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Le illustrazioni di Orhan Pamuk al Labirinto della Masone

Le illustrazioni di Orhan Pamuk al Labirinto della Masone

'Parole e Immagini', lo scrittore racconta i disegni in mostra

FONTANELLATO, 13 novembre 2023, 14:58

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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(di Ida Bini) Il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato, in provincia di Parma, ospita dal 18 novembre al 17 marzo l'inedita produzione grafica dello scrittore Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura nel 2006.
    La mostra 'Parole e Immagini', a cura di Edoardo Pepino, raccoglie 12 taccuini di disegni e illustrazioni realizzati dallo scrittore turco dal 2009, esposti nelle sale alla fine della galleria del Labirinto, dove è allestita anche la collezione d'arte di Franco Maria Ricci.
    I taccuini in mostra sono raccontati e commentati dall'autore stesso in un documentario-intervista inedito, e sono approfonditi grazie a proiezioni che porteranno i visitatori nel mondo di Pamuk. Le pagine dei taccuini sono piccoli capolavori in cui si alternano poesia visiva, atmosfere oniriche e note di viaggio filtrate dal suo mondo interiore. Dalla mostra emerge la sua esigenza di scrivere e disegnare insieme, un'istintiva pratica artistica, nella quale letteratura, pensiero e disegno si completano. Nella prima sala della mostra i taccuini scelti dall'autore insieme al curatore sono esposti aperti con una selezione delle immagini più belle, colorate e significative.
    Schermi digitali forniranno, poi, una visione più completa del loro contenuto, permettendo a ciascun visitatore di muoversi, pagina dopo pagina, tra le illustrazioni, ingrandendole e leggendone i testi tradotti. Nella seconda sala la videoproiezione di un'intervista inedita a Orhan Pamuk permette di addentrarsi nella poetica del romanziere, approfondendone e indagandone il rapporto tra parola e immagine. L'ultima parte del percorso espositivo conduce il pubblico in una dimensione più intima: la terza sala si ispira infatti alla casa dello scrittore-artista, che è sempre stata per lui un punto privilegiato di osservazione su Istanbul e sui mondi antropologici racchiusi in essa.
    Le finestre diventano un elemento chiave, soglia di apertura su una realtà prossima e distante allo stesso tempo: otto schermi accostati e leggermente sovrapposti uno all'altro, a evocare idealmente le finestre dell'abitazione, proiettano immagini dei taccuini alternate a immagine fotografiche e note da diario, in un rimando continuo di sogni e accadimenti.
    Memoria e immaginazione si fondono così in un linguaggio fatto di accostamenti, di sensazioni, di ricordi, di bianco e nero e colore. Grandi e pesanti tappeti turchi, come quelli che Pamuk descrive nei suoi ricordi, sono infine disposti nella sala.
    Contemporaneamente alla mostra, lo scrittore turco pubblica per la prima volta con Einaudi una selezione dei suoi taccuini nel volume 'Ricordi di montagne lontane', in libreria dal 14 novembre. Il filo conduttore che si snoda tra testi e immagini e attraversa gli eventi, gli incontri e i pensieri è sempre il processo della creazione letteraria. I taccuini rappresentano così un laboratorio in cui immaginare trame e studiarne l'architettura, in un dialogo perpetuo con i personaggi dei libri che verranno.
   

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