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Smart working: ricerca Cgil, piace a 62% ma si lavora troppo

Smart working

Smart working: ricerca Cgil, piace a 62% ma si lavora troppo

Postazione lavoro inadeguata e isolamento sociale tra i problemi

TORINO, 30 settembre 2021, 12:22

Redazione ANSA

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Il 62,3% dei lavoratori apprezza lo smart working, soprattutto i pendolari, ma sono diverse le criticità denunciate, in particolare l'isolamento sociale, la postazione e gli strumenti di lavoro inadeguati, orari di lavoro che si dilatano, aumento dello stress e assenza di una formazione specifica. E' quanto emerge da una ricerca effettuata dalla Cgil Torino con il Centro Ricerche Themis, su un campione di 3.378 lavoratori di settori diversi: dai call center alla Tim, dall'Università a Stellantis, dal Csi a tante piccole e grandi aziende informatiche.
    Oltre il 30% del campione dichiara di lavorare più dell'orario di lavoro standard, il 42,2% individua nella postazione e nelle attrezzature di lavoro l'aspetto principale da migliorare, quasi il 40% evidenzia un carico "mentale" più pesante nel lavoro in smart working. Per il 50% i problemi segnalati di più sono l'isolamento sociale e la postazione di lavoro inadeguata. Infine un terzo non ha ricevuto alcuna formazione specifica.
    "Sono criticità di cui il sindacato deve farsi carico. I 3.400 lavoratori torinesi di settori e aziende diverse, che hanno risposto alle nostre domande, ci aiutano a individuare i problemi che la contrattazione deve affrontare e provare a risolvere, dopo un anno e mezzo caratterizzato spesso da improvvisazione e scarsa attenzione per la salute delle persone", spiega Federico Bellono della Cgil Torino.
   

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