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Cosa resta della legge 40, aboliti 5 divieti

Cosa resta della legge 40, aboliti 5 divieti

Flamigni si schierò contro, per lui era "sconcerto e disagio"

ROMA, 06 luglio 2020, 10:51

di Maria Emilia Bonaccorso

ANSACheck

Un laboratorio per la procreazione assistita - RIPRODUZIONE RISERVATA

Un laboratorio per la procreazione assistita - RIPRODUZIONE RISERVATA
Un laboratorio per la procreazione assistita - RIPRODUZIONE RISERVATA

''Crea solo sconcerto e disagi ai pazienti''. Si esprimeva così Carlo Flamigni nei confronti della legge 40 del 2004 che ha introdotto l'uso delle tecniche di fecondazione assistita in Italia, una legge contrastata in aule parlamentari ma anche giudiziarie dall'esperto, massima autorità riconosciuta dalla comunita' scientifica sulla medicina della riproduzione. Una legge che lui defini' inapplicabile e per la quale auspicava una completa abrogazione anche attraverso il referendum. Flamigni, subito dopo l'approvazione della legge, dichiarò di essere pronto ad autodenunciarsi per il mancato rispetto di alcuni dei divieti, smontati in buona parte poi dalle sentenze dei giudici.

Il 12 e 13 giugno 2005, la Legge 40/04 sulla Procreazione Medicalmente Assistita fu oggetto del referendum popolare sull'abrogazione di buona parte dei divieti che andavano contro il diritto alla salute. Non fu raggiunto il quorum ma l'80% di chi votò scelse di cancellare le proibizioni su fecondazione assistita e ricerca sulle cellule staminali embrionali. Negli anni l'Associazione Luca Coscioni, realtà attiva a livello internazionale nella tutela del diritto alla salute e alla scienza ed uno dei principali propositori dei quesiti, ha attivato giurisdizioni nazionali e internazionali cancellando alcuni di questi divieti attraverso sentenze della Corte costituzionale.

L'avvocato Filomena Gallo, segretario nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, ed un collegio di giuristi esperti in materia hanno assistito le coppie in molti di questi procedimenti: ""Rispetto al 2005 - spiega - siamo attivi a tutti i livelli per eliminare l'ultimo divieto del referendum, quello di ricerca scientifica sugli embrioni non idonei per una gravidanza e in generale per raggiungere l'obiettivo di una piena tutela del diritto alla salute, recentemente abbiamo ribadito al Governo l'urgente necessità di inserire la Diagnosi Genetica Preimpianto fra i Livelli Essenziali di Assistenza, un'azione necessaria per evitare aborti. Stiamo inoltre agendo sulle regioni perché promulghino la proroga del limite di età attualmente previsto. Per ora solo Campania, Lazio e Toscana hanno reagito positivamente. Inoltre abbiamo chiesto la possibilità del rimborso ai donatori di gameti; l'aggiornamento in modo chiaro della parte dei LEA relativa alle prestazioni di Procreazione Medicalmente Assistita e che le tabelle sui costi siano corrispondenti ai reali costi delle tecniche avanzate di PMA, allo stato attuale non effettivamente erogabili. Infine di erogare tecniche eterologhe e indagini preimpianto anche nel pubblico".

Fra i divieti cancellati compare quello di produzioni di più di tre embrioni e di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti, rimossi con sentenza della Corte costituzionale n.151/2009 . Altre tre sentenze hanno poi eliminato il diivieto di diagnosi pre-impianto per le sole coppie infertili, il divieto di eterologa e di accesso alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche. Resta in vigore il divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica e revoca del consenso e il divieto di accesso alla fecondazione assistita per single e coppie dello stesso sesso.

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