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Fondo per la ripresa, la strada per i Recovery bond

Fondo per la ripresa, la strada per i Recovery bond

Che cosa prevede la proposta francese che piace all'Italia

BRUXELLES, 08 aprile 2020, 20:51

Redazione ANSA

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Emmanuel Macron - RIPRODUZIONE RISERVATA

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Emmanuel Macron - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Una crisi eccezionale richiede decisioni e solidarietà eccezionali per lanciare uno stimolo adeguato": così si apre la proposta francese che punta a creare un nuovo fondo temporaneo, operativo per 5-10 anni, sulla base di garanzie comuni (leggi debiti). Al momento rappresenta l'unico compromesso sul tavolo dell'Eurogruppo: potrebbe essere accettata dalla Germania, magari con qualche dettaglio di meno, e anche dall'Italia, purché ci siano riferimenti chiari a emissioni comuni. Parigi lo chiama Fondo per la ripresa.

"Dovrebbe emettere bond con diverse garanzie comuni degli Stati Ue", si legge nel documento francese. "Il fondo sarebbe gestito dalla Commissione europea e finanzierebbe programmi designati a rilanciare l'economia in modo coerente con il Green Deal e con la strategia industriale presentata dalla Commissione il 10 marzo, specialmente per contribuire a ricollocare in Europa le catene di valore strategiche". Questi programmi "potrebbero anche finanziare le spese sanitarie fin tanto che queste aumentino la capacità dei nostri sistemi sanitari di affrontare shock esogeni come il Covid-19". I "criteri di eleggibilità per questi programmi dovrebbero riflettere i danni economici frutto dell'epidemia. L'obiettivo è prima di tutto assicurare solidarietà tra i 27 Stati Ue". Il debito che sarà generato con le nuove emissioni, "potrà essere rimborsato attraverso una nuova, eccezionale fonte come una tassa sulla solidarietà per finanziare la risposta al Coronavirus, oppure le risorse proprie del bilancio Ue".

Il testo francese non finirà tutto nelle conclusioni dell'Eurogruppo, ma intanto sembra essere passata l'idea di creare un nuovo Fondo, alimentato da risorse comuni. Per Francia e Italia sono emissioni, per l'Olanda nuovi contributi una tantum degli Stati. La Germania vorrebbe restare sul vago per ora, e rinviare la discussione sulle modalità ad un secondo momento.
   

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