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Commerciante ucciso, due arrestati mentre scappano in Brasile

Commerciante ucciso, due arrestati mentre scappano in Brasile

Fermati in aeroporto Bologna, sono fratelli. Omicidio per rapina

FIRENZE, 04 dicembre 2023, 21:19

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Stavano per fuggire in Brasile dall'aeroporto di Bologna i due fratelli brasiliani di 19 e 24 anni arrestati dalla polizia come presunti assassini del commerciante iraniano Safei Chaikar Kiomars, 72 anni, trovato ucciso il 30 novembre nella sua abitazione di Firenze. Lo ha spiegato ai cronisti in una conferenza stampa il procuratore capo Filippo Spiezia aggiungendo che i due sono stati fermati dalla Polaria per un controllo dei documenti da cui è emerso che erano irregolari in Italia. Poi, appurata la situazione, la polizia li ha trasferiti a Firenze dove sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto con le accuse di omicidio aggravato dal fine di rapina e quella di rapina aggravata.
    I due fratelli indagati sono uno dipendente, l'altro ex dipendente del banco ambulante al mercato della Loggia del Porcellino di cui era titolare il commerciante 72enne. Previsto domani l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari. Conoscevano le abitudini della loro vittima, il commerciante iraniano di 72 anni, Safaei Chakar Kiomars, i due fratelli brasiliani arrestati dalla polizia all'aeroporto di Bologna mentre scappavano in Sud America. Secondo quanto ricostruito dalle indagini della squadra mobile di Firenze, coordinate dal pm Sandro Cutrignelli, lo avrebbero ucciso per rapinargli i soldi portati a fine giornata a casa. Sempre secondo la ricostruzione, presentata dal procuratore Filippo Spiezia in conferenza stampa, nel tardo pomeriggio del 29 novembre, i due, incappucciati, avrebbero seguito il commerciante dal mercato della Loggia del Porcellino dove aveva un banco, nel centro storico, fino alla sua casa, un appartamento in via de Pinedo, a Novoli, alla periferia della città. Una volta sul posto uno dei due arrestati ha fatto in modo di precedere il commerciante nel palazzo, al sesto piano. Quando Safaei Chakar Kiomars è sopraggiunto al suo appartamento e ha aperto la porta, alle 18.30 circa, sarebbe scattato l'agguato. Lo stesso indagato entrato nello stabile, prima avrebbe picchiato con estrema violenza il 72enne poi gli avrebbe applicato su bocca e occhi del nastro adesivo cerato nero, quindi gli avrebbe legato la braccia dietro la schiena con nastro adesivo trasparente e calato in testa un sacchetto di tessuto nero. Infine, avrebbe cercato soldi dappertutto: l'abitazione era infatti messa a soqquadro. L'altro indagato, intanto, sempre secondo quanto ricostruito, avrebbe fatto da "palo" e per strada ha aspettato il presunto complice con il bottino. Il movente sembra essere proprio la rapina. "Safei Chaikar Kiomars pare avesse l'abitudine di portare a casa i proventi dell'attività lavorativa e chi ha commesso l'omicidio evidentemente ne era al corrente", ha spiegato il procuratore capo Filippo Spiezia. I due arrestati, finora incensurati ma irregolari in Italia, hanno 19 e 24 anni, e sono stati uno dipendente, l'altro ex dipendente dell'iraniano. In base ai primi risultati dell'autopsia, la vittima è deceduta per asfissia e la sua agonia si sarebbe prolungata 18 ore. A trovare il corpo senza vita del commerciante, nel pomeriggio del 30 novembre, sono stati un fratello e un nipote preoccupati perché non rispondeva al telefono. Da qui sono partite le indagini. Gli investigatori della squadra mobile hanno ascoltato parenti, amici e conoscenti, hanno passato al vaglio le telecamere in zona oltre a quelle del condominio. I filmati hanno ripreso i due, incappucciati, mentre seguivano il commerciante. Ma sono risultati "preziosi", ha sottolineato il procuratore Spiezia "i tabulati telefonici dei due indagati perfettamente sovrapponibili ai movimenti della vittima, per percorso e orari degli spostamenti". Gli investigatori hanno scoperto che il 30 novembre gli indagati avevano acquistato due biglietti aerei di sola andata per il Brasile. All'aeroporto di Bologna, il 2 dicembre la Polaria ha fermato per un controllo i due, i quali sono stati trasferiti a Firenze. Nel loro appartamento è scattata la perquisizione e sono stati rintracciati abiti di "particolare e inconfondibile foggia" con i quali erano stati ripersi dalle telecamere la sera del 29 novembre.

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