Mostre: porcellane dei Duchi di Parma alla Reggia di Colorno

Dal 15 maggio i capolavori delle grandi manifatture '700 europeo

Redazione ANSA PARMA

(ANSA) - PARMA, 14 MAG - Dal Palazzo del Quirinale tornano alla Reggia di Colorno (Parma), per una mostra, le preziose porcellane che Luisa Elisabetta di Francia e il consorte Filippo di Borbone utilizzavano per i ricevimenti ducali, ora a disposizione per i ricevimenti di Stato della Presidenza della Repubblica. Altre, ed altrettanto preziose porcellane delle manifatture di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly, Doccia e Capodimonte, sempre appartenenti a quello che era il patrimonio ducale, torneranno temporaneamente "a casa" anche dalle Gallerie degli Uffizi, dal Museo della Villa Medicea di Poggio di Caiano, dai Musei Reali di Torino, accompagnate da documenti concessi dall'Archivio di Stato. La mostra - 'Le porcellane dei Duchi di Parma. Capolavori delle grandi manifatture del '700 europeo' - è in programma dal 15 maggio al 19 settembre, a cura di Giovanni Godi e Antonella Balestrazzi.
    Le opere sono state riunite per la prima volta dopo la dispersione dei tesori d'arte delle regge parmensi che prese il via nel 1859, quando il Ducato di Pama e Piacenza venne cancellato per essere, l'anno successivo, inglobato nel nuovo Regno d'Italia. Per effetto di questo, il patrimonio di quella che per secoli era stata una delle più raffinate ed internazionali corti europee, passò a Casa Savoia. Gli arredi, transitando da Torino e Firenze, giunsero in buona parte al Palazzo del Quirinale, ad arredare la reggia dei Savoia, poi divenuta la "casa" dei Presidenti della Repubblica italiana.
    Accanto alle porcellane saranno in mostra ritratti, lettere e documenti relativi agli acquisti della Duchessa e del Primo Ministro François Guillaume Leon Du Tillot, disegni di mobili e arredi progettati da Ennemond Alexandre Petitot, piante del palazzo ducale di Colorno, libri ed incisioni di feste e nozze dei duchi di Parma. La rassegna nasce dalla collaborazione tra Provincia di Parma, Gallerie degli Uffizi di Firenze e Antea.
    (ANSA).
   

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