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Dal frigorifero alla siringa, le invenzioni "made by woman"

Dal frigorifero alla siringa, le invenzioni "made by woman"

Donne che hanno fatto la storia nell'agenda NoiDonne

ROMA, 24 novembre 2022, 23:45

(di Agnese Malatesta)

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Dorothy Levitt - RIPRODUZIONE RISERVATA

Dorothy Levitt - RIPRODUZIONE RISERVATA
Dorothy Levitt - RIPRODUZIONE RISERVATA

 Invenzioni come il computer, il telescopio subacqueo, la siringa, il frigorifero, i motori di ricerca sono figli di madri sconosciute e, spesso, ignorate dalla storia.



Inaspettate invenzioni 'made by woman', frutto della creatività di donne emancipate e fuori dagli schemi, dotate di competenze scientifiche e tecnologiche insolite per l'epoca. Fra queste, Ada Lovelace Byron (1815 - 1852), nobildonna e matematica inglese, figlia del poeta, che nella prima metà dell'800, 'inventa' un algoritmo, considerato il primo elaborato da una macchina e che contribuì alla nascita del software del computer. Qualche anno prima, la statunitense Sarah "Tabitha" Babbitt (1779 - 1853), appassionata della costruzione di vari strumenti, arriva a realizzare una sega circolare, utilizzata poi in una segheria nel 1813. Babbitt è considerata anche la madre della protesi dentaria. Il primo brevetto statunitense per un congelatore per gelato a manovella è del 1843 e lo ottiene Mary Donaldson Johnson (1794 - 1890); questo strumento permetteva di avere il gelato in minor tempo rispetto a quello ottenuto a mano. Ed ancora. Alla statunitense Josephine Cochrane (1839-1913) si deve la prima lavastoviglie meccanica, è il 1886; inventa una versione di un modello già brevettato anni prima, da un altro inventore, ma che essendo di legno non aveva funzionato. Dorothy Levitt (1882-1922), giornalista e pilota automobilista, prima donna britannica a registrare il record mondiale di velocità terrestre femminile, idea lo specchietto retrovisore, introdotto poi nel 1914 a livello industriale. In veste di pilota, infatti, suggerisce alle donne di dotarsi di un piccolo specchietto da mettere in alto di tanto in tanto così da vedere dietro durante la guida nel traffico. La biofisica ungherese Maria Telkes (1900-1995) è considerata uno degli ideatori dei sistemi di accumulo termico solare, soprannominata per questo motivo "la regina del sole". A lei è associata anche la nascita di dispositivi termici, tra cui un'unità di desalinizzazione utile per le scialuppe di salvataggio impegnate nel ritrovamento di aviatori e marinari dispersi in mare. E chi penserebbe ad un filtro di caffè, seppure rudimentale, nei primi del secolo scorso? Ci pensa un'imprenditrice tedesca, Melitta Bentz (1873-1950) che per ovviare ai fastidiosi fondi di caffè lasciati nella bevanda dalle macchinette, trova una soluzione: usa carta assorbente dal quaderno del figlio e una pentola di ottone forata: nascono così i filtri del caffè. Tutte queste inventrici, ed altre, complessivamente 53, sono raccontate nell'agenda 2023 del giornale femminista NoiDonne. Una donna-inventrice ogni settimana da conoscere. Due le italiane che fanno parte della raccolta, la pedagogista Maria Montessori, ideatrice del noto metodo educativo e l'imprenditrice Luisa Spagnoli, nota soprattutto per l'ideazione del Bacio Perugina oltre che per la catena di negozi d'abbigliamento che porta il suo nome.
    E' un viaggio nel racconto di figure femminili che hanno portato innovazioni in vari campi, inventando piccole o grandi cose che fanno parte ormai della vita quotidiana di tutti. Colpisce la presenza, oggi che ancora parliamo di gender gap in materie Stem, di tante donne dietro oggetti e sistemi, anche di alta tecnologia, come nel caso di elettrodomestici o dell'utilizzo dell'informatica per rendere più facile la diffusione delle informazioni. Sono donne protagoniste di vite anticonformiste e di percorsi ad ostacoli, dotate non solo di intuito ma anche di caparbietà e determinazione, perse nel mare magnum del racconto della supremazia maschile. Raccontano storie di emancipazione, basti pensare che è relativamente recente la possibilità per le donne di registrare i brevetti. Così come ci sono casi di donne deliberatamente defraudate che hanno a lungo lottato per ottenere il riconoscimento della loro titolarità. Un caso, fra i molti, è quello del sacchetto di carta a fondo piatto dell'americana Margaret Knight (1838-1914) definita "la più famosa inventrice del XIX secolo". 
   

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