Verde e blu, l'idrogeno e la transizione energetica in Italia

Al via i talk ANSA sui temi della sostenibilità. Cingolani: 'Tutti vogliono essere verdi ma non fare sacrifici. L'emergenza del clima richiede che tutti ci mettano qualcosa'

Redazione ANSA ROMA

"Verde e blu, l'idrogeno e la transizione energetica in Italia": a che punto siamo con uno degli snodi fondamentali per accelerare il cambiamento e centrare gli obiettivi dell'Agenda 2030? Sono partiti i talk in diretta che l'ANSA dedica ai temi emergenti della sostenibilità: appuntamenti in diretta streaming durante i quali si confronteranno le istituzioni e i protagonisti del settore. 

Ad avviare il dialogo con il direttore dell'Agenzia, Luigi Contu, e i giornalisti dell'ANSA, il ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Ad introdurre l'evento l'amministratore delegato dell'ANSA, Stefano De Alessandri.

"Il problema delle emissioni climalteranti è chiaro, ma non è chiaro il sacrificio che ognuno deve fare. Tutti vogliono essere verdi, ma poi non vogliono la pala eolica davanti a casa, o vogliono continuare a usare i social che producono tante emissioni - ha detto il ministro Cingolani - Tutti vogliono le rinnovabili, ma poi nessuno le vuole davvero. L'emergenza climatica richiede sacrificio, ci dobbiamo mettere tutti qualcosa". "Per l'idrogeno mancano le infrastrutture, ma quello è ancora il problema minore. Le tecnologie le abbiamo. La sfida più difficile è come accelerare i tempi per realizzarle. La sfida delle normative, delle procedure, è quella che conta di più ora. Se le norme fermassero la transizione ecologica, sarebbe una sconfitta enorme", ha poi aggiunto Cingolani. "L'idrogeno è fantastico per la transizione ecologica, ma non è vero che è pronto adesso - ha spiegato il ministro -. Non è che domani siamo pronti a partire. Dobbiamo lavorare moltissimo. E ci sono possibilità intermedie accettabili nella transizione, come l'idrogeno blu (prodotto dal metano, ma con la cattura della CO2 prodotta nel processo, per non avere emissioni di gas serra, n.d.r.)". "Vorremmo tutti arrivare all'idrogeno verde (prodotto a zero emissioni attraverso l'elettrolisi dell'acqua, n.d.r.) - ha continuato Cingolani -. Questo però richiede tanta energia rinnovabile. Il target europeo prevede che arriviamo al 72% nel 2030. Vuol dire installare 60-70 gigawatt di rinnovabili in dieci anni, 6 o 7 all'anno, quando finora installiamo un decimo di quello che progettiamo: solo qualche centinaio di megawatt all'anno, a causa delle procedure". Secondo il ministro "la Ue ci ha chiesto non solo i progetti, ma anche la riforma dei processi. Con le attuali performance, non saremo in grado di mettere a terra le opere. Quindi lavoriamo ai progetti e a come farli camminare. Con i ministri Brunetta e Giovannini lavoriamo sulla catena dei permessi, per accelerare le procedure". 

A succedersi nel talk alcuni tra i principali protagonisti nei diversi settori.

Al webinar dell'ANSA sull'idrogeno anche il presidente di Arera Stefano Besseghini: "Non ci sono grandi spazi per un uso retail dell'idrogeno, al singolo consumatore, perché la concorrenza dell'elettrico è troppo forte. Per questo vettore bisognerà vedere quali saranno gli sviluppi dell'accumulo energetico per i grandi consumatori".

"L'obiettivo della ricerca nel settore dell'idrogeno è di avere idrogeno verde in abbondanza a basso prezzo (ottenuto dall'acqua senza emissioni di gas serra, n.d.r.) - ha spiegato la la responsabile del laboratorio idrogeno dell'Enea, Giulia Monteleone -. L'obiettivo è abbassare i costi del processo di elettrolisi dell'acqua. E' un processo oggi molto caro: l'idrogeno da elettrolisi costa 3-4 volte quello dal metano (che produce CO2 nella produzione, n.d.r.). Gli impianti oggi sono piccoli, mentre debbono arrivare alla produzione di megawatt. Poi è necessario trovare materiali per i macchinari che siano meno impattanti sull'ambiente (oggi si usa molto il platino)".

"BMW lancerà il prossimo anno una X5 a idrogeno, la Hydrogen Next, da 125 KW, che potranno arrivare fino a 250 - ha detto il presidente e amministratore delegato Bmw Italia, Massimiliano Di Silvestre nel corso del webinar dell'ANSA -. Avrà due serbatoi a 700 atmosfere da 6 chili complessivi di carburante, in grado di garantire una autonomia adeguata e il rifornimento in 3-4 minuti. Dal 2025 saremo in grado di lanciare nuove auto a celle a combustibile. Per noi l'idrogeno va di pari passo con l'elettrificazione della gamma". 

