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CRV – Primo ok a Pdl statale per ridurre l’Iva nelle bollette energetiche delle case di riposo

CRV – Primo ok a Pdl statale per ridurre l’Iva nelle bollette energetiche delle case di riposo

06 aprile 2023, 16:07

Redazione ANSA

CRV - Quinta commissione licenzia proposta di legge statale per ridurre l’Iva nelle bollette energetiche delle case di riposo

(Arv) Venezia 6 apr. 2023 - La commissione Sanità del Consiglio veneto, presieduta da Sonia Brescacin (Lega-Lv), ha approvato con voto unanime la proposta di legge, di rango statale e quindi da inviare al parlamento nazionale, presentata dalla capogruppo di Forza Italia Elisa Venturini, per applicare alle case di riposo e alle residenze sanitarie assistenziali l’aliquota Iva agevolata al 10 per cento per l’energia elettrica e il gas, così come avviene per le utenze a uso domestico. Secondo i proponenti (il testo è sottoscritto anche dai consiglieri Bozza, Barbisan e Piccinini), il minor gettito per le casse dello Stato generato dall’abbattimento dell’Iva dal 22 al 10 per cento ammonterebbe a 9.940.000 euro; il beneficio medio per la retta di un ospite di un centro servizi anziani del Veneto è quantificabile in circa 61 euro l’anno. Relatrice per l’approvazione definitiva in aula sarà la prima firmataria Venturini.

La commissione ha inoltre dato avvio al percorso istruttorio della proposta di legge statale, anche questa da inviare come proposta al Parlamento nazionale, per riconoscere la fibromialgia come malattia cronica invalidante. A presentarla sono i consiglieri dell’intergruppo Lega-Liga veneta, prima firmataria la polesana Simona Bisaglia. Si calcola che in Italia a soffrire di questa sindrome da dolore cronico diffuso siano 1,5-2 milioni di persone, nove su dieci di sesso femminile. Il progetto di legge ha ottenuto in commissione l’adesione trasversale dei consiglieri di tutti i gruppi politici.

Primi passi del percorso istruttorio anche per il progetto di legge a valenza regionale presentato dai consiglieri Erika Baldin (M5S), Enrico Corsi (Lega-Lv) e Arturo Lorenzoni, portavoce dell’opposizione, volto a ridurre le liste di attesa in sanità. Il testo in discussione (pdl n. 184) propone che in caso di mancato rispetto dei tempi di attesa o di protrarsi del cosiddetto periodo di ‘galleggiamento’, l’assistito possa usufruire della prestazione in regime intramoenia, con il pagamento del solo ticket. Secondo il progetto di legge presentato sarà l’azienda sanitaria a farsi carico del maggior costo della prestazione erogata in regime libero professionale rispetto alla quota richiesta all’assistito di ordinaria compartecipazione della spesa.

Infine l’assessore regionale alla Sanità e al sociale Manuela Lanzarin ha presentato alla commissione il progetto di legge n. 194, di iniziativa della Giunta regionale, che interviene sulla legislazione regionale vigente in materia di assistenza sociale autorizzando la Regione ad intervenire sulla destinazione d’uso degli edifici ex Onpi (Opera Nazionale Pensionati d’Italia), trasferiti alla Regione nel 1977 e affidati in proprietà ai Comuni per servizi di assistenza sociali. La nuova iniziativa legislativa della Giunta introduce la possibilità di deroga a tale vincolo di destinazione per i tre immobili ex Onpi, situati nei comuni di Bassano, Rovigo e Verona, “per comprovati motivi di interesse pubblico e previa valutazione del livello di assistenza sociale presente sul territorio”.

L’assessore alla Sanità ha inoltre risposto anche ad interrogazioni presentate dalle opposizioni. In merito all’atto ispettivo del Pd, presentato dalla vicepresidente Anna Maria Bigon, che chiedeva “quale programmazione intende avviare la Giunta regionale sulle schede ospedaliere e i servizi sanitari territoriali”, la titolare del referato alle politiche sanitarie ha precisato che l’attuazione della programmazione 2018-2023 è stata rallentata dalla pandemia e che il nuovo aggiornamento delle schede ospedaliere e dei servizi dovrà tener conto dell’atteso aggiornamento del DM 70 e delle future indicazioni in arrivo al ministero sia per l’organizzazione dei servizi sanitari sia per quelli sociali.

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