COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale UDICON

Bollette Enel Energia, U.Di.Con.: “Siamo ai limiti dell’assurdo”

UDICON

Roma, 21/04/2021 – “Abbiamo appreso di una scellerata modifica unilaterale dei contratti di energia posti in essere da Enel che andrà a danneggiare i consumatori sia in termini economici sia in termini di privacy – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – con questa modifica è palese la possibile confusione nella quale potrebbero cadere gli utenti. Senza comunicare il proprio indirizzo email i cittadini non riuscirebbero a ricevere la bolletta e rischierebbero anche ritardi nei pagamenti, vedendo la propria spesa aggravarsi. Tutto questo in maniera totalmente ingiustificata. Ma la cosa più grave in assoluto è il fatto che Enel comunica che la bolletta verrà inviata ad un indirizzo digitale acquisito da database pubblici – continua Nesci –  non tenendo conto che il titolare dell’utenza potrebbe non utilizzare abitualmente quell’indirizzo email e, si aggiunge che questa condotta andrà in contrasto con le norma del GDPR in quanto un utente deve autorizzare la proliferazione dei propri dati, inclusa l’email, per ricevere determinate comunicazioni da parte di una determinata azienda, la quale deve comunque utilizzare i dati forniti esclusivamente per le finalità del trattamento per i quali è stata utilizzata. Ma come fa Enel a utilizzare una mail reperita sul web senza alcuna autorizzazione?  Oltre questo c’è il rischio per tutti i consumatori di subire la sospensione o il distacco della fornitura. Per non parlare dell’ulteriore modifica che riguarda i costi di invio solleciti che passeranno da 2 a 4 euro IVA esclusa per ogni sollecito, dopo il primo. Le nuove regole andranno in vigore dal 1° giugno con possibilità da parte degli utenti di recedere dal contratto altrimenti si applicherà la tacita accettazione delle nuove condizioni. Era auspicabile un confronto con le Associazioni dei consumatori prima di procedere con questa importante e dannosa modifica. Segnaleremo questa condotta anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per far sì che vengano rispettate le norme presenti all’interno del Codice del Consumo  – conclude Nesci - la comunicazione, per altro, solleva dei dubbi sotto il profilo della tutela dei dati personali, per questo motivo riteniamo opportuno che la questione venga sottoposta anche all’Autorità Garante della Protezione dei dati personali”.

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