Italgas realizzerà a Cagliari un impianto per la produzione di idrogeno verde. Lo ha annunciato l'ad di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell'Orco, al webinar sull'idrogeno. L'impianto sarà costruito con un investimento di 15 milioni di euro. Produrrà idrogeno a zero emissioni, con l'elettrolisi dell'acqua ed utilizzando energia da fonti rinnovabili. Italgas nell'impianto di Cagliari testerà tutti gli aspetti della filiera dell'idrogeno, dalla produzione allo stoccaggio alla fornitura ad industrie locali tramite autobotti. Ci sarà anche un centro di ricerca. L'impianto mescolerà l'idrogeno verde con il metano e lo distribuirà ai consumatori locali. Sarà il primo caso nell'Unione europea e il secondo in Europa, dopo quello inglese di Leeds. Mescolare l'idrogeno verde al metano permette di ridurre le emissioni di CO2 dagli utilizzatori finali.

Produrre idrogeno dai rifiuti di plastica, per usarlo nella produzione di acciaio al posto del carbone e decarbonizzare quindi il processo. E' il progetto di Maire Tecnimont, presentato dal presidente Fabrizio Di Amato. "Abbiamo presentato 10 progetti da inserire nel Pnrr, da realizzare in vecchie raffinerie, dal Nord al Sud del paese - ha detto Di Amato -. Pensiamo ad esempio all'Ilva di Taranto. Potremmo decarbonizzare una parte della sua produzione".

Un "green corridor", un asse autostradale a zero emissioni (e zero incidenti), con colonnine di ricarica per le auto elettriche e distributori di idrogeno. E' l'obiettivo di Autostrada del Brennero, illustrato dall'ad Diego Cattoni al webinar dell'ANSA. L'autostrada, ha spiegato Cattoni, ha già realizzato a Bolzano il primo distributore al pubblico di idrogeno per autotrazione, accanto ad un impianto di produzione, che serve gli autobus cittadini e gli utenti privati. "Vogliamo stimolare la domanda di mezzi ad idrogeno attraverso la nostra offerta di carburante", ha detto Cattoni.

"I trasporti pesanti sono il primo settore in cui l'idrogeno verde diventerà competitivo con i combustibili fossili. Nell'immediato, vediamo un grande potenziale nei treni: l'idrogeno prodotto con rinnovabili può infatti essere l'elemento chiave per decarbonizzare i numerosi tratti di rete ferroviaria non elettrificata in giro per il mondo". Così Cosma Panzacchi, Executive Vice President Hydrogen di Snam, durante il meeting in diretta streaming su ANSA.it. "In Italia sono circa 5mila km. Nel nostro piano strategico abbiamo previsto circa 150 milioni di euro per infrastrutture di rifornimento nella mobilità ferroviaria e stiamo lavorando su vari progetti con FS Italiane, FNM e Alstom", ha detto Panzacchi. "Snam è impegnata a promuovere lo sviluppo di una filiera italiana dell'idrogeno, sia attraverso la propria rete - prima in Europa a sperimentare l'immissione di una miscela di idrogeno e gas naturale - sia con partnership tecnologiche e industriali. Un importante fattore abilitante di questa trasformazione sarà proprio l'evoluzione tecnologica e anche su questo siamo pronti a dare il nostro contributo: in particolare, faremo leva sulla nostra presenza nella tecnologia di elettrolisi alcalina con la partecipazione in De Nora, in quella a membrana attraverso ITM Power, e lavorando su applicazioni industriali con i provider tecnologici di diversi settori, come stiamo già facendo nell'acciaio e nel vetro".

"Abbiamo già acquistato 14 treni ad idrogeno e dal 2024 saremo pronti per offrire un servizio di tpl ad idrogeno in Valcamonica", ha detto il presidente di Fnm Andrea Gibelli. Gibelli ha ribadito che "non va ideologizzato l'idrogeno verde rispetto a quello blu. Abbiamo previsto una fase molto breve di idrogeno blu, - ha infatti spiegato - anche per il contenimento dei costi".

"Gli utilizzi prioritari dell'idrogeno sono due. I trasporti pesanti, come camion, autobus, treni e navi, dove le batterie elettriche sono troppo pesanti, mentre le bombole e le celle combustibili sono più leggere e pratiche. Poi alcuni settori industriali dove è difficile abbattere le emissioni di gas serra, come le acciaierie e i cementifici, i cosiddetti settori 'hard to abate'", ha detto il direttore del Centro energie sostenibili della Fondazione Bruno Kessler, Luigi Crema.

"Stiamo cercando di accompagnare la transizione verso la decarbonizzazione e per quanto riguarda l'idrogeno lavoriamo molto sia nel settore industriale che quello dei trasporti per accompagnare i destinatari finali dell'idrogeno in un percorso di decarbonizzazione e anche verso la competitività". Così Giovanni Brianza, Executive Vice President Strategy, Corporate Development & Innovation Edison. Brianza ha ricordato il lavoro che Edison sta facendo per la ricerca con diversi accordi, tra cui quello con il Politecnico di Milano e con quello di Torino e gli investimenti in tecnologia con la produzione a San Miniato con Mc Phy che realizza elettrolizzatori alcalini.

L'evento è trasmesso in diretta su ANSA.it e sui canali social dell'Agenzia.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA