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Lavoro: ricerca Angi, ai giovani manca esperienza

Smart mobilty e cyber security temi principali nell’innovazione

Milano ANSAcom
Dare la possibilità ai giovani di fare quell’esperienza che viene loro richiesta e farlo all’interno di una trasformazione tecnologica e digitale dell’Italia. Questi sono i temi emersi dal primo rapporto sui giovani innovatori e la transizione digitale in Italia, presentato oggi durante il Young Innovators Business Forum, l’evento dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori che si è svolto a Milano.
“Le principali difficoltà che i giovani individuano come primi ostacoli per l’ingresso del mondo del lavoro sono rappresentati dalla richiesta di esperienza che però le aziende non sono immediatamente disposte a far fare ai nostri ragazzi. Le università, lo Stato e le aziende stesse, sono gli attori individuati dai giovani italiani come coloro che possono realmente colmare il gap che separa gli studenti dalle aziende (55,8%)” ha spiegato Roberto Baldassari, direttore generale Lab21.01 e direttore del Comitato Scientifico ANGI.
“Gli ingredienti fondamentali per la trasformazione tecnologica e digitale del nostro Paese, sono i seguenti: rientro dei cervelli italiani in fuga (24,1%), aumento di livello di competitività economica dell’Italia rispetto ai Paesi dell’UE (21,2%) e investimenti pubblici e privati in alta formazione digitale (20%)”.
“Inoltre, all’interno dell’indagine, vengono analizzati due temi che rappresentano l’emblema della velocità e della trasformazione cui dovrà essere sottoposta l’Italia nei prossimi anni: smart mobilty e cyber security. Le chiavi fondamentali per agevolare il processo di crescita e rinnovamento delle nostre città sono: investimenti mirati in innovazione tecnologica al fine di migliorare le città (35,7%), incentivi di mezzi elettrici (31,8%) e aumento del livello di comunicazione ai cittadini per il concetto di smart mobility (19,4%). La ricerca di conclude affrontando il tema della donna considerata come figura fondamentale dell’innovazione e del mondo digitale. Solo 2 giovani italiani su 10 ritengono che l’attuale sistema riconosca in maniera concreta il valore delle donne come leader distintive e portatrici sane di futuro per l’Italia e per il mondo” ha concluso Roberto Baldassari.

In collaborazione con:
Angi

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