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Mazda CX-60 e-Skyactiv D, il maxi diesel dai consumi mini

Mazda CX-60 e-Skyactiv D, il maxi diesel dai consumi mini

Motore 3.3 sei cilindri, potenza 200 Cv e 20 km con un litro

PESCIA ROMANA, 12 agosto 2023, 14:29

Francesco Fabbri

ANSACheck

Mazda CX-60 diesel arriva sul mercato e mette in discussione i fondamentali: dotata di un motore 3.3 litri sei cilindri capace di erogare 200 CV (c'è anche la versione da 249 CV), con una coppia massima di 450 Nm, cui vanno sommati i 153 Nm di coppia offerti dal motore elettrico del sistema M Hybrid Boost, è capace di una accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 8,4 sec ma, nonostante le prestazioni, percorre 20 km con un litro di gasolio, a volte anche di più. Un raro caso, quello dell'ammiraglia di Hiroshima, in cui i dati forniti dal costruttore non sono soltanto riproducibili nella realtà, ma talvolta anche migliorabili. Una rivoluzione, una delle tante cui Mazda ci ha abituato, in un'epoca di motori sempre più piccoli e con un'attrazione fatale per i tre cilindri.
    La Casa giapponese segue invece la propria filosofia del 'giusto dimensionamento', quindi una vettura dalle dimensioni così generose - 4,75 metri di lunghezza, 1,89 di larghezza e 1,68 di altezza, con un passo di 2,87 metri - viene equipaggiata con un motore termico di elevata cilindrata, ma di nuovissima concezione e pertanto capace di coniugare prestazioni, elasticità e bassi consumi, con emissioni di CO2 di 128 -130 g/km. Da notare anche l'inedita architettura di SUV con motore anteriore e trazione posteriore.

 

 



 
    Nel lungo test cui ANSA Motori l'ha sottoposta, Mazda CX-60 e-Skyactiv D si è dimostrata capace di adattarsi ad ogni esigenza, grazie all'ampio utilizzo della tecnologia che in ogni istante affianca il guidatore, senza mai risultare invasiva. Se in città si rivela estremamente maneggevole (il raggio di sterzata è di appena 5,4 metri) a dispetto delle dimensioni e capace di seguire il traffico più convulso senza strappi o tentennamenti, sulle strade extraurbane dimostra l'anima da mangiachilometri. L'assistenza alla guida è infatti un instancabile 'co-pilota' non soltanto per mantenere le distanze di sicurezza, impostare la traiettoria e rispettare i limiti di velocità, ma anche per godere appieno delle peculiarità dell'infotainment (disattivato il touch quando si è in movimento, utilizzabile soltanto con la rotella sul tunnel centrale). Messa alla frusta su angusti e ripidi tornanti di montagna, tira fuori tutta la sua sportività. Il cambio automatico a 8 rapporti, abitualmente morbido nelle variazioni, diventa chirurgico in modalità sport, con cambiate secche e precise. La trazione posteriore spinge ed è un valido alleato che non molla mai, in qualsiasi condizione.
    Mazda CX-60 compie un ulteriore passo avanti nella filosofia di design "Kodo-Soul of Motion", che racchiude una evoluzione del design Kodo ed ha l'obiettivo di essere immediatamente riconoscibile come vettura che poteva solo essere 'realizzata in Giappone'. Potente e imponente, ha linee dinamiche, che danno sensazione di forza e solidità. La parte anteriore profondamente scolpita e la silhouette a muso lungo/coda tronca creano una struttura possente e dinamica e una presenza imponente.
    L'interno è spazioso e ricco nei particolari. I sofisticati allestimenti Takumi e Homura aggiungono ulteriori tocchi alla qualità visiva e al tatto, il che conferisce alla Mazda CX-60 un esterno robusto ma maestoso e interni spaziosi e lussuosi, che possono impensierire anche le europee più blasonate. Cambia anche il design dei fari anteriori, con luci a sviluppo verticale e una firma luminosa a forma di L.
    A bordo, il comfort è assoluto, in un armonioso equilibrio tra pieno e vuoto nel rispetto del design raffinato e senza fronzoli tipico del brand. La plancia è caratterizzata da linee continue che attraversano le bocchette d'aerazione laterali per arrivare nel rivestimento delle portiere. Negli interni le venature del legno naturale e dei tessuti intrecciati svelano l'abilità dell'artigianato giapponese, in un ricercato equilibrio asimmetrico nel quale motivi e filati dei tessuti rispondono ai cambiamenti di luce mentre la tecnica di cucitura Kakenui svela scorci del materiale sottostante.
    Nella vettura oggetto del test, un ampio tetto panoramico in cristallo illumina l'abitacolo. Le poltrone anteriori sono regolabili elettronicamente e climatizzate (caldo per l'inverno, freddo per l'estate) e la posizione di guida è impostabile anche in maniera automatica. Il cockpit è composto da un quadro strumenti LCD TFT, un head-up display personalizzabile e uno schermo centrale di infotainment da 12,3 pollici, compatibile in modalità wireless con Android Auto e Apple CarPlay.
    Il vano di carico, di forma regolare e con due pratiche sacche a rete laterali, contiene 570 litri, che diventano 1.148 con i sedili posteriori abbattuti. Abbassata la soglia di carico rispetto a quella della CX-5 e ampliata l'apertura del portellone, che può essere anche dotato, come nel nostro caso, di sensore per apertura elettrica free-hand.
    Completa l'equipaggiamento della vettura oggetto del test un sistema audio Bose a 12 altoparlanti che diffonde il suono in maniera equilibrata e personalizzata per tutti gli occupanti dell'abitacolo.
    Prezzi a partire da circa 60mila euro, ma per l'esemplare in prova ne servono diecimila in più.

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