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Scholz-Laschet, sfida all'ultimo voto per il dopo Merkel

Il socialdemocratico avanti nei sondaggi, la Cdu non molla

La partita per il post Merkel in Germania si deciderà probabilmente per un pugno di voti. E anche il risultato potrebbe non essere affatto decisivo: per avere un nuovo governo e perfino chiarezza su chi sarà il cancelliere ci vorrà tempo. La cancelliera oggi ha dato l'ultima spinta al suo erede naturale, Armin Laschet, chiedendo nel comizio ad Aquisgrana di votare per la Cdu "per garantire la pace e il futuro della Germania e dell'Europa". Sarà un'uscita di scena graduale quella della Bundeskanzlerin, che ha già pronto il calendario delle prossime missioni internazionali e che probabilmente dovrà governare ancora diversi mesi. Stando all'ultimo sondaggio Forsa (di venerdì), i socialdemocratici di Olaf Scholz sono in vantaggio con il 25% mentre l'Unione sarebbe al 22, i Verdi al 17, i liberali al 12, l'ultradestra di Afd al 10 e la Linke al 6%. A tirar su l'umore dei conservatori è stato però il rilevamento dell'Allensbach, che ha annunciato un testa a testa all'ultimo voto. "Armin Laschet è abituato a costruire ponti, è questo lo stile che ha sempre avuto. È capace di unire le persone. È capace di costruire una coesione fra persone anche diverse. E ha dimostrato in tutta la sua vita politica di essere in grado di far questo, non solo in modo teorico ma con passione e cuore", ha detto Merkel, usando per la prima volta (troppo tardi?) un registro più caloroso per il leader della Cdu che meglio dovrebbe incarnare la continuità con i suoi 16 anni di governo. "In ballo c'è la stabilità della Germania. E non è indifferente chi governerà", ha ribadito.

"Dite alle persone che incontrate: 'ne va del tuo futuro, ne va dei tuoi bambini, ne va dei tuoi genitori. E solo ogni quattro anni si ha la possibilità di decidere chi lavorerà a tutto questo'. Perciò io dico: domani due voti per la Cdu". Laschet dal canto suo ha messo al centro dell'intervento il suo impegno europeo: "Bisogna tenere insieme il sud e il nord dell'Europa", ha affermato, "ma anche l'est e l'ovest. Non si potrà tenere unita l'Ue senza la Polonia, senza i Paesi centrorientali, e senza l'Ungheria". E un governo rosso-rosso-verde, la domanda retorica alla fine, "questo potrebbe farlo?. La Linke ha sempre votato contro", ha esclamato, ogni volta che c'era da promuovere un passo in avanti nell'integrazione. A Potsdam Olaf Scholz ha ribadito di preferire una coalizione con i Verdi. E nel corso di un'intervista è tornato anche sui buoni rapporti con Christian Lindner, il leader dei liberali che sta corteggiando da diverse settimane in vista di un futuro negoziato, sebbene quest'ultimo sia più incline ad una coalizione 'giamaica' con Cdu-Csu ed ecologisti. L'attuale vicecancelliere ha inoltre replicato all'affermazione del vicepresidente dell'Spd, Kevin Kuhnert, secondo il quale servirà una consultazione nel partito per approvare la futura alleanza di governo: "La questione andrà affrontata successivamente", ha tagliato corto Scholz. Non lontano da lui, Annalena Baerbock, ormai a quanto pare fuori dai giochi per la successione a Merkel, ha esortato: "Non scegliete il cancelliere per il clima sbagliato". Ormai lontani dal sogno della cancelleria - salvo improbabili rimonte dell'ultima ora - gli ecologisti avranno comunque un peso decisivo nei prossimi mesi e ci si può attendere anche un braccio di ferro coi liberali. "Tutti vedono nell'Fdp l'ago della bilancia delle prossime consultazioni - ha osservato il notista politico Heiner Bremer - ma molto dipenderà anche dai Verdi".  

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