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Roberta Metsola

L'eurodeputata maltese è stata eletta, al primo turno, presidente del Parlamento europeo con 458 voti. 'Mi batterò come Sassoli' le sue prime parole. 'Lotterò per i diritti delle donne'

Presidente al primo scrutinio, con la schiacciante maggioranza di 458 voti. La maltese Roberta Metsola guiderà, fino alle elezioni della primavera del 2024, il Parlamento Europeo. La sua era una vittoria annunciata ma con il cambio del timone a Strasburgo - dal socialdemocratico David Sassoli alla nuova leader popolare - cambia di fatto anche la maggioranza parlamentare a Strasburgo, allargandosi a pezzi della destra, da Ecr alla Lega fino agli ungheresi di Fidesz. La neopresidente, appena eletta, ha assicurato comunque continuità rispetto al suo predecessore. "Onorerò Sassoli battendomi sempre per l'Europa", sono state le sue prime parole.

   E' una presidente di primati, Roberta Metsola. Terza donna a guidare l'Europarlamento dopo le francesi Simone Veil e Nicole Fontaine, la maltese è anche il più giovane presidente della storia della casa della democrazia europea. Mai, infine, sullo scranno più alto della Plenaria si era seduta una rappresentante di un Paese membro piccolo come Malta. Nata in una zona popolare e nipote di un cuoco della Royal Navy, Metsola, avvocato con la passione per la politica, ha scoperto l'Ue grazie al programma Erasmus e gli studi al Collegio d'Europa a Bruges. Militante degli studenti democristiani maltesi, si mise in mostra nel 2003 grazie alla campagna filo-comunitaria per il referendum che nel 2003 portò Malta nell'Unione. Sposata ad un finlandese e madre di quattro figli, nel 2009 fallì il primo tentativo di entrare al Parlamento europeo. Venne poi eletta con le suppletive del 2013 diventando nel 2017 vicepresidente della Commissione petizioni nonché membro della commissione d'inchiesta sul riciclaggio che indagò sulle rivelazioni dei Panama Papers, scandalo a cui fu collegato anche il drammatico omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Nel novembre 2020, grazie al suo lavoro nelle varie commissioni e alla sua battaglia contro la corruzione che la portò in rotta di collisione con il premier del suo Paese, Joseph Muscat (tanto da arrivare, in un incontro pubblico nel 2019, a rifiutare di stringergli la mano), venne scelta dal Ppe per ricoprire il ruolo di primo vicepresidente del Parlamento, durante la presidenza di David Sassoli. Ora, con una maggioranza schiacciante (458 voti su 617), Metsola è arrivata alla guida dell'Assemblea di Strasburgo dimostrando a tutta l'Europa che per eleggere una donna basta volerlo. 

   Gli ultimi dubbi dei liberali e socialisti sull'esponente del Partito Nazionalista di La Valletta si sono dissolti con l'accordo di metà mandato, scritto in un documento di 4 pagine tra S&D, Ppe e Renew. Un documento in cui i tre principali gruppi europei hanno stilato dieci priorità con cui circoscrivere, di fatto, la libertà di azione della presidente. Dietro l'accordo, nei corridoi parlamentari, impazzava la battaglia per i posti cardine nello scacchiere di Strasburgo. E il Ppe, numeri alla mano, ha rovesciato i trend elettorali più recenti, che lo vedono fuori dal governo dei principali Paesi europei ad eccezione dell'Italia. Oltre alla presidenza, i Popolari incassano la vicepresidenza vicaria con l'austriaco Othmar Karas resistendo all'assalto di S&D al segretariato generale, guidato da Klaus Welle. A rischiare, invece, è Antonio Tajani, presidente della conferenza dei presidenti di commissione messa nel mirino dai socialisti, che nel frattempo ottengono le 5 vicepresidenze a cui ambivano. Tra loro la più votata è stata la Dem Pina Picierno.   Tre in totale i vice per il Ppe e tre anche per i liberali. Nella squadra dei vice entrano i Conservatori e Riformisti (con il lettone Robert Zile), co-presieduti da Fdi. Ma in serata per sciogliere il nodo degli ultimi due vice mancanti si è resa necessaria una terza votazione.

   Alla sua prima uscita Metsola ha preso le distanze dalle posizioni anti-aborto di cui è stata accusata. "Non voterò più sul tema, questo Parlamento lotterà per i diritti delle donne", ha assicurato l'esponente dell'unico Paese Ue dove l'aborto è illegale. "Ma io promuoverò la posizione di Strasburgo", ha ribadito la maltese. Parlando con l'ANSA, Metsola ha poi rimarcato la sua vicinanza "storica, geografica e linguistica" con l'Italia, mostrando di essere al fianco di Roma nella battaglia per lo scorporo di una parte degli investimenti dal computo del debito. "Sassoli all'ultimo Consiglio Ue parlò di 'crudele inflessibilità' delle regole fiscali", ha ricordato, assicurando che il Parlamento Ue "sarà dalla parte di quei Paesi che hanno bisogno di continuare ad investire per non essere lasciati indietro" nella ripresa dal Covid. Ma chiedendo anche "trasparenza, nessun abuso dei fondi europei e responsabilità nelle spese" ai governi che stanno ricevendo i fondi del Pnrr. In Italia a festeggiare è stata soprattutto Fi. Silvio Berlusconi, in serata, ha augurato buon lavoro a Metsola in una conversazione telefonica. E le congratulazioni sono arrivate anche da Sergio Mattarella. "L'Italia guarda con immutata fiducia al ruolo centrale dell'Europarlamento", sono state le parole del capo dello Stato. 

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