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Lavoro: Cafà (Cifa Italia), sul salario minimo siamo con Orlando

Cifa e Confsal a Festival Lavoro, 'qualità della contrattazione'

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"Contrattazione di qualità e lavoro buono vanno di pari passo, siamo con il ministro Orlando sull’istituzione del salario minimo per legge". Su questo ha insistito il presidente di Cifa Italia e Fonarcom Andrea Cafà a margine del Festival del Lavoro, a Bologna, dopo un incontro organizzato da Cifa e Fonarcom intitolato 'La contrattazione di qualità è rappresentatività'. Diversi i temi portati sul tavolo, con al centro il salario minimo, ma anche la contrattazione collettiva e la rappresentatività, che secondo il direttore dell’Inl, Bruno Giordano "costituiscono tre facce del più importante prisma costituzionale del diritto del lavoro".
Sul salario minimo, è necessario, per Cafà, “mantenere la media dei contratti maggiormente rappresentativi come misura antidumping”. Tutto il resto, poi, “deve essere fatto tramite la contrattazione collettiva”. “Non possiamo aspettarci una grande produttività se i lavoratori non vengono remunerati bene”. “Qualità” è, quindi, la stella polare che deve guidare la contrattazione. “In questo modo - ha continuato Cafà - aumentando la produttività si aumentano anche le retribuzioni, come del resto avviene già in altri paesi europei”.
Ma come si valuta la qualità? “Per valutare i contratti più rappresentativi occorre avere riguardo alla qualità contrattuale - argomenta il presidente di Cifa - Qualità significa non operare dumping retributivo o di altro tipo, nonché favorire un’occupazione di qualità attraverso tutele aggiuntive come la formazione continua e il welfare sostenuto dalla bilateralità. Qualità della contrattazione e adesioni alla bilateralità dovrebbero essere considerati come i nuovi indicatori di misurazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali”.
Per l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano, è poi necessario “operare una differenziazione rispetto alle diverse categorie di impiego. “Quando parliamo di salario minimo non possiamo pensare a una misura universale, perché i lavori non sono tutti uguali”, ha osservato. “Esistono ad esempio categorie che stanno al di sotto della paga oraria di 7 euro, come nel caso del lavoro domestico, delle guardie giurate, dei florovivaisti e degli operai agricoli. In queste situazioni sono necessari interventi speciali, mantenendo come riferimento il contratto collettivo”. Urge, poi, affrontare i grandi temi del rinnovo dei contratti alle scadenze naturali e della revisione dell’indennità di vacanza contrattuale, che oggi è troppo bassa e anziché incoraggiare al rinnovo, produce l’effetto contrario”. Senza dimenticare “di agire sul cuneo fiscale, perché diminuire il salto tra salario lordo e salario netto va a diretto vantaggio degli stessi lavoratori”.
In questo quadro, le contrattazioni devono mantenersi aperte a tutti quegli attori e parti sociali che siano in grado di apportare miglioramenti concreti alle imprese e ai lavoratori. Per il presidente del Centro Studi InContra Salvatore Vigorini, “a contare davvero sono i contenuti delle contrattazioni, non i firmatari”. "In questa particolare fase - per Vigorini - la contrattazione può e deve autoriformarsi al fine di migliorare i livelli salariali”. Cambiamenti avvertiti come necessari da tutti gli oratori presenti al dibattito, tra cui anche la professoressa dell’Università di Verona Donata Gottardi e il segretario generale Confsal Angelo Raffaele Margiotta. Tra gli obiettivi, la valorizzazione degli articoli 36 e 39 della Costituzione, “da leggersi in tutto il loro significato propulsivo e moderno, ovvero quale strumento di coesione sociale e di qualità del lavoro”.

In collaborazione con:
fonarcom

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