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Bernstein a Caracalla, Michieletto fa centro con Mass

Un successo la prima versione italiana per l'Opera di Roma

(ANSA) - ROMA, 02 LUG - Damiano Michieletto ha fatto centro con la prima esecuzione italiana in forma scenica di Mass di Leonard Bernstein, alle Terme di Caracalla. ll pubblico, tornato finalmente a prendere posto nella meravigliosa sede storica della stagione estiva dell' Opera di Roma dopo la parentesi di due anni al Circo Massimo a causa del Covid, ha tributato un lunghissimo applauso all'allestimento della composizione definita dallo stesso autore ''un pezzo teatrale per cantanti, musicisti e ballerini''. Non fu così nel settembre 1971 quando a Washington la critica stroncò il lavoro commissionato da Jacqueline Kennedy per inaugurare il memoriale dedicato al marito ucciso a Dallas nel 1963. Il giovane regista veneziano, al debutto a Caracalla dopo aver realizzato con la Fondazione capitolina nel 2020 in piena emergenza sanitaria uno straordinario ''Rigoletto'', ha attualizzato lo spirito pacifista dell' opera mettendo al centro della scena il muro delle divisioni e delle incomprensioni su cui scorrono i luoghi del mondo in cui è stato innalzato. Contro questo muro si scontra il celebrante, l'applauditissimo baritono austriaco Markus Werba, alla guida di una comunità di fedeli su cui irrompe il gruppo di 'street singer' animato dal dubbio e dalla volontà distruttiva.
    ''Mass ha tante cose dentro'' aveva detto Michieletto alla vigilia della 'prima'. La partitura di Bernstein effettivamente miscela musical, inserti di brani registrati, jazz, rock. E se sono evidenti gli accenni al suo capolavoro West Side Story, il pensiero a volte rimanda a Jesus Christ Superstar, pubblicato come doppio album 1970 e rappresentato a Broadway nell' ottobre successivo. (ANSA).
   

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