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Presidente Corecom, intervenire su par condicio

Presidente Corecom, intervenire su par condicio

Il quadro della situazione dopo l'avvento dei media digitali

PERUGIA, 15 dicembre 2023, 17:59

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"In occasione di ogni tornata elettorale, il Corecom si trova a dover gestire 'sul campo' le segnalazioni di presunte violazioni della normativa in vigore e, pertanto, ha avvertito come particolarmente pressante l'esigenza di fare una seria riflessione e un approfondimento di alto livello sugli aspetti riguardanti l'applicazione della legge '28/2000', nota come 'par condicio', anche alla luce del fatto che sono ormai alle porte le elezioni per il Parlamento europeo, per la Regione e per 60 Comuni dell'Umbria. Auspico quindi che si possa intervenire di fronte ai nuovi scenari che si sono aperti con l'irrompere sulla scena politica dei media digitali": lo ha detto la presidente del Corecom dell'Umbria, Elena Veschi, in occasione della giornata di studi organizzata dall'organo di controllo e dall'Università degli studi di Perugia, che si è tenuta nella sala del Consiglio provinciale di Perugia. Con interventi da parte di diversi docenti di alcune università italiane e di Teresa Perrucci della Direzione servizi media dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
    "L'articolo 2 - ha spiegato la presidente del Corecom Umbria, secondo quanto riferisce Palazzo Cesaroni - enuncia quello che oggi è avvertito come il principale limite nella legge '28/2000', cioè il fatto che essa si riferisce solo al mezzo radiotelevisivo: la stampa quotidiana e periodica è considerata all'articolo 7 in relazione alla pubblicazione di messaggi politici elettorali nel periodo di campagna elettorale mentre Internet è addirittura escluso dalla disciplina. Il fenomeno è studiato con grande attenzione sia in Italia che altrove nell'ambito delle discipline sociologiche e politologiche ma restano dei buchi legislativi. Anche Agcom ha inviato una segnalazione al Governo nel mese di luglio basandosi sull'analisi del nuovo contesto tecnologico, sulle recenti sentenze della giustizia amministrativa e sugli sviluppi che hanno avuto i vari Stati membri in merito. Alla luce di tali cambiamenti è sempre più evidente come la normativa che regola la par condicio si riveli di fatto inadeguata a garantire il pluralismo. Preso atto quindi delle modificazioni di contesto avvenute negli ultimi anni, a partire dall'ingresso dei new media nelle campagna elettorali, passando per le nuove strategie di comunicazione istituzionale e politica, fino ai cambiamenti radicali intervenuti nella scena politica e sociale italiana, si impone in modo sempre più sollecito l'esigenza di una revisione delle regole riguardanti la par condicio, al fine sia di garantire il pluralismo su tutti i mezzi di comunicazione e su tutto il territorio, sia di tutelare contestualmente, il diritto dei cittadini ad essere informati e di garantire gli altri interessi collegati al servizio pubblico di informazione svolto dalle amministrazioni a favore dei cittadini".
    "Proprio in merito alla comunicazione istituzionale, il punto centrale della questione consiste - ha spiegato Elena Veschi - nel riuscire a tracciare una linea di confine sufficientemente chiara e apprezzabile tra l'attività di propaganda e l'attività di informazione svolta dalle amministrazioni nel periodo di campagna elettorale; da un lato evitare che gli 'uscenti' godano di una rendita di posizione rispetto agli sfidanti e un uso distorto di risorse e denaro pubblico; dall'altro, assicurare che le comunicazioni delle pubbliche amministrazioni aventi il carattere della indispensabilità possano essere lese, nell'interesse dei cittadini all'informazione. La complessità, in questo caso come in molte altre fattispecie in cui la libertà di informazione si scontra con altri diritti meritevoli di tutela, consiste nell'individuare il ragionevole bilanciamento tra i diversi interessi in gioco".
   

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