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Intesa: manifattura italiana inquina meno di media Ue

Rotomed, Comat Servizi Energetici, Lucy Plast tra Imprese Vincenti

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L’Italia appare ben posizionata nella corsa verso la neutralità climatica europea, con l’abbattimento del 17,2% delle sue emissioni climalteranti nel periodo 1990-2018, cui hanno contribuito anche i processi industriali. Il manifatturiero italiano è oggi sotto la media europea in termini di emissioni inquinanti dopo quello tedesco, davanti a Francia e Spagna. L’Italia inoltre si colloca al sesto posto al mondo come esportatore di tecnologie rinnovabili, con ottime opportunità di ulteriore crescita. E’ la fotografia scattata dalla direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, in occasione della sesta tappa del tour Imprese Vincenti dedicata a Esg e sostenibilità.
In generale, “la svolta sostenibile – sottolinea la direzione studi di Intesa - impone di ripensare l’intero sistema industriale, agendo su circolarità e scelta di nuovi materiali e prodotti con elevati standard ambientali, sempre più prioritari anche per consentire alle imprese di essere partner di riferimento sui mercati internazionali”.
Tra le piccole e medie imprese che si distinguono nella sostenibilità e investimenti Esg, protagoniste di Imprese Vincenti, ci sono: Rotocalco Mediterranea, Comat Servizi Energetici e Lucy Plast. “Abbiamo scelto di abbracciare la sostenibilità in tempi non sospetti, e fin dalla nostra nascita siamo certificati Iso 14000”, afferma Amelia Loreto, Cfo di Rotocalco Mediterranea, azienda di Siracusa attiva nel settore degli imballaggi industriali. C’è poi la torinese Comat Servizi Energetici, che svolge “un ruolo da protagonista nella lotta al cambiamento climatico - dice il presidente e a.d. Federico Augusti - favorendo l’abbattimento delle emissioni di CO2 attraverso interventi di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare civile e industriale italiano”. Per Lucy Plast, attiva da oltre 40 anni nel recupero di materie plastiche, “la sostenibilità è il nostro core business”, sottolinea l’a.d. Raffaella Fiorucci, aggiungendo che “pensare un mondo senza plastica è impossibile”, per cui, “deve entrare nella mentalità di tutti che bisogna recuperare”.

In collaborazione con:
Intesa Sanpaolo

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