Spagna: Sanchez, tra 100 giorni avremo immunità di gregge

Madrid revoca lo stato di emergenza in vigore da ottobre per combattere la pandemia di Covid-19

    "Siamo a 100 giorni dal raggiungimento dell'immunità di gregge": lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sánchez da Atene, dove si è riunito con il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. Sánchez si riferiva all'obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione entro fine agosto. "Oggi raggiungeremo i sei milioni di persone che hanno completato il processo di vaccinazione", ha aggiunto nel corso di una dichiarazione congiunta dei due premier.
    Intanto Iil governo spagnolo ha lanciato un appello alla "responsabilità", alla luce dei festeggiamenti in piazza senza mascherine e senza distanziamenti nella notte tra sabato e domenica per la fine dello stato di emergenza sanitaria e del coprifuoco.
    Nella sola Catalona i Mossos e la polizia locale hanno sanzionato circa 600 persone dopo la fine dello stato di emergenza per non aver rispettato le misure di sicurezza, come l'uso della mascherina e il distanziamento sociale e la scorsa notte i vigili urbani di Barcellona hanno sgombrato 1.639 persone dalle strade a causa degli assembramenti.
     "La fine del regime di emergenza non significa la fine delle restrizioni. Al contrario. La minaccia del virus è ancora lì. Le autorità devono continuare ad agire e i cittadini devono comportarsi in modo responsabile", ha insistito il ministro della Giustizia Juan Carlos Campo in un articolo pubblicato dal quotidiano El Pais. Le 17 comunità autonome spagnole possono infatti continuare a limitare l'orario di apertura o il numero di avventori di bar, ristoranti o negozi. Possono anche richiedere il ripristino del coprifuoco o la chiusura del loro territorio ma ora per farlo necessitano dell'approvazione di un tribunale.
    "Con Sanchez siamo passati da un'emergenza sanitaria al caos", ha accusato Pablo Casado, leader del principale partito di opposizione di destra, il Partito Popolare (PP). Il ministro della Giustizia ha replicato assicurando che le norme attuali sono "adeguate rispetto alla fase della pandemia in cui ci troviamo" e ha sottolineato che "il 28% della popolazione ha già ricevuto una dose di vaccino".

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