Danimarca

Danimarca (foto: ANSA)

Danimarca, outsider tutta sostanza e orgoglio

Nei sogni di Kasper Hjulmand, ct della Danimarca, c'è una squadra che combini il meglio di due estremi: da un lato l'11 che stupì tutti vincendo assolutamente a sorpresa l'Europeo del 1992; dall'altro, la pesante sconfitta (5-1) ad opera della Spagna, con eliminazione agli ottavi della Coppa del Mondo nel 1986. Si dice che nei cuori dei tifosi biancorossi scandinavi la seconda sia, nonostante tutto, più radicata della prima per lo spettacolo che sapeva offrire.Intanto, poche nazionali hanno trovato con altrettanta sicurezza la strada per il Qatar. Il giorno in cui la Danimarca ottenne il diritto di partecipare al Mondiale, con due turni di anticipo, i ragazzi di Hjulmand non avevano ancora né perso e né preso un gol nelle qualificazioni europee. Percorso netto: otto vittorie in altrettante partite, a segno con 18 giocatori diversi, trascinata da Skov Olsen e Joakim Maehle, autori di quattro reti a testa. Se a questo impressionante ruolino di marcia si somma l'eccellente risultato ottenuto all'Euro 2020 – quando Kjaer e compagni giunsero in semifinale, dopo aver superato il drammatico arresto cardiaco in campo di Christian Eriksen nella prima gara del torneo – non sembra esagerato inserire i danesi tra le possibili sorprese.La Danimarca - alla sesta partecipazione,  miglior risultato nel 1998, con i quarti di finale disputati in Francia contro il Brasile - può contare su una rosa completa. A partire dal redivivo Eriksen. A giugno dello scorso anno, per cinque terribili minuti, "se ne andò da questo mondo", per dirla con le parole usate in seguito dall’ex centrocampista di Tottenham e Inter. Allora sembrava un miracolo già che fosse sopravvissuto. Invece è tornato in campo, in Premier League, prima con il Brentford e poi al Manchester United. A marzo, 287 giorni dopo essere stato 'risvegliato' dal defibrillatore, è sceso di nuovo in campo anche con la maglia della Danimarca, andando a segno due minuti dopo essere entrato.Altro protagonista atteso è il 25enne Maehle, un difensore laterale (in forza all'Atalanta) con il vizio del gol. A livello internazionale, molti attaccanti sarebbero felici di poter vantare la media di una rete ogni tre partite. Sua quella contro l'Austria che ha garantito il biglietto per il Qatar. Dalla serie A arriva pure Simon Kjaer, difensore del Milan. Pedina importante è Yussuf Poulsen, 28 anni, del Lipsia. Sebbene sia tra i titolari fissi, non è stato inserito da Hjulmand nella prima lista di 21 convocati. Papà proveniva dalla Tanzania, garantisce un’alternativa al gioco d'attacco e la sua esclusione costituirebbe una sorpresa. "Ci sono da 10 a 12 giocatori in lizza per gli ultimi posti e molto può accadere" ha sottolineato il ct, lasciando intendere che per riempire le cinque caselle mancanti si riserva un po'.

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