Covid, la velocità cruciale per la diffusione delle fake news

Fonti inaffidabili più rapide a intercettare i dubbi della gente

Redazione ANSA

In tempo di pandemia la disinformazione ha prosperato in Italia perché gli autori di notizie false o fuorvianti sono stati più rapidi ed efficaci nel rispondere a dubbi e curiosità della gente. Lo indica uno studio pubblicato su Nature Human Behavior da quattro ricercatori italiani che lavorano presso i Sony Computer Science Laboratories di Parigi.

Per capire i motivi del successo della disinformazione su Covid-19, i ricercatori Pietro Gravino, Giulio Prevedello, Martina Galletti e Vittorio Loreto hanno esaminato l'intero ecosistema delle news in Italia, mettendo a confronto la domanda e l'offerta di informazione tra dicembre 2019 e agosto 2020. In particolare, hanno individuato gli argomenti più cercati dagli utenti su Google e hanno poi passato in rassegna gli articoli pubblicati nello stesso periodo dai diversi media italiani, valutando l'affidabilità delle fonti grazie al lavoro di gruppi di fact-checkers. Dai risultati è emerso che le fonti di notizie giudicate inattendibili sono state più rapide nel pubblicare (spesso online) articoli o storie che intercettavano i bisogni informativi della gente. Lo studio non ha permesso di indagare il motivo di questa reattività, ma dimostra che alla fine si traduce in una maggiore visibilità, favorendo la diffusione della disinformazione e, in ultima analisi, la sua accettazione.

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