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Investimenti major, valanga di tagli

Aggiornano i piani anche Equinor, Chevron, Repsol, Omv (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - E’ ormai una corsa al taglio degli investimenti per ridurre al minimo le conseguenze del crollo dei prezzi del greggio e dell’emergenza Coronavirus sui bilanci delle compagnie petrolifere. Dopo Total, Shell ed Eni, si aggiungono ora alla lista Equinor, Chevron, Repsol e Omv.


Al pari di Total e Shell, Equinor, Chevron e Omv hanno annunciato una riduzione degli investimenti 2020 di circa il 20%, mentre Repsol ha indicato un contrazione del 26%, in linea con il 25% deciso dall’Eni.

In dettaglio, Chevron ha tagliato a 16 miliardi di dollari le spese esplorative, soprattutto nell’upstream non convenzionale nel Bacino di Permian (-2 mld $). Altri 1,2 mld $ sono stati cancellati in altri progetti upstream e 800 milioni $ nel downstream e nella chimica.

Il colosso Usa prevede nel 2020 una produzione complessiva di idrocarburi sostanzialmente stabile (ma con una riduzione entro fine anno di 125.000 bep/giorno a Permian, il 20% in meno di quanto stimato sinora) e un impatto negativo sui risultati finanziari come effetto della discesa dei prezzi delle commodity dovuta al Covid-19.

Chevron ha poi sospeso il programma di riacquisto di azioni proprie da 5 mld $ l’anno, dopo aver acquistato nel primo trimestre titoli per 1,75 mld $.

Ha sospeso il programma di buy-back anche Equinor, che ridurrà gli investimenti 2020 dai 10-11 mld $ previsti a 8,5 mld $. Le spese per le attività di esplorazione scenderanno da 1,4 a 1 mld $, mentre saranno ridotti i costi operativi di 700 milioni $.

Quanto a Omv, il gruppo austriaco taglierà nel 2020 gli investimenti da 2,4 a meno di 2 mld euro e rinvierà acquisizioni in programma (in particolare la quota nel giacimento russo Achimov) per 1,5 mld €. Inoltre, l’acquisto del 39% di Borealis da Mubadala sarà effettuato in due tranche, in modo che 2 dei 4,26 mld € dell’acquisizione saranno pagati alla fine del 2021.

Il Cda di Repsol, infine, ha adottato ieri un “Piano di resilienza 2020”, in base al quale gli investimenti scenderanno di 1 mld € e saranno attuate misure di ottimizzazione per 800 mln €.

La compagnia iberica, che ha anche congelato il programma di riacquisto del 5% del suo capitale, ha mantenuto comunque il dividendo 2020 a 0,55 € per azione e assicurato che nell’anno il debito non aumenterà rispetto alla fine del 2019. Confermata altresì l’assemblea degli azionisti dell’8 maggio e la presentazione dei risultati del primo trimestre il 5 dello stesso mese, che non saranno però accompagnati come previsto dalla presentazione del Piano strategico 2020-2025 “data la straordinaria volatilità e incertezza del mercato”.

Tra le grandi major, l’unica a non aver ancora presentato misure dettagliate per contrastare l’emergenza dei bassi prezzi petroliferi e del Coronavirus è ExxonMobil, che una decina di giorni fa ha però reso noto di aver avviato valutazioni per “ridurre significativamente le spese a causa delle condizioni di mercato”.

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