Rischi Grande Caldo, come reagiscono le auto elettriche

Maggiore deterioramento e possibile stop preventivo della carica

Redazione ANSA ROMA

Com'è noto la temperatura ha una influenza, spesso rilevante, sui fenomeni fisici che sono alla base del funzionamento delle batterie e quindi delle auto elettriche. Gli accumulatori agli ioni di litio, in particolare, non sopportano le condizioni estreme e funzionano al meglio a temperature comprese tra 20 e 25°C.
    È dunque noto e comprovato che il rischio di surriscaldamento della batteria aumenta in presenza del caldo estivo quando si guida a velocità più elevate durante i lunghi viaggi, ma i sistemi di raffreddamento dell'accumulatore e degli altri elementi dell'impianto sono progettati e tarati per evitarlo.
    Tuttavia oltre i 45-50°C, i componenti elettronici si deteriorano più rapidamente e in taluni casi (soprattutto nei modelli di vecchia generazione) si osserva un calo delle prestazioni. Ovviamente il range di temperatura 'ottimale' varia in base al modello EV e il fenomeno sarà più o meno acuto a seconda della qualità della batteria.
    Poiché tutti costruttori abbondano quando si tratta di proteggere la batteria e l'auto stessa, anche quando l'aria è rovente e si superano i 40-45°C all'ombra il rischio di un surriscaldamento - e quindi di un possibile danno all'auto - è praticamente escluso. Tuttavia ciò può avere un Impatto sulla velocità di ricarica (quando la batteria si avvicina al punto di surriscaldamento, la velocità diminuisce) e, addirittura, che l'operazione venga bloccata.
    Può infatti succedere che il sistema di gestione della batteria (BMS) che adatta la velocità di carica alla temperatura della batteria, intervenga per prevenire il cosiddetto 'overheat' e che la carica venga interrotta per motivi di sicurezza mentre la batteria si raffredda.
    È invece meno noto che anche le colonnine e le stazioni di ricarica soffrono per i eccessi di calore, in quanto la temperatura ha un impatto anche sui componenti elettronici dell'impianto.
    Normalmente le infrastrutture pubbliche sono progettate e costruite per funzionare regolarmente fino a temperature di 50°C, soprattutto quando si tratta di colonnine di ricarica ad alte prestazioni. Ma può accadere - anche qui in base alla anzianità dell'impianto - che il 'grande caldo' metta in crisi gli impianti pubblici di livello medio-basso. E in questo caso, come avviene per le auto elettriche, il rischio è che il sistema di autoprotezione scatti per il raggiungimento di una soglia termica troppo elevata e che il rifornimento di elettricità si interrompa, fino alla discesa del termometro.
    Ecco perché gli esperti consigliano di collegare l'auto alla colonnina di notte o alla mattina presto, dando la preferenza - ove possibile - ai punti di ricarica al coperto o sotterranei, come i garage dei centri commerciali.

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