Intesa tra Parlamento e Consiglio sullo stop a quote gratuite per l'aviazione dal 2026 

Altro accordo nell'ambito del pacchetto Fit for 55

Redazione ANSA

BRUXELLES - Le compagnie aeree dovranno pagare per tutte le emissioni di carbonio dal 2026. È uno dei risultati dell'accordo raggiunto nella notte tra le istituzioni Ue per ampliare il contributo dell'aviazione civile alla riduzione delle emissioni nocive all'interno dell'Unione europea. L'accordo prevede la fine dell'assegnazione gratuita di quote di emissione al settore dell'aviazione entro il 2026, un anno in anticipo rispetto al calendario proposto dalla Commissione. Secondo l'accordo, questo beneficio sarà limitato a 20 milioni di quote tra il 2024 e il 2030, solo per gli operatori che aumentano il loro uso di carburanti sostenibili per l'aviazione.

Per quanto riguarda i voli a lunga percorrenza e intercontinentali, l'Ue adotterà il Corsia, il sistema di compensazione delle emissioni creato dall'organizzazione internazionale dell'aviazione civile (Icao) almeno fino al 2026. Dopo quella data, se i progressi garantiti dal sistema saranno giudicati insufficienti la Commissione europea dovrà presentare una proposta per includere nel sistema di scambio delle emissioni di carbonio europeo (Ets) anche le emissioni dei voli in partenza da un aeroporto situato nello Spazio economico europeo verso un paese terzo. A partire dal 2027, i voli verso paesi terzi che non applicano il Corsia dovranno pagare i crediti CO2 nell'Ets. Il testo dell'accordo dovrà ora ricevere il via libera formale da Parlamento Ue e Consiglio Ue.

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