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Rohrwacher, noi donne sappiamo creare nostre regole

Protagonista di I cieli di Alice di Chloé Mazlo, in uscita 15/2

Una famiglia, nata, tra toni da favola, negli anni '50 a Beirut, che rischia di dissolversi a confronto con la guerra civile in Libano degli anni '70. Un racconto ispirato dalla vicenda reale di sua nonna, che la franco libanese Chloé Mazlo, già pluripremiata autrice di corti, mette in scena, arricchendo la narrazione live action, con inserti di stop motion e altre forme di animazione, nella sua opera prima, I Cieli di Alice. Il film, dopo la selezione della Semaine de la Critique per il Cannes Film Festival del 2020 ('saltato' per il Covid) arriva dal 15 febbraio nelle sale italiane e su Iwonderfull, la piattaforma streaming di I Wonder Pictures in collaborazione con Mymovies. Nel ruolo della protagonista, Alice, giovane svizzera che scopre il suo 'paese delle meraviglie' in Libano, c'è Alba Rohrwacher. Quello del personaggio "è un percorso che mi corrisponde" spiega nell'incontro in streaming con i giornalisti l'attrice, che frequenta sempre di più i progetti internazionali, di cui molti diretti da donne come La figlia oscura di Maggie Gyllenhaal, che ha appena ricevuto tre nomination agli Oscar. "E' certo che noi donne siamo in grado di creare nostre regole nuove. Ne incontro tante che hanno molto da dire e lo sanno esprimere in maniera molto coinvolgente. Poi mi piace molto anche lavorare in lingue che non sono l'italiano, un passo in più per allontanarmi da me stessa ed esplorare dei territori a volte estremi". In I Cieli di Alice, c'è "un universo lontano dal mio, e ho sentito che mi ci sarei potuta trovare a mio agio. Io come Alice mi sono trovata, da straniera, ad essere accolta in una comunità, nella cultura libanese, basata sull'accoglienza e la generosità. E' stato un privilegio... basta pensare che sul set, dove si era creata una vera atmosfera di famiglia, i vicini venivano a portarci i dolci fatti i casa". Nel racconto, che parte negli anni' 50, la giovane Alice vive con la famiglia tra i monti della Svizzera, una realtà chiusa a cui non sente di appartenere. Decide così di accettare la proposta di un lavoro come ragazza alla pari a Beirut. Una città con la quale l'affinità elettiva non fa che crescere quando incontra e si innamora Joseph (Wajdi Mouawad, attore, regista, commediografo e scrittore libanese, costretto a lasciare il paese a 10 anni, nel 1978, proprio per la guerra civile) astrofisico brillante, generoso e ambizioso. Insieme creano una bella famiglia, ma la guerra civile, vent'anni dopo, sconvolge il loro equilibrio. Alba Rohrwacher, che ritroveremo come protagonista nell'opera prima di Jasmine Trinca, Marcel! e personaggio 'narrante' nel documentario di Mark Cousins, Marcia su Roma, ha amato la possibilità di "poter giocare su più linguaggi, in una storia che spaziava in territori poetici molto inusuali per il cinema". La trama "prende spunto dalla nonna svizzera di Chloé, una donna non convenzionale e coraggiosa, diventata la base per la mia ricerca di questo personaggio. Ho letto tanto i suoi diari, e guardato molto materiale fotografico... Siamo partiti da un dato vero ,ma poi il racconto si arricchisce, emancipandosi dalla realtà". Per il film, pronto dal 2020, "uscire adesso può essere un vantaggio, il pubblico potrebbe amarlo ancora di più. E' una boccata d'aria fresca, capace di raccontare una grande storia d'amore e politica in maniera delicata e particolarmente dolce. Dopo tutto quello che abbiamo vissuto può essere molto piacevole da incontrare in una visione al cinema". Anche perché "è una storia che ha bisogno della sala, dove puoi vedere il grande lavoro fatto con l'immagine. So che in altri Paesi sta girando molto e sta riscuotendo un grande successo".

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