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Baerbock, la stella caduta dei Verdi

Partiva favorita, poi i tanti errori e le accuse di plagio

È la stella inciampata e caduta di queste elezioni tedesche. Annalena Charlotte Alma Baerbock, 40 anni, candidata cancelliera dei Verdi, è rimasta troppo indietro nei sondaggi per poter aspirare davvero al posto di Angela Merkel. Eppure qualche mese fa, quando fu lanciata dagli ecologisti per la corsa, la giovane politica che vive nel Brandeburgo - a Potsdam con il marito e due figlie piccole - era strafavorita e la sua discesa in campo per le urne del 26 settembre trascinò il partito, oggi intorno al 15%, fino ad un inaudito 30% di preferenze, lasciando i conservatori al 23% e i socialdemocratici al 15. Allora la promessa era qualcosa di nuovo, un cambiamento radicale, in difesa del clima. Parole che oggi non emozionano più, tanto che i rapporti di forza si sono invertiti e la copertina di Spiegel di domenica scorsa parla chiaro: 'Non un Paese verde. Il partito ha perso una chance storica?'.

Studi giuridici, un (controverso) master alla London School of Economics che alla fine si è rivelato un problema in un curriculum da correggere precipitosamente, membro dei Verdi da quando ha 25 anni e deputata dai 32, Baerbock è entrata in partita con le migliori speranze, ma è incappata in una serie di errori che oggi fanno mangiare le mani al partito, che aveva magistralmente portato avanti la sua linea politica fino alla candidatura. Le entrate notificate in ritardo al Bundestag e soprattutto un libro elettorale senza note e accusato di plagio da un esperto di comunicazione austriaco hanno affossato la giovane aspirante Bundeskanzlerin, di cui Bild chiedeva: 'Sarà lei la nuova Merkel?'. Gli ingredienti del suo strepitoso successo le si sono rivoltati contro: la sportiva che da ragazza si aggiudicò tre bronzi ai campionati nazionali di lancio dal trampolino grazie all'audacia con cui affrontava il salto, questa volta rischia di non cadere in piedi. E ad aspettarla a fina partita potrebbe esserci anche un regolamento di conti interno, dal momento che le ambizioni di Annalena hanno lasciato indietro il leader Robert Habeck, lo scrittore filosofo assessore dello Schleswig-Holstein che non ha fatto mistero di averla presa anche male. La Baerbock si è imposta e ha vinto la candidatura anche in quota rosa. Ma gli analisti concordano sul fatto che fosse il cavallo sbagliato. Spiegel ricorda il discorso del Parteitag che avrebbe dovuto riparare le cose: guardava troppo il manoscritto, non era fluida e a un certo punto pronunciò una frase sbagliata. Spento il microfono, i giornalisti intercettarono anche la delusione personale, in quello 'sheisse' (merda) pronunciato di pancia guardando il collega Habeck.

Tutti segnali di un profilo non abbastanza solido per guidare il governo, Baerbock ha perso credibilità e la sensazione di novità che metteva l'elettorato di buon umore qualche mese fa trascinando i consensi si è trasformata nella paura di commettere un azzardo puntando su di lei. "Mi presento per una svolta vera, voglio aprire un nuovo capitolo, e serve un governo per il clima". Annalena continua a combattere, facendo ottime figure ai duelli tv. Ma la posta in palio è ormai un'altra e c'è chi dubita addirittura che possa conquistare un ministero.

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