Cultura

Sul set That dirty black Bag, una serie spaghetti western

Una produzione Palomar-Bron, nel cast Dominique Cooper e Caprino

Una serie cruda, epica e romantica sul lato oscuro del Far West: è That dirty black Bag (Quella sporca sacca nera) di cui Palomar (gruppo Mediawan INTL Group) e Bron Studios hanno annunciato le riprese fra Italia, Spagna e Marocco. Nel cast Douglas Booth (PPZ - Pride + Prejudice + Zombies), Dominic Cooper (Preacher, Mamma Mia!), Guido Caprino (Il Miracolo), Niv Sultan (Teheran), Travis Fimmel (Vikings), Christian Cooke (Scrivimi ancora), Paterson Joseph (The Leftovers), Zoe Boyle (Downton Abbey), Aidan Gillen (Il Trono di Spade, Quelli che mi vogliono morto), Rose Williams (The Race) e Anna Chancellor (Quattro matrimoni e un funerale). Al centro gli otto giorni cruciali dello scontro fra Arthur McCoy, sceriffo incorruttibile dal passato difficile, e Red Bill, un solitario cacciatore di taglie che decapita le sue vittime e ne infila le teste in una "sporca sacca nera", perché "le teste pesano meno dei corpi". La serie rende omaggio alla tradizione del classico spaghetti western, catturandone l'ironia e rivoluzionalo in modo moderno e accattivante, per rivolgersi anche ai più giovani.
   That dirty black Bag nasce dalla creatività di Mauro Aragoni (Nuraghes S'Arena), è scritta con Silvia Ebreul (Il Cacciatore), Marcello Izzo (Il Cacciatore) e Fabio Paladini (Il Cacciatore).
    Brian O'Malley (The Lodgers - Non infrangere le regole) dirige con Aragoni e PJ Dillon (Il Trono di Spade, Vikings) firma la fotografia.
    "Siamo estremamente contenti di lavorare con Palomar a questa serie che coraggiosamente, spingendosi al limite di toni quasi danteschi, si rifà ai classici della tradizione spaghetti western, un genere emerso a metà degli anni '60 con Sergio Leone. Genere che riteniamo ancora piuttosto attuale, soprattutto nel mondo a volte spietato e brutale di oggi, in cui tutti cerchiamo di trovare un senso" dice David Davoli, presidente della tv per Bron Studios. "Il nostro obiettivo è quello di aggiornare la tradizione dello spaghetti western per trasformarlo in qualcosa di più lirico, moderno e inatteso", sottolinea Nicola Serra, co-CEO di Palomar. La serie, in 8 puntate e con 3 stagioni già previste, è girata in inglese. Mediawan si è già assicurata i diritti per la Francia. (ANSA).
   

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