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La prima della Scala. Nel palco reale Segre, Sala e La Russa

La prima della Scala. Nel palco reale Segre, Sala e La Russa

Rebus in giornata poi la soluzione evita incidenti diplomatici

MILANO, 06 dicembre 2023, 21:03

di Bianca Maria Manfredi

ANSACheck

Scala: Sala e La Russa in platea con Liliana Segre - RIPRODUZIONE RISERVATA

Scala: Sala e La Russa in platea con Liliana Segre - RIPRODUZIONE RISERVATA
Scala: Sala e La Russa in platea con Liliana Segre - RIPRODUZIONE RISERVATA

Non ci sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella domani all'inaugurazione della stagione lirica della Scala con Don Carlo di Giuseppe Verdi, ma a prendere fisicamente il suo posto (e con ogni probabilità i calorosi applausi che la sala abitualmente gli tributa) sarà la senatrice a vita Liliana Segre che siederà al centro del palco reale. Si è chiusa in questo modo una giornata convulsa in cui l'assegnazione dei posti nel palco reale è sembrata un rebus, o meglio una complessa partita a scacchi in cui l'aspetto del cerimoniale si è incrociato con quello prettamente politico, sfiorando l'incidente diplomatico e disinnescando la possibilità di contestazioni.

La mattinata è partita con un comunicato dei rappresentanti scaligeri della Cgil e della sezione Anpi della Scala che hanno annunciato che non avrebbero partecipato "ad alcun cerimoniale di saluto istituzionale rivolto a chi non ha mai condannato il fascismo, le sue guerre coloniali, l'alleanza e la sudditanza al nazismo che ha generato leggi razziali e tanto lutto e miseria al popolo italiano", comunicato dal titolo "i fascisti non sono graditi alla Scala". Nel testo non figura il nome del presidente del Senato, ma gli stessi esponenti hanno confermato che a lui si riferivano rifiutandosi di essere presenti all'usuale saluto da parte delle autorità al cast e a una delegazione delle masse artistiche. E fra gli orchestrali qualcuno ha anche immaginato qualche contestazione a La Russa da parte del pubblico che l'hanno scorso (come sempre negli ultimi anni) ha applaudito calorosamente Mattarella, che aveva accanto Giorgia Meloni.

Il Capo dello Stato quest'anno ha dovuto declinare l'invito, promettendo di arrivare nel 2024, e la premier sarà a Milano ma solo al mattino per visitare l'Artigiano in fiera e poi partecipare a una iniziativa benefica. A rigor di cerimoniale il posto centrale nel palco spettava a La Russa, che però ha lanciato una proposta: "Io sarei felice - ha detto - se la senatrice a vita Segre, domani dove non potrà essere presente il presidente della Repubblica, fosse presente sul palco d'onore della Scala, anche per ribadire la vicinanza e solidarietà che c'è in tutti noi sulle vicende mediorientali. Naturalmente questo dipende dalla signora Segre e da un invito formale del sindaco ma questo credo sia in itinere". Poi è filtrata la notizia che Sala si sarebbe seduto sì accanto a Segre ma in platea, abbandonando il palco reale, anche se il sindaco, in quanto presidente del teatro, è il padrone di casa. Scelta, ha detto il primo cittadino, che non voleva essere polemica nei confronti di La Russa ma piuttosto "un messaggio politico" di "vicinanza con la senatrice Segre".

A questo punto anche il presidente del Senato ha detto di essere pronto a sedersi in platea accanto a Segre. Poi alla sera la designazione dei posti nel palco con in prima fila lui, la moglie Laura de Cicco, la figlia della senatrice, Federica Belli Paci, Liliana Segre, Giusppe Sala e la compagna Chiara Bazzoli. E dietro il vicepremier Matteo Salvini, la ministra Maria Elisabetta Casellati, in governatore Attilio Fontana e il prefetto Claudio Sgaraglia. Fra il pubblico seduti anche Vittorio Sgarbi, il regista Pedro Almodovar e l'attore Louis Garrel, Ornella Vanoni e Patti Smith. Tutti pronti a godersi domani lo spettacolo.

 

 

Alla prima ospiti da Patti Smith e Liliana Segre

Mondo della politica, dello spettacolo, dell'arte e della finanza: come sempre la prima della Scala è un momento di incontro fra mondi differenti. E lo è anche quest'anno con un parterre di ospiti che va da Patti Smith alla senatrice a vita Liliana Segre, dal presidente del Senato Ignazio La Russa al direttore dell'Opéra di Paris Alexandre Neef. Quest'anno, per il Don Carlo diretto da Riccardo Chailly, non saranno presenti il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha però già assicurato la sua presenza per il prossimo anno, e la premier Giorgia Meloni, ma La Russa e il vicepremier Matteo Salvini, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, delle Riforme Maria Elisabetta Casellati, e i sottosegretari alla Cultura Gianmarco Mazzi e Vittorio Sgarbi.

E anche il Capo di Stato Maggiore Giuseppe Cavo Dragone. A fare gli onori di casa saranno il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente del teatro, e il presidente della Regione Attilio Fontana. 'Debutterà' Claudio Sgaraglia, appena nominato prefetto di Milano, mentre è una conferma la presenza del senatore a vita Mario Monti.

Alla Scala tornerà Raina Kabaivanska, indimenticata protagonista del Don Carlo nella parte di Elisabetta nel 1964 con Gabriele Santini e nel 1969 con Claudio Abbado, ed è attesa anche Ornella Vanoni, come gli architetti Stefano Boeri e Mario Botta, che ha firmato l'ampliamento del Piermarini e la nuova torre di via Verdi, e ancora l'artista Francesco Vezzoli, il direttore artistico del Maxxi di Roma Francesco Stocchi, l'attrice Andrea Jonasson, vedova di Giorgio Strehler, l'ad Rai Roberto Sergio, gli ex sovrintendenti scaligeri Carlo Fontana, che ha appena pubblicato la sua autobiografia 'Sarà l'avventura, una vita per il teatro' e Alexander Pereira e le guide di teatro come la Monnaie di Bruxelles Peter de Caluwe, il direttore artistico del Real di Madrid Joan Matabosch, i sovritendenti fra l'altro dell'Accademia di Santa Cecilia Michele dall'Ongaro e del Regio di Torino Francesco Giambrone.

E ovviamente le étoile scaligere Roberto Bolle e Nicoletta Manni, fresca di nomina, insieme al marito Timofej Adrijashenko, anche lui primo ballerino scaligero come ntonella Albano, Martina Arduino, Alice Mariani, Virna Toppi, Marco Agostino. Nicola Del Freo e Antonino Sutera.

Ci saranno anche il regista Pedro Almodovar e l'attore Louis Garrel domani alla prima della Scala. Lo anticipa la maison Giorgio Armani, che per la serata di domani vestirà anche i primi ballerini Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, che si sono sposati la scorsa estate in Salento. Hanno scelto di indossare una creazione firmata Giorgio Armani anche Chiara Bazoli, compagna del sindaco Beppe Salza, Giovanna Salza, moglie di Corrado Passera, e Maria Porro, presidente del salone del mobile. Saranno vestiti Armani anche i ballerini della Scala Claudio Coviello, Alice Mariani, Martina Arduino e Marco Agostino.

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