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I punti dell'accordo in bilico tra Israele e Hamas

I punti dell'accordo in bilico tra Israele e Hamas

Tre palestinesi rilasciati per ogni ostaggio e 4 giorni di pausa

ROMA, 25 novembre 2023, 22:13

Redazione ANSA

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Lo scambio tra ostaggi e detenuti palestinesi - RIPRODUZIONE RISERVATA

Lo scambio tra ostaggi e detenuti palestinesi - RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo scambio tra ostaggi e detenuti palestinesi - RIPRODUZIONE RISERVATA

Rischia di saltare, tra accuse reciproche, l'accordo tra Israele e Hamas dopo il ritardo nello scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi.

Un'intesa siglata, con la mediazione del Qatar, il 22 ma entrata in vigore ieri alle 7 ora locale. La prima parte dell'accordo tra Hamas e Israele prevede una tregua di quattro giorni e la liberazione graduale di 50 ostaggi detenuti a Gaza in cambio di 150 prigionieri palestinesi.

Sono stati rilasciati finora 13 ostaggi in cambio di 39 detenuti.

Ecco i principali punti dell'intesa raggiunta dopo serrate trattative.

TRE PALESTINESI PER OGNI ISRAELIANO - Lo scambio è previsto in due fasi. La prima, nei quattro giorni concordati di tregua, prevede che 50 ostaggi israeliani (almeno 10-12 al giorno) e 150 prigionieri palestinesi siano rilasciati. Se il meccanismo funziona, ci potrebbe essere una seconda fase - uno o più giorni di proroga della tregua - con il rilascio di altri 150 prigionieri palestinesi in cambio di altri ostaggi, "fino a 50".

CHI VERRA' RILASCIATO
- A ritrovare la libertà dovrebbero essere, in base all'accordo, prima donne e bambini israeliani, mentre tra i palestinesi sarà liberato solo chi non si è macchiato di omicidio. Secondo le stime, sarebbero 240 gli ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre. Israele ha pubblicato i nomi di 300 detenuti palestinesi che potrebbero essere liberati, la stragrande maggioranza adolescenti. Di quelli sulla lista, 49 sono identificati come membri di Hamas, 60 come appartenenti a Fatah, il partito che guida l'Autorità palestinese in Cisgiordania, e 17 come affiliati al Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp). Non tutte le persone rapite il 7 ottobre sono nelle mani di Hamas: alcuni sono stati presi dalla Jihad islamica palestinese o da altre organizzazioni di miliziani.

LA PAUSA DAI COMBATTIMENTI - Dopo varie trattative nelle quali si oscillava tra 3 e 5 giorni di pausa dei combattimenti, alla fine si è arrivati a 4. Durante questo periodo, la ricognizione israeliana di Gaza tramite droni e altri mezzi deve essere temporaneamente sospesa per sei ore al giorno.

AIUTI UMANITARI E CARBURANTE - Previsto un aumento degli aiuti nella Striscia, compreso il carburante. Almeno 200-300 camion umanitari al giorno, di cui otto con carburante e gas. Anche l'Ue fa la sua parte. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato un aumento delle consegne di aiuti.

LA GUERRA NON FINISCE - I combattimenti riprenderanno dopo la fine della pausa umanitaria. L'accordo, infatti, non è un cessate il fuoco definitivo e Israele ha promesso che tornerà a dare la caccia ad Hamas finchè non sarà sradicato da Gaza, con l'obiettivo di "riportare a casa tutti gli ostaggi".
   

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