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A Bologna arriva John Landis, 'impariamo a tornare al cinema'

Il regista in città per una masterclass e Il Cinema Ritrovato

(ANSA) - BOLOGNA, 29 GIU - "La gente deve reimparare ad andare al cinema, nelle grandi sale, cosa che per un periodo abbiamo perso. I film si possono vedere anche sui laptop e computer, ma bisogna imparare a vederli nuovamente in una sala, perché la caratteristica principale è la gente, il pubblico, insieme è tutto più divertente, stare insieme amplia i sentimenti. Il cinema lo immagino all'antico, come uno sciamano che racconta storie davanti a un fuoco, il cinema è così, una luce che viene proiettata e gli altri guardano". L'energia di John Landis è contagiosa mentre racconta aneddoti su The Blues Brothers, parla della Hollywood alla ricerca continua "del profitto, del denaro, una industria schizofrenica" e poi facendo riferimento alla sentenza sull'aborto della Corte Suprema americana, dice che "l'ex presidente Trump ha scoperchiato il vaso di Pandora, facendo uscire di tutto e di più".
    Il regista di Chicago, con accanto la moglie Deborah Nadoolman, famosa costumista, sarà per dieci giorni a Bologna, ospite di Ifa-International Filmmaking Academy - per tenere una masterclass in regia per 20 registi emergenti - del Mast e del festival 'Il Cinema Ritrovato' della Cineteca. In piazza Maggiore il regista salirà sul palco in occasione di una spettacolare serata finale del festival, domenica 3 luglio, con la proiezione di The Blues Brothers. Il 5 luglio, invece, una serata speciale 'fuori festival' Landis tornerà sul palco la proiezione di 'Una poltrona per due'.
    Ad accoglierlo oggi anche il sindaco Matteo Lepore, con il quale scherza prima di rispondere alle domande dei giornalisti.
    "I miei film - dice - per me sono come figli, il mio giudizio dipende da cosa ho fatto nelle riprese e dal successo che hanno ottenuto. Dei Blues Brothers - confessa - rigirerei tutte le scene musicali, Dan e John sono stati eccezionali, ma non erano dei veri ballerini, credo che Dan si sia rovinato le ginocchia per tutta la vita". (ANSA).
   

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