Arabia Saudita

Arabia Saudita (foto: ANSA)

'Falchi Verdi' volano in alto

Per molti addetti ai lavori, la partecipazione dell’Arabia Saudita ai Mondiali è diventata qualcosa di normale. Ma in realtà non è così, perché i Mondiali del 2006 vinti dall'Italia segnarono la fine di un'epoca d'oro del calcio saudita che in quegli anni poteva contare su gente del calibro di Muhammad Al-Deayea, Sami Al Jaber e Saeed Al-Owairan. Ma dopo che questi tre appesero gli scarpini al chiodo, i 'Figli del Deserto' mancarono la qualificazione mondiale sia nel 2010 che nel 2014, tornando a centrarla solo in occasione di Russia 2018.

Ma un anno dopo, nel 2019, la federcalcio saudita decise di non rinnovare il contratto dell’allenatore argentino Juan Pizzi, visto che alla poco 'digerita' eliminazione nella fase a gironi di Russia 2018 era seguita quella negli ottavi di finale della Coppa d’Asia, ad opera del Giappone. Così la panchina della nazionale venne affidata al francese Herve Renard, reduce dai trionfi in Coppa d’Africa con Zambia e Costa d’Avorio, e che ai Mondiali del 2018 aveva guidato il Marocco.

Renard, uomo piuttosto pratico, si mise subito a cambiare le cose, inserendo in squadra al fianco di calciatori affermati, come Salem Al-Dawsari e Salman Al Faraj, i talenti emergenti del calcio locale, come Firas Al-Buraikan, Abdulelah Al-Amri e Sami Al-Najei, e mettendo da parte, elementi della vecchia guardia come Abd Al Malik Al-Khaybri, Taisir Al-Jassim e il capitano Osama Hawsawi.

L'impatto è stato immediato, visto il percorso nelle qualificazioni per Qatar 2022 con i verdi sauditi bravi a garantirsi in breve il diritto a partecipare al Mondiale dopo aver chiuso il girone davanti a Giappone e Australia, perdendo un solo incontro. Ma il vero traguardo, per ammissione dello stesso Renard, sarà la conquista di quel posto negli ottavi di finale che manca da Usa1994.

Per riuscirci il ct si affiderà soprattutto alle sue 'stelle', come il difensore centrale Abdulelah Al-Amri, 25enne dell'Al-Nassr il cui contributo ha consentito di chiudere le qualificazioni senza subire gol in cinque partite su nove, e il 33enne fantasista mancino Salman Al-Faraj, elemento chiave negli schemi dei 'Falchi Verdi'. Ma è da tenere d'occhio anche il 22enne attaccante Firas Al-Buraikan, sul quale Renard non ha mai avuto dubbi, al punto da averlo lanciato in nazionale a soli 19 anni. I numeri hanno dato ragione alla scelta del ct, visto che il ragazzo ha risposto segnando già 11 reti. Altri giocatori importanti sono Salem Al-Dawsari, un'ala 'vecchio stampo' con 21 presenze e 9 gol nell'ultima 'Saudi League', e Yasser Al-Shahrani, terzino sinistro (sebbene sia un destro naturale) dell'Al-Hilal e da dieci anni punto fermo anche della nazionale. Dalle sue sgroppate sulla fascia possono sempre nascere dei pericoli degli avversari, e all'occorrenza si disimpegna bene anche da difensore centrale. Per tutto ciò, nonostante la presenza nel gruppo C di rivali difficili come Argentina, Polonia e Messico, per i sauditi in Qatar sarà lecito sognare.

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