Umbria

Accordo tra Università e Sviluppumbria per innovazione

Per valorizzare un sorta di "ecosistema umbro"

(ANSA) - PERUGIA, 04 MAG - Ha l'obiettivo di fare crescere e valorizzare un sorta di "ecosistema umbro dell'innovazione, del trasferimento tecnologico e della ricerca applicata" è stato l'accordo quadro di collaborazione siglato tra l'Università degli Studi di Perugia e Sviluppumbria.
    Firmato a palazzo Murena dal rettore Maurizio Oliviero e da Michela Sciurpa, amministratore unico dell'agenzia regionale, e alla presenza anche dell'assessore allo sviluppo economico, innovazione, digitale e semplificazione della Regione Umbria Michele Fioroni, l'intesa punta a diffondere la cultura dell'innovazione nel sistema economico regionale e a far incrociare così Università ed imprese, anche in ottica di occupazione per non far più scappare i giovani, formati in Umbria, dal territorio.
    Una "sinergia storica tra l'Ateneo e una struttura fondamentale per la crescita dell'Umbria" come l'ha definita il rettore in una video conferenza stampa. "Era naturale che avvenisse perché c'è piena e convinta condivisione di intenti, con il nostro Ateneo che può dare un contributo notevole allo sviluppo del territorio" ha aggiunto Oliviero. "Si rende fruibile - ha detto ancora -, grazie all'interlocuzione con le aziende locali, la capacità e la progettualità di ricerca dell'università. Abbiamo bisogno di mettere a disposizione delle imprese e dell'economia regionale la capacità di ricerca che abbiamo".
    L'accordo, come è stato spiegato anche da Sciurpa, prevede attività di terza missione volte alla pianificazione, alla progettazione e all'attuazione di programmi di sviluppo e innovazione finalizzati ai bisogni economici e sociali del territorio regionale. Tutto grazie anche al potenziale coinvolgimento di enti locali, imprese pubbliche e private, istituti di ricerca e consorzi umbri o di altre regioni. Con il fine che è quello di favorire lo sviluppo di innovazioni tecnologiche su cui attivare la nascita e la crescita di imprese ad alto livello tecnologico sul territorio regionale e, più in generale, la massima valorizzazione dei risultati scientifici prodotti dal sistema della terza missione universitaria. (ANSA).
   

“Per generare nuova economia il sistema università è fondamentale” ha commentato l’assessore Fioroni, il quale ha voluto evidenziare che “le politiche regionali nel campo del trasferimento tecnologico e dell’innovazione, madre di tutte le battaglie, vanno nella direzione della ricerca scientifica e del sapere universitario”. Ed è questa per l’assessore la “sfida” lanciata dall’accordo, “per soddisfare anche il bisogno dell’impresa e di una regione che vuole riposizionarsi lungo le catene del valore”. Per l’amministratore unico di Sviluppumbria quello avviato già dallo scorso mese di novembre “è un percorso che ci porta verso alcuni dei driver fondamentali per lo sviluppo della regione”. “Un dialogo per rilanciare la competitività del sistema produttivo” ha ribadito e un accordo “innovativo, concreto e aperto”. L’accordo è quindi arrivato dopo una collaborazione già avviata e che al momento ha portato a valutare 16 progetti di ricerca e con 22 aziende già coinvolte in vari settori, soprattutto della farmaceutica e dell’aerospaziale. A ricordarlo è stato il professore Gabriele Cruciani, delegato rettorale per il settore Terza missione. “L’Università – ha affermato – in materia di brevetti è messa bene a livello nazionale e sappiamo competere con altri atenei. Dove non siamo messi bene è nella valorizzazione. Allo stesso modo in Umbria non mancano imprese che sanno innovare, ma anche qui bisogna puntare alla valorizzazione. Per questo motivo ci è sembrato intelligente unire le forze”. Secondo il rettore Oliviero, infine, l’azione messa in campo di linea strategica comune tra un Ateneo “con didattica di qualità e ricerca di impatto” e una istituzione “che guarda allo sviluppo della regione” può essere di “grande prospettiva” anche in ottica di investimento sui giovani. “Dopo averli resi competitivi - ha concluso - si potranno creare posti di lavoro con profili qualificati in Umbria per metterli così nella condizione di non lasciare il territorio”.

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