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Da Ercolano a Malibù la Villa dei papiri

Da Ercolano a Malibù la Villa dei papiri

Da Napoli alla maison del tycoon che si sognava Cesare

NEW YORK, 17 maggio 2019, 12:06

Alessandra Baldini

ANSACheck

Drunken Satyr undergoes conservation work at the Getty Villa. - RIPRODUZIONE RISERVATA

Drunken Satyr undergoes conservation work at the Getty Villa. - RIPRODUZIONE RISERVATA
Drunken Satyr undergoes conservation work at the Getty Villa. - RIPRODUZIONE RISERVATA

(ANSA) - NEW YORK -Da Ercolano a Malibu e ritorno: la Villa Getty, costruita a modello della Villa dei Papiri sepolta del 79 dopo Cristo dall'eruzione del Vesuvio, ospiterà dal 26 giugno al 28 ottobre una mostra su molti degli straordinari reperti venuti alla luce dalla meta' del Settecento a oggi e sugli sforzi tuttora in corso di aprire e leggere gli oltre mille papiri carbonizzati tornati in luce, l'unica biblioteca sopravvissuta dal crollo del mondo classico. "La villa dei papiri era una delle più lussuose residenze private dell'epoca e ha avuto un ruolo chiave nella storia dell'archeologia", ha detto il direttore del Getty, Timothy Potts, puntando i riflettori sulla collezione di sculture in bronzo e la biblioteca che a loro volta aprono una finestra sul loro proprietario, Lucio Calpurnio Pisone, il suocero di Giulio Cesare. Tra i pezzi piu' significativi c'e' la scultura di bronzo di un satiro ubriaco, elogiata da Winckelmann nel '700 come una delle piu' belle sopravvissute al mondo antico: la statua e' parte di un progetto in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli per l'analisi e il restauro prima della mostra. "Non potrebbe esserci luogo migliore della Villa Getty per portare la mostra sulla Villa dei Papiri negli Usa", ha detto Kenneth Lapatin, curatore del dipartimento antichita' del museo. Il petroliere J. P. Getty, che costruì la villa anche se non ci abito' mai, amava paragonarsi agli antichi romani e ammirava in particolare Giulio Cesare e l'imperatore Adriano, a sua volta un collezionista. La Villa Getty fu un tentativo da parte del tycoon di rifarsi l'immagine: da uomo d'affari del Midwest a aristocratico europeo. Annunciando la mostra, Potts ha reso omaggio alla collaborazione "vecchia di molti decenni" con le istituzioni e i colleghi italiani "per la protezione dell'eredita' culturale del Paese". In questo caso, l'impegno del museo californiano al centro di un braccio di ferro giudiziario con l'Italia su una statua attribuita a Lisippo, e' con il Museo di Napoli, il Parco Archeologico di Ercolano e la Biblioteca Nazionale "Vittorio Emanuele". E sempre Potts ha ricordato gli ultimi progetti di restauro effettuati dagli esperti del Getty: il monumentale cratere di Altamura e tre statue di bronzo: l'Efebo del 2009, l'Apollo Saettante nel 2001, e una gigantesca scultura di Tiberio nel 2013.

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